martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Sardegna. Frana la SS 554
la strada della vergogna
costata 55 milioni
Pubblicato il 13-04-2015


Sardegna frana-SS 554La collina sotto la strada ha completamente ceduto. La terra è stata smossa, scavata dall’acqua. Negli ultimi dieci anni l’Anas ha speso circa 400 milioni di euro per interventi tampone su una strada che doveva collegare il Cagliaritano al Sarrabus. Da lì si arriva a Villasimius, a Muravera, a Costa Rei e in altre rinomate località balneari del sud della Sardegna. In breve, la strada statale 554 Cagliaritana (SS 554 o nuova 554), è una statale italiana di rilevanza locale. La strada collega la parte nord del retroterra di Cagliari, partendo dalla strada statale 131 Carlo Felice, alla parte sud-orientale, sulla costa. Il suo tracciato presenta caratteristiche di superstrada, con due corsie per senso di marcia. L’arteria funge anche da collegamento tra le principali vie stradali che si snodano verso il nord e l’ovest (strada statale 131 Carlo Felice, strada statale 130 Iglesiente) e la costa sud-orientale dell’isola e permette di tagliare il centro di Cagliari e quello delle località limitrofe.

Per progettarla e realizzarla sono stati spesi negli anni 55 milioni di euro a cui si sono aggiunti negli ultimi 10 anni 400 mila euro per gli interventi tampone. Nei giorni scorsi l’ennesimo cedimento, ha costretto l’Anas a chiudere l’accesso al traffico. L’Anas Sardegna scrive che “per ragioni di sicurezza è stata chiusa al traffico in entrambe i sensi di marcia la strada statale 554 bis, dal km 0,000 al km 6,500, a causa dell’aggravarsi di un fenomeno franoso all’altezza del km 3,100, nel territorio comunale di Quartucciu, in provincia di Cagliari”.

Nel frattempo il personale dell’Anas ha effettuato e sta effettuando continui “assaggi” del terreno nell’area interessata dal fenomeno. Dai primi accertamenti è risultato che sul piano della viabilità l’instabilità del pendio venutosi a creare avrebbe potuto causare situazioni di pericolo. Il tratto interessato è quello tra il Km 3, 100 e il Km 3,350 della 554 bis. Dall’Anas fanno anche sapere che “il monitoraggio del movimento franoso proseguirà mediante apposita strumentazione (celle piezometriche ed inclinometri) posizionata in prossimità dell’area interessata”, nel frattempo l’Anas “sta predisponendo i progetti degli interventi per la sistemazione definitiva. Inoltre si darà avvio ad uno studio, tramite la facoltà di Ingegneria dell’ Università di Cagliari, sulla stabilità del rilevamento stradale”.

Viene legittimamente da chiedersi se questi studi potevano esser fatti dieci anni fa quando la strada venne progettata e se chi ha approvato la costruzione di una Super strada in quell’area franosa e instabile. È la seconda volta che quel tratto di strada frana evidentemente alle spalle c’è una responsabilità che deve essere individuata visto la facilità con cui sono stati spesi i soldi pubblici tramite appalti e subappalti. Inutile continuare a volersi nascondere dietro un dito. Certi malcostumi non avvengono solo in altre regioni italiane: quando si tratta di grandi opere gli interessi in gioco sono molti.

È proprio in questi giorni la diffusione dei dati relativi alla lotta all’evasione fiscale in Sardegna. La GF ha diffuso i numeri del rapporto 2014 e da questi risulta che, solo lo scorso anno, sono stati assegnati appalti pubblici in maniera irregolare per 55 milioni di euro con 26 denunce a carico di persone coinvolte. Nel mirino anche 18 milioni di euro di finanziamenti UE percepiti indebitamente. In corso un accertamento di altri 17 milioni di euro tra danni all’erario e sprechi nella spesa pubblica. Indagini anche sul rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo economico che fin ora hanno portato al sequestro di beni per 24 milioni di euro, scoperti anche altri 40 milioni di finanziamenti di provenienza illecita.

La 554 è solo l’ultimo dei fatti “strani” che non son certo dovuti a cedimenti improvvisi. Un attento studio, progettazione e approvazione preliminare del progetto avrebbe evitato 10 anni di interventi oltre agli sprechi connessi. Intanto, la Procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un fascicolo sul cedimento. Il fascicolo è stato aperto dal Pubblico Ministero Emanuele Secci mentre una perizia è stata affidata all’Ingegnere Cristina Onnis. Sul Fronte politico, invece, il Deputato di Unidos Mauro Pili ha annunciato di aver depositato un esposto alla Corte dei Conti in quanto “si profila un danno erariale di non meno di 20 milioni di euro” fa sapere Pili. “Chi ha sbagliato progetti, indagini, collaudi e realizzazione deve pagare sino all’ultimo euro. La vergogna della 554 non può e non deve passare nel dimenticatoio degli uffici dell’Anas o del ministero delle infrastrutture”. Nessuna dichiarazione, invece, da parte della RAS.

La 554 è nota anche come la “strada della vergogna”. Come è accaduto per il viadotto crollato, sotto Natale, a pochi giorni dalla sua inaugurazione, anche la 554 ha conosciuto la chiusura al traffico 4 anni dopo la sua inaugurazione. Il primo campanello d’allarme nel 2009, l’asfalto continuava ad aprirsi. Nell’ultimo mese gli smottamenti del terreno si sono accentuati evidenziando dislivelli che hanno registrato addirittura profondità di oltre un metro. Quasi a volersi lavare la coscienza e dissipare le polemiche, l’Anas fa sapere che “è predisposto il progetto per il consolidamento del versante. Inoltre verrà valutata la possibilità di realizzare una prima fase dell’intervento per il ripristino della viabilità, con una corsia per senso di marcia, entro l’estate”. Spiega l’Anas: “Il progetto, prevederà la realizzazione di un’opera di sostegno al piede del rilevato e di un sistema di drenaggio profondo. L’avvio delle procedure di affidamento dei lavori è previsto entro il prossimo mese di maggio”. Quanti altri soldi pubblici dovranno esser ancora spesi per qualcosa che sarebbe dovuta nascere secondo gli standard del “lavoro a regola d’arte”, come per altro si chiede sempre, ma non si rispetta mai, nei capitolati di appalto? Chi ha progettato, chi ha approvato, chi ha affidato, a chi è stato affidato, e chi ha subappaltato, ha tutta una serie di domande a cui rispondere e dare conto anche dal punto di vista economico e professionale. Varrà come sempre la regola del “potevo non sapere” anche in questo caso?

Antonella Soddu

 

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