lunedì, 17 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tsipras dialoga con Mosca
ma non strappa con l’UE
Pubblicato il 10-04-2015


Tsipras-PutinQuelli appena passati sono stati giorni particolarmente importanti per la Grecia. Mentre, difatti, il governo ellenico rimborsava il prestito da 450 milioni di dollari contratto con il Fondo Monetario Internazionale, Alexis Tsipras è volato a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin. La visita del primo ministro greco in Russia, svoltasi l’8 e il 9 aprile, era attesa con preoccupazione e sospetto dalle parti di Bruxelles. La paura principale era che la Grecia, stretta dalla crisi e in difficoltà nel trovare un accordo sul debito con le istituzioni europee, potesse volgere lo sguardo ad Est ed entrare nell’orbita di Putin, ben interessato a stringere alleanze in grado di indebolire l’Unione.

Tsipras, che ha incontrato anche il premier Dmitri Medvedev e il patriarca Krill, si è intrattenuto per quasi tre ore con il presidente russo. I due leader hanno espresso la comune volontà di rafforzare i legami tra i rispettivi Paesi, già accomunati culturalmente dalla fede ortodossa ed economicamente da un forte interscambio commerciale. Proprio l’aspetto economico era quello dal quale ci si attendevano le maggiori novità, anche se Tsipras ha voluto precisare che lo scopo della sua visita non era quello di richiedere aiuti finanziari alla Russia. Il tema su cui si è raggiunta maggiore convergenza è stato quello energetico, punto di forza della politica estera russa: Tsipras ha, difatti, dato la disponibilità greca a far parte del progetto Turkish Stream, il gasdotto che, tramite la Turchia, porterebbe il gas russo in Europa, su cui Bruxelles è piuttosto ostile. Il gasdotto russo è, però, un progetto a lunga scadenza, che non potrà portare benefici immediati all’economia greca, anche se sono state ventilate ipotesi di un pagamento anticipato degli utili.

Un altro fronte su cui vi era profondo interesse era quello delle sanzioni europee alla Russia, commissionate a causa della crisi ucraina. Sul tema, il primo ministro ellenico è stato molto chiaro e, rivendicando il diritto della Grecia di perseguire i propri interessi nazionali, si è detto contrario a questo strumento contro Mosca. È però difficile valutare se a queste dichiarazioni seguiranno poi azioni concrete, che rischierebbero di indebolire l’unità dell’Unione, nonché di indispettire non poco l’alleato americano. Dal canto suo, Putin ha sottolineato che la Russia non toglierà ad Atene l’embargo sui prodotti alimentari europei, imposto come risposta alle sanzioni, ma ha aperto alla possibilità di lavorare sulla creazione di joint-venture agricole per aiutare l’economia greca.

A seguito di questa due giorni di Tsipras in terra russa, dunque, non si è concretizzata la creazione di un vero asse tra Atene e Mosca, come paventato alla viglia. Non sono stati prodotti strappi con Bruxelles e Tsipras ha ribadito che l’intenzione del suo governo è quella di risolvere il problema del debito rimanendo all’interno dell’eurozona. Al momento, le paure delle istituzioni europee sembrano rientrare, ma solo la risoluzione della questione greca e, più in generale, la ripresa della crescita in tutta l’Unione, potrà ridurre sensibilmente l’attrattiva russa verso i Paesi più in difficoltà.

Riccardo Celeghini

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