martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Regionali, il PSI nella lista ‘Il popolo toscano’
Pubblicato il 10-04-2015


Popolotoscano“In Toscana presentiamo una lista civico-socialista-popolare e si chiama ‘Il popolo toscano’. È una delle due liste che insieme a quella del Pd è collegata alla ricandidatura di Enrico Rossi. Ed è un esperimento nazionale perché liste del genere saranno presenti anche in Umbria e nelle Marche”. Lo ha detto il viceministro alle infrastrutture, e segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, parlando con i giornalisti a margine dell’assemblea di Uncem Toscana a Firenze. “Liste più marcatamente socialiste – ha spiegato – saranno invece presenti in Puglia e Campania”.

Quanto alle elezioni toscane, “ci aspettiamo di tornare in Consiglio regionale superando la soglia del 5%”. A chi chiedeva se il Psi auspicasse la presenza di un proprio esponente nella nuova Giunta regionale in caso di vittoria di Rossi, il segretario nazionale ha sottolineato che “in Toscana non ho mai visto giunte monocolore”.

(ANSA)

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Commenti all'articolo
  1. Sì, e magari alle politiche ci presentiamo con “Il popolo italiano”. Qua tra biciclette ed alberi rinsecchiti mi pare che si abbia paura di presentarsi a testa alta agli elettori.

  2. Il nome di per sé è assolutamente “leghista” e non mi piace; il simbolo, oggettivamente non mi rappresenta, giacché non è un simbolo toscano, tantomeno socialista, la parola “Riformista” è un contenitore che non ci evidenzia, i compagni di viaggio onestamente sono poco raccomandabili (ex leghisti, ex IDV, UDC), la possibilità di marcare, onestamente difficile, di far passare un socialista targato PSI ancora di più. Altro voleva rappresentare una proposta esposta a Pisa lo scorso settembre e che avrebbe dovuto vedere una lista a guida socialista, chiaramente identificabile ed aperta a tutte le altre esperienze riformiste e di sinistra che non si riconoscono nel PD, comunque a sostegno del candidato governatore che con il PD avremmo potuto individuare attraverso primarie. Non mi ritiro certamente da quella che è la volontà politica del Partito, ma mi permetto di non condividere il percorso realizzato.

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