sabato, 18 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Renzi e l’emendamento Esposito – Dagoreport per Dagospia
Pubblicato il 28-04-2015


PRENDERLO NELL’ITALI-CUL – RENZI FA FINTA DI ESSER PRONTO A VOTARE CON IL “CONSULTELLUM” IN CASO DI INCIDENTE SULL’ITALICUM – IN REALTÀ FAREBBE VOLENTIERI UN RENZI-BIS CON UN BEL RIMPASTONE – E CON L’EMENDAMENTO ESPOSITO LA LEGGE ELETTORALE SFUGGE AL RISCHIO REFERENDUM

Dagoreport su Dagospia del 28 aprile 2015

E se non avessimo capito un accidenti di niente? E se il furbetto di Rignano ce lo stesse mettendo tutto (l’Italicum) dritto in quel posto? Ascoltate un po’ quel che si sta dicendo tra i bene, benissimo informati di Palazzo Chigi e dintorni. Si dice, si mormora, si sospetta. E alla fine ci si è convinti: qui c’è il trucco.

Tanto per cominciare, non credete al premier bullo quando giura che, se non passa l’Italicum, lui è pronto a trascinare tutti al voto.

E’ solo un bluff, con cui intorta e ricatta la generazione dei Naccarato, degli Scilipoti, degli alfanoidi senza futuro che, pur di fare un giorno in più di legislatura, sarebbero disposti a vendere la propria madre all’Isis. E figuratevi, suvvia, se questi non gli votano l’Italicum di corsa!

In realtà, l’astuto English Fucker di palazzo Chigi al voto adesso non ci andrebbe mai e poi mai. Non ne avrebbe il coraggio, non con il Consultellum in vigore, con il quale le sue speranze di tornare a palazzo Chigi sono esattamente pari a zero. E lui, proiezioni alla mano, lo sa benissimo.

Al massimo, ecco, si mormora che Pittibimbo potrebbe fare il beau geste di salire al Colle per dimettersi, al che Mattarella gli darebbe un buffetto sulla guancia e poi lo rimanderebbe alle Camere per proporre un Renzi II. Nuovo governo, nuovi ministri, nuovi sottosegretari. E via dalle palle un po’ di rompicoglioni, per esempio quella ministra Giannini che nessuno sopporta più, né al governo né a scuola.

E questo scenario, tenetevi forte, sarebbe il meno.

Le vere bombe sono altre. E sono due.

La prima: non credete a Renzuccio, quando giura che, se gli passano l’Italicum, la legislatura XVII andrà avanti fino al 2018, o quanto meno fino al 1° luglio 2016, che è poi la data in cui entrerebbe in vigore la nuova legge elettorale per la Camera. Nulla di più falso. Il Parlamento ha appena convertito in legge un decreto legge che ha fissato la data del 31 maggio per le elezioni regionali. Qualcuno ha obiettato? Ma no. Perchè mai avrebbe dovuto farlo?

Per un motivo semplicissimo, che è però sfuggito ai non-tecnici: grazie a questa legge è stato fissato un precedente devastante, cioè che è possibile modificare, con un semplice decreto legge, le date di TUTTE le elezioni e di tutti gli adempimenti connessi. Non solo quelle regionali, eh. Il principio vale per tutto e per tutti. E se Renzi vuole fissare nuove elezioni già nel 2016, senza aspettare che l’Italicum entri in vigore, chi glielo potrà impedire? Nessuno. Si fa il suo decretuccio e via.

E la seconda bomba? E’ il vero colpo che il mostro di palazzo Chigi ha dato alla democrazia italiana, grazie all’Espositum. Ricordate l’emendamento kamikaze alla legge elettorale, quello presentato dall’oscuro senatore Pd Stefano Esposito (a proposito: sta facendo già una brillante carriera, è commissario del partito a Ostia) ma in realtà scritto da Paolo Aquilanti, oggi neo-segretario generale di palazzo Chigi e allora badante “tecnico” dell’inesperta ministra alle Riforme, madonnina Boschi?

Bene. Anche i più sagaci lettori di quel testo non si sono accorti della pericolosa furbata messa a punto da Aquilanti per conto del premier. Grazie a quell’emendamento-killer, l’Italicum, e diversamente dalle altre leggi elettorali, NON è referendabile. E’ una legge tecnicamente scritta, cioè, in modo da non poter essere sottoposta a un eventuale referendum popolare per correggerla o annullarla. L’Italicum ci toccherà tenercelo esattamente come uscirà dalla Camera, dove la minoranza Pd fa tanta ammuina ma alla fine lo voterà senza aver capito un cazzo di quello che sta davvero votando.

Morale della storia?

A Montecitorio la legge passerà esattamente com’è ora, senza manco cambiare di una virgola. Nessuno potrà, a quel punto, chiedere un referendum per modificarla: la Corte Costituzionale sarebbe costretta a dichiararlo inammissibile.

E con queste due bombette in tasca, bell’e pronte per esplodere, il mostro di Rignano avrà fregato tutti. Fisserà le elezioni quando gli piacerà, con un semplice decretuccio (bomba uno) e avrà blindato l’Italicum senza più permettere ad alcuno di scassargli gli zebedei (bomba due).

Appena possibile manderà tutti a votare per espellere dal Parlamento i dissidenti interni al partito e gli scarti esterni al governo, alfanoidi per primi.

E noi tutti avremo da imparare il fiorentino, lingua ufficiale della nuova era renzista.

Dagoreport

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento