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Opinioni e commenti
 

Severino. Buemi: una legge da rivedere
Pubblicato il 08-04-2015


Buemi-severinoUn parterre di tutto rispetto quello che questa mattina, giovedì 8, si è confrontato nella sala degli Atti Parlamentari del Senato sul tema “Un tagliando per il decreto Severino”. Il seminario, organizzato da Mondoperaio e dalla Fondazione Socialismo, ha preso spunto dal Disegno di legge (n. 1054 “Disciplina della privazione dei diritti elettorali in attuazione dell’art. 48 della Costituzione”) presentato dal senatore Enrico Buemi, capogruppo del Psi in commissione Giustizia. Un testo definito “aperto” dallo stesso firmatario, pronto a recepire i suggerimenti degli emeriti costituzionalisti, docenti universitari e parlamentari presenti in sala purché si riapra il dibattito intorno a una legge caratterizzata da una perniciosa “estraneità dal sistema punitivo”, come ha sottolineato Buemi in apertura.

Presieduto da Gennaro Acquaviva, presidente della Fondazione Socialismo e moderato dal direttore di Mondoperaio, Luigi Covatta, il seminario si è avvalso dei pareri del presidente emerito della Corte costituzionale, Cesare Mirabelli, del presidente della sesta sezione penale della Corte di Cassazione, Antonio Agrò, del professor Pio Marconi, dell’avvocato Antonio Salvatore, del professore Giorgio Spangher, dell’avvocato Felice Besostri, del consigliere parlamentare Giampiero Buonomo, dei senatori Luigi Compagna (Gal) e Francesco Palermo (Autonomie) nonché degli onorevoli Marco Di Lello (Psi) e Francesco Sanna (Pd).

Presente anche Marcello Miniscalco, escluso dalle liste durante l’elezione del consiglio regionale del Molise per effetto del decreto Severino a causa di una condanna per abuso d’ufficio per aver interdetto l’uso di una piazza a fini elettorali e il cui ricorso pende ancora davanti alla Corte di Strasburgo. Uno dei primi casi che hanno aperto una evidente falla in una legge che non è chiara nei criteri per cui si arriva all’incandidabilità, lasciando eccessiva discrezionalità ai magistrati.

“Ci auguriamo che il percorso iniziato questa mattina – ha dichiarato Enrico Buemi – possa trovare presto udienza anche nelle aule parlamentari. L’arbitrarietà e l’imprevedibilità presenti nella Severino rendono urgente una sua revisione al fine di garantire a tutti diritti democratici riconosciuti dalla Costituzione e dai protocolli della Corte dei diritti umani europea”.

“Ripristinare il principio di proporzionalità tra la pena e gli effetti accessori, di non colpevolezza fino a tutti i gradi di giudizio e di incostituzionalità della retroattività di una norma – ha concluso Buemi – garantirebbe alla politica di riappropriarsi del suo primato rispetto alla magistratura o quanto meno di uscire dallo stato di soggezione in cui attualmente versa”.

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