venerdì, 20 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
Nessuno dia per scontato
il sostegno del PSI
Pubblicato il 09-04-2015


Caro direttore,
com’è ben noto a tutti i compagni, l’attuale linea politica del PSI prevede un’alleanza di governo con il Partito Democratico e, contemporaneamente, definisce l’obiettivo di lavorare alla preservazione della nostra autonomia politica, mettendo in cantiere la costruzione di una lista autonoma che si prefigga di raggiungere la soglia di sbarramento del 3%. Qualche giorno fa si è tenuto un confronto, promosso da alcuni compagni, dal quale è scaturita una diversa, e per molti versi antitetica, prospettiva politica, ossia quella di spostare il baricentro del PSI più a sinistra, guardando a SEL e alla coalizione sociale di Landini. Ritengo che queste due impostazioni possano giudicarsi del tutto inconciliabili, soprattutto a motivo del fatto che la politica del PD renziano è separata dalla concezione di Landini da un burrone almeno della profondità del Gran Canyon. Da più parti, inoltre, nel nostro Partito si levano voci di dissenso nei confronti dell’Italicum che, oltre ad essere una legge elettorale gravata dai medesimi profili di incostituzionalità del Porcellum, sarebbe fatale per il PSI. Per questo motivo, la dichiarazione di Nencini, riportata proprio dalle colonne dell’Avanti!, circa il sostegno del PSI all’Italicum non può non richiamare alla mente un intento autolesionista e suicidiario. Basterebbe questo per chiedere agli organi dirigenti del partito di sfiduciare Nencini.

Vignetta

Voglio però tentare una strada diversa. Ciò che sta accadendo in Forza Italia con Fitto, ma anche le numerose implosioni che hanno caratterizzato i Partiti italiani ed i loro gruppi parlamentari, dovrebbero suggerici il valore dell’unità e metterci in guardia dai rischi della frammentazione. Ancor di più questo vale per un piccolo partito come il PSI. Tutti noi dovremmo impegnarci per smorzare i toni e per promuovere un confronto sereno e costruttivo all’interno del Partito. A tal proposito, tuttavia, sarebbe utilissimo che la maggioranza del Partito ed i compagni della Segreteria Nazionale, non si arroccassero su posizioni considerate irrinunciabili. Abbiamo deciso di far parte del Governo, ma non sarebbe opportuno un atteggiamento più critico nei suoi confronti? Molti di noi non condividono le politiche sul lavoro del Governo Renzi, culminate nell’approvazione del Jobs Act. Ci sono tantissime voci critiche nel Paese contro la riforma della scuola che, senza troppe esitazioni, lascia per strada migliaia di precari. Possiamo condividere l’enorme pressione fiscale che attualmente colpisce un bene come la casa e che ha ucciso l’edilizia in Italia? Possiamo accettare che si metta mano con tanta disinvoltura alla Costituzione e che si consegnino le Istituzioni nelle mani di un manipolo di nominati?

Lo scopo di questa lettera non è di polemizzare, ma di esprimere l’auspicio che il PSI sia un Partito critico e libero. Lavorare ad una lista autonoma per raggiungere il 3% penso sia una scelta condivisa da quasi tutti gli iscritti e che, personalmente, mi entusiasma. Tuttavia ritengo che il primo passo, propedeutico a tutti gli altri, sia di rendere la linea politica del nostro partito riconoscibile e quindi mettere fine a questo pericoloso appiattimento sulle posizioni del PD e dell’Esecutivo Renzi. In aggiunta, sarebbe ora che noi socialisti cominciassimo a rivendicare e difendere la nostra storia politica ed a cercare l’unità anche con compagni che hanno preso altre strade. Per questo motivo trovo sbagliato che il PSI in Campania non abbia scelto di appoggiare Caldoro e, sempre a titolo personale, mi avvarrò dell’opportunità offertami dal voto disgiunto. Sempre per lo stesso motivo, ritengo che il PSI debba tenersi le mani libere in merito alle alleanze. Il nostro contributo in termini di idee e di voti non dovrebbe essere dato per scontato da nessuno ed il presupposto irrinunciabile di future alleanze dovrebbe essere, innanzitutto, il rispetto per la nostra autonomia, identità e, soprattutto, per la nostra storia. Quel rispetto che manca quando si afferma di preferire Berlinguer a Craxi.

Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. Attualmente nella vita interna del nostro Partito, oltre alle frizioni derivanti dal funzionamento del rapporto tra maggioranza e minoranza, i contrasti maggiori si manifestano sul come il PSI deve interpretare i rapporti con il PD e con il Sindacato, sulla Legge elettorale, sulla varie Riforme in corso e sulle sue scelte e strategie future nel quadro politico. In pratica al nostro interno si riproducono le analoghe divisioni o frizioni esistenti nel PD.
    Ho apprezzato l’avvio del confronto tra Del Bue e Benzoni sul Risorgimento socialista e mi fa piacere che anche tu malgrado le tue posizioni critiche di fronte alla Segreteria auspichi l’avvio di un confronto il cui obiettivo sia quello di condurre il PSI ad esprimersi con proposte autonome e spirito identitario, evitando che ciò avvenga senza le tradizionali lacerazioni che contraddistingue il confronto fra socialisti. A supporto di questo approccio in questa come in altre occasioni ti affidi ai contenuti.
    Oggi sul programma Agorà di RAI 3, nel comunicare un sondaggio sulle intenzioni di voto venivano indicati, oltre ai principali Partiti che superano o raggiungono il 3%, anche Rifondazione comunista, l’UDC, i Verdi e Scelta civica. L’unico a non apparire era il PSI. Considerando che per questi Partiti si andava dall’1% allo 0,1%, la nostra assenza non si può leggere solo in termini di percentuale ma di chi non ha niente da proporre o che non esiste nella percezione dell’elettorato. Di fronte a questa desertificazione dei Socialisti, il minimo che dobbiamo fare è di ricercare uno spirito costruttivo e unitario e di elaborare e comunicare delle proposte dal forte impatto sull’opinione pubblica. Ad esempio avendo Nencini come Vice Ministro alle Infrastrutture si potrebbe proporre un Fondo Casa per le giovani coppie le cui risorse si potrebbero reperire in parte dalla tassazione sull’IMU. In questo caso il sacrificio sulla tassazione assumerebbe un valore sociale.
    Con i livelli di disoccupazione e dei salari attuali i giovani non hanno neanche la possibilità di conciliare i costi esistenziali non solo per un mutuo, a causa del blocco dei mutui nei loro confronti, ma neanche per quelli dell’affitto. (le 18 annualità di stipendio per l’acquisto di un appartamento è infatti un’enormità assurda e insostenibile).
    Se concentrassimo la nostra azione politica sulla proposta socialista di un Piano Casa sarebbe un segnale incisivo di un ritorno alla vocazione dei grandi temi sociali della Storia socialista.
    Ci sono tante proposte e iniziative in campo che penso possano rendere matura una fase precongressuale auspicando di impostarla solo su due Mozioni che si dovrebbero caratterizzare come correnti di pensiero e non di potere. Esse dovrebbero lavorare sin da ora per l’elaborazione dei contenuti programmatici, le strategie e le iniziative politiche da sviluppare per l’ampliamento del consenso della base elettorale e delle adesioni al PSI, i rapporti con il Sindacato, le proposte per il finanziamento delle attività politiche, per i metodi di gestione della vita interna del Partito e delle garanzie per la minoranza, per la Riforma dello Statuto per l’istituzione di una Fondazione culturale socialista ed altre proposte.
    Io avevo proposto anche un Referendum tra gli iscritti per individuare le scelte sulla nostra collocazione e sulla nostra autonomia ma è rimasto solo un tentativo senza risposta. La speranza è l’ultima dea a morire. Non perdiamola di vista.
    Saluti fraterni
    Je suis socialiste

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