giovedì, 19 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Terra dei Fuochi,
un bollettino di guerra:
altre due giovani vittime
Pubblicato il 17-04-2015


Terra dei fuochiPochi giorni fa era morto un 16enne stroncato dal cancro. Ora un’altra vittima si aggiunge alla triste lista dei decessi: Giovanna Sibona. Questa giovane mamma di Marcianise, di 46 anni, lascia prematuramente il marito e i suoi figli. La cugina della vittima, di 44 anni, era morta tre mesi fa per la stessa causa: cancro. La Terra dei Fuochi è diventata un vento di veleno e morte per tutti i cittadini residenti in Campania.

Don Maurizio Patriciello, durante le sue messe, ricorda, come se fosse un bollettino di guerra, le ultime persone decedute a causa dei sotterramenti illeciti di rifiuti e dell’avvelenamento, oltre che delle falde acquifere, dei generi alimentari. La regione Campania è un campo di morte dimenticato dallo Stato e dalle istituzioni. A nulla sono servite le manifestazioni, le campagne di sensibilizzazione e i pochi servizi televisivi. Gli ecoreati continuano ad essere perpetuati impunemente e la gente muore tra l’indifferenza di una Nazione e la corruzione e la criminalità che continuano a trarne profitto, lucrando sulla salute dei cittadini.

Intanto le elezioni regionali si avvicinano e gli attivisti contro la Terra dei Fuochi scendono in pista. È stata presentata, infatti, la lista “Mai più Terra dei Fuochi” di Angelo Ferrillo e la candidatura dell’ex Portavoce del Coordinamento Comitato Fuochi, Lucio Iavarone, nella lista civica “Mo” di Marco Esposito. Il flagello che sta devastando una regione è al centro della campagna elettorale. Nella lista “Campania Libera” di Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno e vincitore delle contestate primarie Pd, si segnala la probabile candidatura dell’oncologo, all’ospedale Pascale di Napoli, Antonio Marfella.

Il tema del biocidio è il nodo centrale del dibattito elettorale. L’amministrazione Caldoro ha applicato una politica di piani rifiuti basata su discariche e inceneritori e non ha bonificato le aree colpite dal sotterramento illegale di metalli pesanti, rifiuti industriali, scorie radioattive e molto altro. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, due settimane fa aveva dichiarato, in un passaggio all’Expo delle Idee a Palazzo Vecchio a Firenze, che la Terra dei Fuochi è il simbolo del degrado della nostra Italia malata.

Il viceprefetto Donato Cafagna ha presentato, insieme con alcune associazioni di attivisti contro la Terra dei Fuochi, una app per gli smartphone con la quale ciascun cittadino può segnalare in tempo reale la presenza dei roghi tossici. Ciononostante non basta. Servono uomini e mezzi sia per bonificare le aree inquinate irrimediabilmente sia per colpire al cuore le ecomafie. Da segnalare l’omertà, perché di questo si tratta, dei grandi mezzi di comunicazione televisiva che tacciono gli sviluppi di una drammatica e ignobile situazione italiana.

Manuele Franzoso

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