giovedì, 20 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

TTIP, quanti dubbi
sul trattato Usa-Europa
Pubblicato il 28-04-2015


TTIP protesteÈ iniziato, lo scorso 20 aprile, il nono round dei negoziati sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti, meglio conosciuto come TTIP. L’accordo commerciale, in corso di negoziato dal 2013, tra Stati Uniti ed Unione Europea prevede: l’apertura degli USA alle imprese dell’UE; la riduzione degli oneri amministrativi per le imprese esportatrici; la definizione di nuove norme per rendere più agevole ed equo esportare, importare e investire oltreoceano.

L’avvio degli accordi ha provocato reazioni di ferma opposizione. Sabato 18 aprile si sono tenute 600 manifestazioni di protesta. Per la “Giornata Mondiale di Mobilitazione” Parigi ha organizzato una marcia ed un flashmob, Londra un’assemblea partecipativa, in grandi e piccole città italiane vi sono state considerevoli iniziative. Perché tanta opposizione?

I manifestanti ritengono che gli accordi faranno gli interessi delle multinazionali, incuranti di consumatori e lavoratori.

TTIP protesta Germania

Dal canto loro i pro TTIP sottolineano come la riduzione dei dazi doganali e l’omologazione dei regolamenti porterà consistenti benefici.

Tra questi un più facile flusso di investimenti, una libera circolazione delle merci e soprattutto la creazione di nuovi posti di lavoro. Cecilia Malmström, la commissaria europea al commercio, rassicura contrari e scettici in quanto “il trattato non cambierà le nostre leggi sugli ogm o la carne di manzo agli ormoni”. Quindi non vi saranno danni per l’ambiente. Se il trattato dovesse essere approvato – il presidente degli Stati Uniti Obama spera per il 2016 – nascerà l’area più grande di libero scambio al mondo. Oltre agli accordi che legheranno Usa ed Ue, Obama preme per condurre a buon fine anche il Tpp, creando un’area di libero scambio anche tra America e Asia-Pacifico. Insomma sorgerà una linea di continuità tra Paesi economicamente prossimi. E se ne frattempo la bolla oscurantista creata intorno ai negoziati potesse essere dissolta, le ragioni degli oppositori e dei favorevoli potrebbero misurarsi su un piano oggettivo.

Francesca Fermanelli

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento