venerdì, 20 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Francesco Ruvinetti:
Torniamo a Craxi
per superare il 3%
Pubblicato il 08-04-2015


Caro Mauro, io penso che l’unico modo per superare il 3% sia quello di “ritornare a Craxi”. Non è una provocazione, ma un modo per rivendicare, con tutti gli errori fatti, il nostro diritto ad esistere. La corruzione della seconda repubblica, che abbiamo visto essere molto peggiore della prima, per non parlare del resto, ha dimostrato ampiamente che i nostri meriti erano molto maggiori degli errori. Sky ha recentemente posto una domanda riguardante la corruzione oggi e il 75% ha risposto che è più ampia di quella del tangentopoli. C’è questa consapevolezza diffusa. E sull’onda di questa consapevolezza occorre riportare l’esperienza del PSI di Craxi entro un giudizio storico, che, a 15 anni dalla morte, deve essere fatto. Iniziamo quindi ad interrogare noi stessi e chiedere agli italiani di allora e di oggi di fare giustizia. Andiamo alle elezioni, quando saranno convocate, con un nuovo programma, ma nel nome di Craxi. Molti compagni potrebbero essere indotti ad un ripensamento e darci quel consenso che in questi anni è andato a destra e a sinistra. Stiamo assistendo ad una guerra di civiltà che rischia di minare alla base la società occidentale riformista e liberale che abbiamo costruito. Una fase che durerà molti anni nei quali il nostro pensiero deve tornare a farsi sentire.

Francesco Ruvinetti

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Commenti all'articolo
  1. Caro Franco, vedi bisogna che anche noi evitiamo però di scambiare i nostri desideri con la realtà. Davvero pensi che i questi venti e più anni non le abbiamo tentate tutte, compresa la strada del garofano e della nostalgia?

  2. In relazione all’articolo e quindi per superare il 3% penso che non bisogna ritornare a Craxi, purtroppo quella è un epoca ormai superata. Mi collego al pensiero di B.Manin sulla democrazia del pubblico, e quindi staccarci dall’idea di anteporre al partito una personalità ma di fare del partito una personalità, attraverso il ritorno alla centralità del partito stesso e non al personaggio politico di spicco. Forse è il motivo dell’involuzione dei partiti ed in questo caso del PSI, quando Craxi perse credibilità a causa di Tangentopoli anche il PSI perse la propria fetta di voti.
    Pensiamo da compagni e portiamo il PSI al posto che merita.
    Cordialmente.

  3. Da Craxiano come sono sempre stato e come sarò, penso che Francesco Ruvinetti abbia ragione come da tanti anni sostengo io, ci sono tantissimi compagni che rivogliono e ricercano quel simbolo, che fa parte della storia del partito, un periodo che a noi Craxiani ci ha dato anche livello politico personale, autonomia, identità, dignità e orgoglio, cosa che in questi anni nessuna anima socialista nata da quel partito ci ha offerto e dato. Devo dire bravissimo Ruvinetti a rimettere in piedi questa ipotesi, anche se credo che la dirigenza del Psi non la prenda in considerazione, e questo è un segno di debolezza politica, meglio dire che i dirigenti non capiscono che sarebbe l’ora di guardarsi indietro, di quello che hanno lasciato per strada, la storia. Noto che nell’articolo Ruvinetti si rivolge giustamente al Direttore Mauro Del Bue, ed egli gli risponde, ma secondo me commette uno o più sbagli, prima usa un’ altra volta la parola nostalgia, e lui lo sa bene che a noi Craxiani certe definizioni non piacciono, e inoltre vorrei sapere quando è stata tentata la strada del Garofano, quando proprio certi personaggi insieme a Benvenuto, Mattina nel 93′ hanno affondato quel Psi e strappato il Garofano dal cuore dei Socialisti, formando vari soggetti politici, come rinascita socialista, laburisti e altri che la storia ricorda, alleandosi da destra a sinistra, dicendo e scrivendo vari frasi per esempio: Via Del Corso? Il più allucinante dei palazzi del potere. Il Psi? Un contenitore di debiti e una fabbrica di disoccupati. queste frasi le ha pronunciate Giorgio Benvenuto il 28/5/1993, certi personaggi erano a sostenerlo e applaudirlo, e ora vorrebbero parlare di nostalgia di dogma, ma per favore un po’ di coerenza, e Bettino quando nei suoi ricordi e nelle sue memorie vi apostrofava, becchini e extraterrestri e bugiardi, aveva non una ragione un universo di ragione.

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