lunedì, 17 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Graziano Luppichini:
La fiducia sull’Italicum
offende il Parlamento
Pubblicato il 29-04-2015


Quella di ieri al Parlamento è stata messa in scena una vera vergogna e di una vera offesa al ruolo del Parlamento e degli onorevoli presenti. La responsabilità va ricercata non solo in un Renzi arrogante e prepotente, determinato ad andare avanti qualunque sia il costo (“… bisogna fare, non importa come, ma bisogna fare” recitava giorni fa il giovin fiorentino) ma in un Bersani, allora segretario del PD incapace di contenerlo, ed in un Napolitano che troppo vilmente, da capo dello Stato, si lavò le mani, affidando ad un qualsiasi sindaco d’Italia – nemmeno fosse stato il presidente dell’ANCI – l’incarico di formare il nuovo governo, consentendo con un blitz notturno, di mandare a casa quello legittimo in carica, voluto dal rieletto presidente Napolitano stesso.

Cerchiamo di non aver memoria corta e di rammentare i fatti e la storia. Enrico Letta reggeva un governo di “unità nazionale” per mancanza di maggioranza stabile nei due rami del Parlamento dopo le elezioni politiche del 2013 vinte dalla coalizione di centro – sinistra e quindi per l’impossibilità di Bersani, presidente incaricato, di costruire, formare e guidare un esecutivo robusto e che, a seguito di manovre di palazzo tutte interne al suo partito si era dovuto dimettere, anche da segretario, tradito nella mancata elezione dl nuovo presidente della Repubblica. Renzi (un po’ come Mussolini capo del PNF), divenuto intanto segretario del PD, nel 2014 fece votare al suo partito, a larga maggioranza, una mozione di sfiducia verso il capo del governo (Letta appunto, sempre PD) costringendolo alle successive, irrevocabili dimissioni.

Fu così che il “Re” (in questo caso Giorgio 2° Napolitano e non Vittorio Emanuele III), anziché indire – come avrebbe dovuto – nuove elezioni, incaricò il segretario del PD (come avvenne con quello del PNF) di formare il nuovo governo e da lì ……. tutto ciò che sappiamo e che viviamo ogni giorno. Vorrei ricordare che anche Renzi intenderebbe trasformare il PD in PND, e quando si parla di partiti nazionali …. beh, a me qualche campanellino comincia a suonare! Evidentemente tra i socialisti sono uno dei pochi ad avvertire certi tintinnii, ma “meglio aver paura che buscarne”, recita un vecchio adagio toscano.

Graziano Luppichini

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Commenti all'articolo
  1. Sono d’accordo con Graziano sulle gravi responsabilità di Napolitano su tutta la fase. La sentenza della Consulta che giudica illegittime le famigerate norme Monti-Fornero sull’adeguamento delle pensioni, conferma, se ce ne fosse bisogno, l’inadeguatezza del governo dei supertecnici fortemente voluto da lui, forzando i corretti rapporti istituzionali, e colpevolmente subito dal centrosinistra dell’epoca. Rimango dell’idea che buona parte del caos istituzionale e politico del quale siamo in presenza abbiano molti corresponsabili. Ma uno su tutti

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