lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Scuola, Governo e Camere ascoltino anche i cittadini
Pubblicato il 21-04-2015


Scuola riformaA fronte della dichiarazione di sciopero generale da parte dei lavoratori della scuola, indetto dai sindacati Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams per il 5 maggio prossimo, è arrivata una piccata dichiarazione a difesa dei contenuti del ddl 2994 di riforma del sistema scolastico italiano. Ma come, cari sindacati, vi accingete a scioperare contro un esecutivo che mette nero su bianco l’assunzione in ruolo di ben centomila precari? Lo sapete o no che la scuola è dei cittadini e non dei sindacati?

In questa dichiarazione c’è solo una parte della verità: il piano di assunzione di 100.000 precari. Ma il problema è molto più complesso, e cercare di nasconderlo dietro il paravento di una soluzione significativa ma parziale, sa tanto di demagogia. Detto in estrema sintesi: negli ultimi 15/20 anni lo Stato ha assunto, più o meno all’inizio dell’anno scolastico e poi licenziato al termine delle lezioni, un numero altissimo di docenti (per questo definiti “precari”). Tale comportamento è finito sotto la lente d’ingrandimento della Corte di Giustizia Europea, la quale ha condannato l’Italia: ”La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell’Unione. Il rinnovo illimitato di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali non è giustificato”.

Dire che il rinnovo illimitato dei contratti a tempo determinato “non è giustificato” non equivale forse a dire che è “illegittimo”? Se è “illegittimo” non ha forse il legislatore il dovere, proprio in virtù del fatto che la scuola è dei cittadini e non dei sindacati, di prevedere, con la gradualità imposta dalle compatibilità economiche, l’assunzione di tutti quei docenti che hanno maturato un diritto riconosciuto da una corte di giustizia?

Un’ultima considerazione. Il buon governo si misura da come i governanti si pongono nei confronti dei propri cittadini. Se li considerano dei “sudditi”, allora legiferano a prescindere, se li ritengono dei cittadini con diritti e doveri, allora ne ascoltano i suggerimenti.

Mi auguro che siano ancora molti, nonostante tutto, i cittadini italiani che apprezzerebbero la disponibilità all’ascolto da parte del governo e dei nostri rappresentanti in Parlamento, in sede di approvazione di una legge di riforma che incide in modo profondo nel sistema scolastico italiano.

Giancarlo Volpari
(Responsabile nazionale scuola del PSI)

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