giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Un ‘cestino meritocratico’
per premiare quelli bravi
Pubblicato il 03-04-2015


Cestino meritocratico“Occorre lanciare un messaggio di speranza ai ragazzi che davvero s’impegnano: il successo in Italia è possibile anche senza scorciatoie, lavorando duro, rispettando le regole e non mollando mai. Facciamo della meritocrazia, della legalità, ma anche dell’allegria e della creatività le nostre bandiere, e ci ribelliamo ai modelli che la “classe dirigente” italiana oggi rappresenta: un’altra Italia è difficile, ma possibile. Il successo per noi non è apparire in TV e nemmeno fare i furbi, ma lavorare duro per realizzare i nostri sogni”.

Chi non si dichiarerebbe d’accordo con questa affermazione dei gestori di That’s Vapore, piccola catena di ristoranti a Milano? La meritocrazia è, o dovrebbe essere, il pilastro su cui fondare una buona società. Il recente studio presentato a Milano il 10 novembre scorso al convegno ‘La meritocrazia aiuta le imprese a diventare eccellenti’, ci ha detto che, assunto un apposito indice di misurazione in scala 1-100, i dipendenti delle imprese private avvertono la presenza della meritocrazia solo pari a 36; ancora più critica la situazione dei dipendenti del settore pubblico che hanno rilevato un valore pari a 19.

Thatsvapore-Milano

Le cause di questa situazione sono le più diverse; secondo Roger Abravanel, di McKinsey, le aziende non valorizzano le risorse umane e la meritocrazia rinunciando così alla crescita, posto che in luogo di una sana competizione si preferisce la scorciatoia del “non rispetto delle regole, del lavoro nero, della corruzione; le imprese vendono perché conoscono le persone ‘giuste’. In questo contesto, non c’è bisogno di rispettare le regole”. Dunque il merito deve essere riconosciuto, apprezzato e premiato. I ragazzi di That’s Vapore ci stanno provando, incoraggiando i giovani a credere in questo valore.

A tutti gli studenti che prendono un 30 o un 30 e lode all’università, il ristorante offre la cena. Basta presentarsi muniti di statino o libretto universitario entro una settimana dalla registrazione del voto per poter usufruire del ‘cestino meritocratico’.

Insomma, That’s Vapore sembra essere la dimostrazione che smettere di lottare per pretendere di vivere in una società più giusta, più eguale, non è una scorciatoia per raggiungere il successo. I giovani proprietari con tutti i loro collaboratori danno prova di combattere, lavorare e credere nel domani. Un esempio per tutti.

Francesca Fermanelli

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