venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tennis: Angelique Kerber
trionfa a Charleston
Pubblicato il 14-04-2015


Angelique KerberAl torneo WTA di Charleston, in South Carolina (negli Stati Uniti) vince la tedesca Angelique Kerber, che si impone in rimonta sull’americana (sostenuta dal tifo di casa) Madison Keys in tre set per 6/2 4/6 7/5. Una partita che stenta a decollare (le tenniste sembrano tese ed incordate), ma che si dimostra molto equilibrata. Brava la Kerber a sbagliare meno, mentre la Keys concede troppo e spreca troppe occasioni. La tedesca si fa imbrigliare nel secondo set da un gioco da fondo campo aggressivo, con scambi lunghi e di potenza, che favoriscono l’americana più imponente e robusta. Poi ritrova la tecnica vincente, variando i colpi, lavorando molto le palle, accorciando le traiettorie e piuttosto angolandole, anche con l’aiuto del back spin, che mettono in difficoltà l’avversaria. Un gioco più in sicurezza, meno brillante anche volendo, ma più solido. L’americana soffre molto le palle tagliate, soprattutto sul rovescio.

Per questo la tedesca cerca di evitare lo scambio, soprattutto l’uno-due, dritto contro dritto, spostando la direzione sul rovescio dell’altra, più fallosa; puntando principalmente sul fatto di essere mancina. La Kerber dimostra intelligenza tattica, comportandosi bene anche con l’altra a rete, passandola con precisione con traiettorie basse che costringono l’altra (molto alta) a piegarsi e a perdere un po’ di elasticità e plasticità; oppure con lob molto profondi e ben indirizzati. Alla Keys dice anche male su diverse palle che escono di poco: in questo più fortunata la Kerber. Quest’ultima è artefice di un ottimo risultato anche nel derby contro la connazionale Andrea Petkovic. Angelique, con un doppio 6/4, in semifinale elimina la vincitrice della precedente edizione del torneo. Ovviamente la campionessa uscente era favorita, ma la costanza della Kerber paga e la premia: la Petkovic ha commesso qualche errore non forzato di troppo; errori gratuiti che la penalizzano, fermandola al penultimo turno. C’è da dire che veniva anche da un duro match precedente, finito solamente al terzo set per 2/6 6/3 6/1. A darle filo da torcere è stata la montenegrina Kovinic, rivelazione del torneo. Giovane assolutamente talentuosa e tecnicamente eccellente, ha mostrato una qualità di tennis nei fondamentali notevole. Peccato abbia voluto spingere troppo sui colpi, puntando più sulla potenza e sulla velocità della palla che sulla precisione. Peccato perché avrebbe anche potuto portare a casa l’incontro contro la tedesca, se non fosse stato per la troppa fretta di chiudere il punto.

Ha avuto un ottimo atteggiamento in campo (sempre calma e concentrata) persino tatticamente, spostando continuamente la Petkovic da una parte all’altra del campo, con traiettorie molto angolate, finendo gli scambi (di solito molto lunghi, che hanno fatto vedere anche una sua buona tenuta e resistenza agonistica) con palle corte sempre vincenti per lo più. La tedesca spesso è rimasta davvero stremata, ma Kovinic ha colpito per la potenza e la precisione del suo servizio in particolare, nella prima, ma soprattutto in un’ottima seconda (non di difesa, ma aggressiva anch’essa). Sicuramente la rivedremo con risultati soddisfacenti e ne risentiremo parlare presto, speriamo anche al Foro Italico di Roma per gli Internazionali BNL d’Italia. Meno bene il torneo, invece, per Sara Errani, che si ferma solamente ai quarti (quando invece aveva avuto una buona partenza molto promettente, facendo pensare addirittura che potesse arrivare in fondo al torneo): viene sconfitta per 6/2 6/4 dalla Hradecka, senza che possa giocare poi molto la sua partita, forse soffrendo un po’ il caldo o la stanchezza.

Ancora peggio è andata per la canadese Eugenie Bouchard (testa di serie numero uno), che esce subito per mano della Davis con un netto 6/3 6/1. È sembrata non riuscir a trovare il suo miglior tennis, che l’aveva portata in semifinale qui a Charleston lo scorso anno, dove perse proprio dalla Petkovic, che sarebbe andata a vincere il torneo sconfiggendo per 7-5 6-2 Jana Cepelova (battuta quest’anno dalla nostra Sara Errani, testa di serie numero 4 del seeding, per 6/3 7/6). Sicuramente la Bouchard è uscita con un po’ di amaro e di insoddisfazione per il suo rendimento, di certo molto lontano dal risultato del 2014, quando ai quarti riuscì persino a battere per 6-3 4-6 6-3 Jelena Jankovic. Quest’ultima quest’anno l’abbiamo vista sugli spalti seguire il match della Petkovic contro la Kovinic, dopo essersi ritirata per infortunio proprio quando avrebbe dovuto affrontare la giocatrice del Montenegro.

Buona la conferma della tenuta in doppio della svizzera Martina Hingis, che quest’anno vince in coppia con Sania Mirza; le due tenniste si impongono facilmente con un rapido 6/0 6/4 sul duo formato da Dell’Acqua e Jurak. Queste ultime, in semifinale, avevano eliminato la copia formata dalla Petkovic e dalla Erakovic, in tre set (6/4 1/6 10-5): un altro mancato traguardo quest’anno per la tedesca.

Ancor più piacere fa la notizia che, invece, Camila Giorgi è arrivata in finale al torneo di Katowice. Purtroppo non riesce a portare a casa il trofeo, ma si può avvalere di un’ottima prestazione. Non conquista, infatti, il titolo, perdendo per 6/3 6/4 dalla slovacca Karolina Schmiedlova: un’occasione mancata poiché, per la numero 63 del mondo si tratta del primo torneo Wta in carriera. Tuttavia l’indoor sintetico di Katowice per lei resterà comunque un’esperienza importante e significativa, e positiva ad ogni modo. In semifinale ha persino battuto per 6-4 6-2, in un’ora e 15 minuti, Agnieszka Radwańska, testa di serie numero 1 del tabellone e numero 9 delle classifiche WTA. Camila ha dimostrato, così, di poter lottare alla pari con le top ten e di essere pronta per far bene anche agli Internazionali BNL d’Italia di Roma.

Così come il torneo di Charleston ha dato prova di essere una palestra importante, presentando ogni anno sempre qualche nuovo giovane emergente di talento e valido. Meritando così l’attenzione del pubblico. Gli organizzatori lo sanno, sono consapevoli di stare guadagnando prestigio e di dover assolutamente offrire qualità di tennis, anche se questo possa non venire da top ten. E lo si capisce da pochi particolari: invece che semplici panchine, per le tenniste ai cambi campo ci sono comodi divani imbottiti; e per gli arbitri sicure sedie rafforzate e robuste, con tanto di sostegno e supporto rinforzato per appoggiare i piedi. Non male, anche questo incide sulla sicurezza data dal torneo. Speriamo gli stessi accorgimenti (sicuramente graditi da giocatrici, tecnici ed ufficiali di gara) possano esserci anche al Foro Italico a maggio (dal 7 al 17) a Roma.

Ba.Co. 

 

 

 

 

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