venerdì, 23 febbraio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Strage. Circa 800 i morti, spunta l’ipotesi collisione
Pubblicato il 21-04-2015


ImmigrazioneEmergono dettagli inquietanti nella ricostruzione del naufragio di sabato notte nel Canale di Sicilia. Secondo quanto riferito da alcuni sopravvissuti ci sarebbe stata una collisione tra il barcone della tragedia e il mercantile dei soccorsi. Nel frattempo i due presunti scafisti sono stati fermati. Sulla tragedia è intervenuto il senatore Psi, Enrico Buemi secondo cui “è necessario accelerare i tempo dell’asilo politico e aumentare gli interventi in mare, con o senza l’Europa”. Sul fronte europeo – secondo quanto dichiarato da uno dei portavoce della Commissione Ue, Natasha Betaud – si pensa a “un’operazione militare” per colpire i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo, distruggendone le imbarcazioni. 

LA DINAMICA DELLA COLLISIONE – In merito alla tragedia consumatasi sabato notte a largo della Libia, secondo quanto raccontato da alcuni testimoni sopravvissuti, lo scafista che era al comando dell’imbarcazione – nel tentativo di nascondersi e non farsi riconoscere – avrebbe pilotato con poca attenzione l’azione di soccorso da parte del mercantile King Jacob. Secondo la Procura di Catania sono due le cause della tragedia: lo spostamento dei migranti sul barcone sovraffollato e la manovra sbagliata dello scafista.

IN CARCERE I PRESUNTI SCAFISTI – Si tratta di un tunisino, considerato il comandante del barcone e un siriano, suo presunto assistente di bordo. Entrambi sono stati fermati e rinchiusi nel carcere di Piazza Lanza a Catania e nei prossimi giorni saranno interrogati dal Gip. Nel frattempo l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) ha fornito la stima dei morti che si aggirerebbe attorno alle 800 persone, stima confermata anche dai magistrati di Catania che sostengono che “a bordo del barcone ci sarebbero stati circa 850 migranti”.

BUEMI (PSI): ACCELERARE I TEMPI DELL’ASILO POLITICO E AUMENTARE INTERVENTI IN MARE – “È necessario accelerare i tempi delle procedure per la concessione dell’asilo politico – ha dichiarato il senatore Enrico Buemi (Psi) intervenendo oggi in Aula sul tragico naufragio perché non bisogna aggiungere alla tragedia del mare, la tragedia della burocrazia e dell’attesa di fronte a richieste legittime. Non è necessaria una gestione politica dell’asilo politico, bensì una gestione giuridica che valuti seriamente le condizioni di ammissione per quanti ne hanno il diritto”.  “Sono poi necessari, ancora di più, gli interventi di soccorso in mare” ha proseguito il senatore socialista. “Noi dovremmo certamente fare in modo che quantomeno lo spirito e le modalità di ‘Mare nostrum’ siano rapidamente rimesse in campo, con l’Europa o senza l’Europa. Dobbiamo fare in modo che l’intervento di soccorso in mare sia efficace perché dobbiamo ammettere, di fronte ad una tragedia che provoca centinaia e centinaia di morti come quella avvenuta in questi giorni, che non è possibile ritenere efficiente l’attuale sistema. Se mancano le risorse – sostiene Buemi – allora si ridimensioni la nostra presenza militare in altre aree e settori operativi internazionali in cui l’impegno italiano è sicuramente forte ma, devo dire francamente, non facilmente comprensibile, privilegiando gli interessi italiani e dell’Europa rappresentati dalla sicurezza nel Mediterraneo. “Gli italiani tutti sono impegnati a chiedere all’Europa che ci metta l’impegno che deve avere come una delle maggiori potenze economiche e militari del mondo, come soggetto istituzionale unitario che tutti ci rappresenta. Ma almeno noi italiani – ha concluso Buemi – recuperiamo la memoria della nostra storia, della nostra vicenda umana di immigrazione e di accoglienza. Dobbiamo saper trasformare i nostri sentimenti, la nostra esperienza in giuste considerazioni e scelte. Oggi come ieri, noi italiani dobbiamo sentirci immigrati”. E sul tema dell’emigrazione il quotidiano Avanti! ne denunciò, per primo, le tragedie nel 1987, come riportato nelle pagine del libro di Ugo Intini “Avanti! Un giornale, un’epoca”.

DI LELLO: L’EUROPA CI FACCIA TORNARE A ESSERE ORGOGLIOSI DI ESSERNE CITTADINI – “Non vogliamo rassegnarci alle tragedie in mare come fossero ineluttabili, né alla vittoria dell’indifferenza che negli ultimi anni hanno consegnato all’Ue un ruolo di spettatrice anziché portatrice di pace e solidarietà”. Così è intervenuto stamattina – mercoledì 22 aprile – alla Camera Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti, in occasione del dibattito sui tragici fatti avvenuti nel Canale di Sicilia, alla presenza del presidente Renzi – “Con ‘Mare Nostrum’, al costo di meno di 2 euro l’anno per ogni italiano, abbiamo salvato decine di migliaia di vite umane. Per qualcuno era un prezzo troppo alto. Non per noi. Il silenzio assordante delle 1400 morti in più dall’inizio dell’anno forse riuscirà a scuotere dal torpore l’Ue affinchè si assuma le proprie responsabilità. Serve un’azione politica ancor prima che militare. In questi giorni molti di noi si sono vergognati della disumanità di alcuni commenti e di un’Europa che ha la coscienza tutt’altro che limpida. Siamo tra i fondatori dell’Europa.” – conclude Di Lello – “L’Europa ci faccia tornare ad essere orgogliosi di esserne cittadini”.

Silvia Sequi

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento