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Opinioni e commenti
 

Forse in Sardegna le scorie
nucleari, ed è già rivolta
Pubblicato il 07-04-2015


Sardegna-Scorie-nucleariC’è grande attesa per la pubblicazione della lista delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale delle scorie radioattive. I ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico venerdì 3 aprile hanno diffuso un comunicato congiunto per ribadire che “non e’ stata scelta ancora alcuna area per il deposito delle scorie nucleari.”

“In questo momento – precisa la nota ministeriale – sono in corso le valutazioni tecniche dei ministeri competenti, Ambiente e Sviluppo, sulla Carta Nazionale (CNAPI) redatta da Sogin che individua le aree potenzialmente idonee, nell’ordine di alcune decine dislocate in varie regioni italiane, seguendo i criteri dettati dalle linee guida dell’Ispra, che agisce quale Autorità per la sicurezza nucleare nazionale. Il testo verrà trasmesso nuovamente a Sogin, che lo renderà pubblico nel tempo necessario ad adeguarlo alle prescrizioni dei dicasteri”.

INDISCREZIONI SULLA SARDEGNA – Circolano indiscrezioni che vedrebbero la Sardegna come una delle possibili aree scelte. Alcuni esponenti politici sardi già da tempo hanno manifestato la netta contrarietà a localizzare il deposito nel loro territorio.

In un’ intervista rilasciata a Panorama qualche settimana fa, l’ex governatore della Sardegna Ugo Cappellacci (attualmente consigliere regionale di Forza Italia) ha rivelato che, secondo “fonti ministeriali riservate molto attendibili”, l’iter per la scelta del sito si sarebbe ormai concluso e che le regioni individuate sarebbero il Lazio e la Sardegna, con l’isola data al 90% di possibilità.

Cappellacci, nel corso del colloquio con la giornalista di Panorama Nadia Francalacci, ha espresso il timore che potenti “manine” romane possano cancellare la regione Lazio e lasciare soltanto la Sardegna. L’esponente di Forza Italia sostiene che l’area individuata ricadrebbe nella provincia di Nuoro. Per questo il consigliere ha invitato il Presidente della Regione Pigliaru a diffidare il Governo nazionale contro “qualsiasi ipotesi di trasferimento nell’isola delle scorie nucleari”.

“Nel 2011 oltre il 97% dei sardi – dice Cappellacci a Panorama- ha votato un referendum contro il nucleare ed eventuali depositi. A meno di quattro anni da quel voto rischiamo di trovarci praticamente sommersi dai rifiuti nucleari. Una vera beffa”.

“La nostra Regione – aggiunge l’ex Presidente della Sardegna – è un territorio a vocazione turistica, abbiamo lavorato per migliorare la qualità della vita puntando anche a fonti di energia alternativa. Gli abitanti della Sardegna detengono, ad oggi, il primato di longevità in tutta Italia. Con questo provvedimento si distrugge un territorio, una popolazione che vuole valorizzare i valori importanti della qualità della vita, dell’ambiente, del clima e delle bellezze naturali”.

Anche la Giunta Regionale sarda ha manifestato, tramite l’Assessore all’Ambiente Donatella Spano, “la sua indisponibilità a ospitare il sito e continuerà a farlo, per le ragioni più volte espresse, che vanno dall’esigenza di riequilibrare le servitù militari che la Sardegna già sopporta a quelle legate allo sviluppo economico”. La posizione della Regione è stata illustrata in una lettera inviata dall’Assessore Spano ai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, dove si ribadisce il fermo no al deposito di scorie nell’isola.

L’ATTACCO DI FORZA ITALIA – Il gruppo di Forza Italia in consiglio regionale ha firmato una mozione che chiede la convocazione straordinaria dell’Assemblea legislativa sarda e sta valutando la possibilità di sollecitare i cittadini ad inviare e-mail di protesta alla Presidenza del Consiglio per opporsi al progetto.

Durissimo l’attacco del capogruppo azzurro al consiglio regionale sardo Pietro Pittalis. “Se Renzi pensa di scherzare sulla pelle dei sardi, noi questi rifiuti glieli faremo ingoiare. Se li tenga a casa sua e faccia il sito in Toscana”. I consiglieri regionali di FI Tedde e Zedda puntano invece il dito sull’immobilismo della Giunta regionale di centrosinistra, colpevole “di non aver assunto alcuna iniziativa contro il progetto di far diventare la Sardegna la pattumiera d’Italia” .

Il deputato Mauro Pili (ex PDL, ora nel gruppo Misto) è stato uno dei primi a lanciare l’allarme sull’ipotesi sarda per la sistemazione delle scorie. Pili, ex Presidente della Regione Sardegna, in un’interrogazione parlamentare dell’11 giugno 2014 ha evidenziato che nei documenti predisposti dall’ISPRA, per l’individuazione delle aree, i criteri di esclusione elaborati porterebbero ad individuare la Sardegna come l’area più idonea e sicura per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi.

L’OPPOSIZIONE DEI VESCOVI SARDI  Anche i rappresentati della Chiesa cattolica hanno espresso il loro dissenso in merito alla possibile realizzazione del deposito delle scorie radioattive in Sardegna. A margine dei lavori della Delegazione regionale dei direttori degli Uffici diocesani di pastorale sociale e del lavoro, i vescovi sardi hanno diffuso un documento. “Sarebbe una servitù insopportabile – dice la nota – che rischia di infliggere all’isola un colpo mortale alla sua naturale e indispensabile economia agro-pastorale e turistica”. Il clero auspica “una presa di posizione chiara e decisa che non sia riconducibile solo ad alcune componenti partitiche, sindacali e associative, ma goda della partecipazione consapevole e attiva di ogni compagine impegnata nell’animazione culturale, politica e sociale. I problemi relativi all’ambiente sono di tutti e non solo di alcuni”. “Le stesse comunità cristiane – prosegue il documento – sono sollecitate soprattutto in questi giorni che precedono la Santa Pasqua, a favorire la riflessione, l’azione e la preghiera affinché in ciascuno si sviluppi il senso di responsabilità nella custodia del creato e nel realizzare i presupposti per un’esistenza salubre e serena alle future generazioni”.

Pier Paolo Palozzi

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