sabato, 24 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Enrico Maria Pedrelli:
Socialisti, combattiamo l’ignoranza!
Pubblicato il 09-04-2015


È difficile trattare un argomento del genere senza cadere in una sterile retorica che spesso può sfociare nel perbenismo. Questo perché la linea tra chi è mosso da buone intenzioni e chi invece vuole scagliare il proprio dito inquisitore è a volte troppo sottile, ma per quanto uno possa rinunciare a trattare certi argomenti, arriva prima o poi il giorno in cui sembra proprio che siano tali argomenti a voler essere trattati. È il mio caso ad esempio; motivo per cui esprimo la mia opinione in queste righe.

Il web offre tante cose e tante possibilità: la prima di queste è sicuramente il dibattito, e la possibilità di esprimere la propria opinione. Certo, per capire come la pensano le persone è molto più efficace parlarci, ma è solo il web a permetterci di constatare la dimensione di certe tendenze di “pensiero”. Accade così che, per chi come me ama buttarsi nel dibattito e sentire tutte le voci che sono sulla scena, si possano leggere le opinioni più varie tra articoli e contenuti multimediali. Il trionfo della libertà d’opinione e del dibattito si direbbe.

Eppure dal web arrivano sempre più spesso esempi di intolleranza, di un’inspiegabile violenza verbale, di falsità e bufale. Quello che dovrebbe essere un’efficace strumento di confronto e arricchimento personale, diventa un caos di informazioni e sentenze di una quantità tale da svilire ogni tentativo di creare ordine. Ed in questo panorama è preoccupante vedere il dilagare dell’“ignoranza”. Ignoranza che diventa non solo un semplice “non sapere”, “ignorare”, ma proprio un violento atteggiamento nei confronti del ragionamento e l’apertura verso le opinioni altrui. Per alcuni è semplicemente l’effetto di “stare dietro ad un computer” a rendere aggressivi i caratteri più docili, ma qui si tratta di un fenomeno molto più vasto e radicato.

Un’ignoranza che mostra il palese fallimento del sistema educativo italiano, che riempie lo studente di nozioni spesso inutili e non abitua alla discussione e al ragionamento, non lo forma cittadino. Ignoranza che per una nazione dovrebbe essere motivo di estrema vergogna, e contro cui è unita la volontà di lottare. Perché se al mondo ci sono tanti problemi, la loro primaria causa è questa: essa fomenta l’odio creando luoghi comuni, fa imbracciare le armi, alimenta la fortuna di classi politiche incompetenti.

Nel nostro Paese è sfruttata da chi vuole fare i propri comodi. E non è un discorso per forza politico: basta guardare le strategie di comunicazione adottate da quotidiani come Il Giornale, Libero, o altri. Scrivere titoli indignati contro i rom per poi rimandare a notizie del tutto irrilevanti, e quasi sempre talmente modificate da essere praticamente false, è diventata una pratica all’ordine del giorno ad esempio. Pagine facebook che con la politica non hanno a che fare, ma che per essere seguite e vendere i propri prodotti alimentano in modo sempre più becero i luoghi comuni più odiosi. Per non parlare del giustizialismo adottato dalla maggior parte dei media che fomenta un odio sempre più smisurato nei confronti di politici che vengono offesi dalla gente nei modi più assurdi, mentre quando spesso vengono assolti a chiedergli scusa non rimane nessuno.

Tutta questa è ignoranza, usata per vendere o costruire il proprio consenso. È democrazia? O forse è il prezzo da pagare per la libertà di espressione?

Niente di tutto questo. Io penso sia soprattutto un problema educativo, che come già detto mostra il fallimento del sistema scolastico odierno, ma che non si ferma solo lì: è la morte della cultura, sempre più commerciale e “unica”. Pare sia diventata un dogma da vendere a caro prezzo: in televisione ci vanno sempre gli stessi intellettuali, quelli magari con la tessera giusta. E sono anche gli unici a vendere, chissà perché. I teatri invecchiano, le orchestre falliscono, i giornali spariscono. Il vuoto che la cultura lascia, viene sempre colmato dall’ignoranza. Dovrebbe essere una tragedia, ma non sembra importare a nessuno.

Facciamo che importi almeno a noi! Compagni, di una battaglia che senza il supporto del “libero pensiero” non può essere vinta. Per il socialismo è sempre stato così: entrava nelle coscienze della gente quando si faceva ascoltare. Oggi senza soldi o le giuste amicizie chi ti ascolta? Puoi provare a scavarti uno spazio tutto tuo nella grande confusione del web come fa l’Avanti! online o RadioEretika, e ti può anche andare bene, ma non basta. Il problema è più vasto, è va risolto pian piano, in modo riformista direbbe qualcuno. Far rinascere il vero dibattito, e poi dire la propria; creare una situazione culturale fertile, e poi piantare i propri semi. Oppure usare i metodi di questo sistema malato, ma troppi ci provano e non penso ci sia posto per noi.

Questo mi pare il piano di battaglia sul quale noi socialisti dobbiamo combattere. Cavalchiamo la cultura, e sconfiggiamo l’ignoranza! E’ un’idea forse ancora molto generale, ma penso di aver spiegato bene almeno il concetto. Riflettiamoci su e poi agiamo. Facciamolo da soli, o in buona compagnia, ma facciamolo. Penso ce lo chiedano i valori che portiamo avanti, il nostro ideale al quale dobbiamo dar voce, e l’Italia intera.

Enrico Maria Pedrelli

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Enrico
    Hai superato da poco i 18 anni. Se per esprimere i tuoi valori dovresti farlo con i piedi, gli appassionati del pallone direbbero che abbiamo una nuova promessa per il calcio nazionale. Affidando invece i tuoi valori alla formazione culturale e ai sentimenti della sfera sociale, esprimi uno dei valori fondamentali della laicità che si chiama TOLLERANZA e quindi confronto, dialogo e rispetto delle opinioni altrui e rifiuto di ogni forma di violenza.
    Essendo questo valore uno dei componenti identitari del Socialismo, sentirlo esprimere attraverso un’analisi e non con uno slogan da un giovane socialista, mi aiuta a tenere viva la speranza per il futuro osservando il panorama politico in cui invece sono l’opportunismo, il trasformismo e il conformismo a guidare le scelte di chi opera non solo in politica ma nei più svariati campi delle attività della nostra società.
    Un abbraccio fraterno.
    Je suis socialiste

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