lunedì, 17 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Caperna:
La democrazia pluralista
Pubblicato il 15-04-2015


La bellezza del socialismo consiste nel fatto di voler costruire una società pluralista, aperta, fondata sul rispetto di tutte le opinioni, anche quelle più lontane, ma che deve sempre avere come cardine, come asse centrale, la libertà, nelle sue varie declinazioni. Il socialismo moderno ha grandi compiti innanzi a sé, cioè deve eliminare-diminuire gli ostacoli che si frappongono alla società aperta, molteplice, multiculturale, appunto la sensibilità socialista percepisce come propria la democrazia pluralista, liberale, socialista e libertaria, una democrazia pluralista che è ovviamente più per l’individuo che per lo Stato, e ricordiamo per l’appunto l’intramontabile insegnamento di Riccardo Lombardi, il quale ci fornisce una bellissima e poetica definizione del Socialismo liberale e libertario “…è socialista quella società che riesce a dare a ciascun individuo la massima possibilità di decidere la propria esistenza e di costruire la propria vita”.

La democrazia pluralista non svolge mai una funzione di Grande Fratello, di orwelliana memoria, un grande controllore, che, scruta nei conti correnti, nelle spese quotidiane delle famiglie, guarda, studia, osserva, controlla, verifica, presume, tramite gli studi di settore i redditi che si dovrebbero guadagnare, e poi multa, vessa, citando Bettino Craxi “uno Stato che controlla i cittadini, negando ai cittadini il diritto a controllare lo Stato, uno Stato ove i lavoratori non hanno strumenti per influenzare la politica del governo, uno Stato in cui la gente vive in densa coabitazione, uno Stato dove impera la tristezza…”.

Ecco, Craxi delineava tutto ciò che uno Stato non deve essere, ed è perciò è utilissimo il suo discorso, per fornire interessanti riflessioni sula democrazia pluralista da costruire e tutta improntata sulla laicità, sulla solidarietà fraterna tra gli individui, sui meriti e sui bisogni, sull’apertura, non sulla chiusura reazionaria-identitaria. La democrazia plurale e molteplice è la democrazia del patchwork(quel tessuto formato da varie parti colorate diversamente), la democrazia del mix tra culture, per una nuova società più umana, più libera, improntata alla bellezza.

Un modello, un possibile esempio embrionale di pluralismo multiculturale, multietnico, lo si può ravvisare nel rione Esquilino di Roma, che proprio perciò e’ un quartiere interessante, di etnie, percorsi, interconnessioni, concatenamenti, deterittorializzazioni, eccetera (che comprende il tutto molteplice), umanità varie che si mescolano, incessantemente, creando il molteplice, il plurale, il rispetto che come concetto ha un’accezione positiva e più ampia della mera tolleranza, che invece vuol dire sopportare, difatti nel suo primo significato tollerare vuol dire sopportare cose, fatti, situazioni spiacevoli, quindi la tolleranza ha un’accezione negativa. Ecco, noi del Psi siamo per il rispetto. Il socialismo liberale e libertario è per il molteplice, per il plurale ed è rispettoso verso ogni cultura e perciò vuole la laicità, perciò ama la libertà, l’individuo, la fratellanza e l’eguaglianza nei punti di partenza.

Alessio Andrej Caperna

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