sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

UN MARE DI MIGRANTI
Pubblicato il 13-04-2015


Naufragio Lampedusa

L’Italia lasciata da sola a fronteggiare l’emergenza degli sbarchi e dei morti in mare. Oggi l’ennesima tragedia, un barcone carico d’immigrati si è rovesciato e la Guardia Costiera ha recuperato 9 cadaveri, mentre 144 persone sono state tratte in salvo. Tutto questo a poche miglia dalla Costa libica. Un lavoro arduo e costante della Guardia Costiera che, durante l’operazione Triton, in soli tre giorni ha soccorso nel Canale di Sicilia 5.629 immigrati diretti verso l’Italia e in fuga verso l’Europa, con l’aiuto di una nave della Marina Militare e un pattugliatore islandese. Un’escalation che mette i brividi anche perché ogni giorno che passa, migliorano le condizioni del mare e la probabilità di nuovi arrivi.
Ma la Comunità europea sembra non prestare orecchio alle richieste di aiuto, tanto che anche l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, è intervenuta chiedendo (a se stessa?) un aiuto concreto da parte dell’Europa per un Paese, quello libico, che continua a registrare oltre ai morti per la guerra civile in corso, quelli in mare. “Non possiamo più agire da soli” per fronteggiare le tante sfide, come la lotta al terrorismo islamico, il dramma dei rifugiati, la crisi libica, e in quest’ottica l’Ue deve “rivedere la propria politica di vicinato”. E ricordando l’ennesima tragedia registrata oggi, Lady Pesc ha detto che occorre una “partnership reale, non burocratica”, tra Ue e paesi nordafricani. “Oggi più che mai è necessario rafforzare la cooperazione nella regione, che è la più turbolenta del mondo”, ha detto la Mogherini durante il meeting Ue-sponda sud del Mediterraneo a Barcellona.

“È chiaro che i flussi migratori dalla Libia continueranno. Riteniamo pertanto – ha dichiarato in una nota il Direttore generale dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) William Swing – che le operazioni di salvataggio in mare debbano essere sostenute attraverso un approccio più efficace e concertato dell’Unione europea. Al tempo stesso, come abbiamo detto in passato, dobbiamo fare di più per identificare questi contrabbandieri senza scrupoli e perseguirli. Dobbiamo reprimere queste reti criminali”. William Swing ha poi elogiato l’operato italiano in questi mesi: “Il lavoro delle forze marittime italiane nel salvataggio in mare migliaia di immigrati in cerca di sicurezza in Europa è eroico. L’Oim – ha aggiunto in una nota – elogia l’opera svolta dalla Guardia Costiera italiana, con il supporto della Marina militare italiana e di molte navi commerciali”. In pochi mesi, dall’inizio dell’anno 15 mila immigrati, secondo le stime dell’Oim, sono stati tratti in salvo.

Anche l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha elogiato l’operato delle forze marittime italiane in questi mesi. I numeri sono spaventosi, l’Unhcr, conta oltre 500 morti in mare quest’anno, un numero trenta volte più alto rispetto allo stesso periodo del 2014. Un conto destinato a salire, visto che l’Operazione Mare Nostrum è stata interrotta e tanto che due organizzazioni umanitarie, MSF (Medici Senza Frontiere) e Moas (Migrant Offshore Aid Station) hanno deciso di svolgere un’azione congiunta per soccorrere gli immigrati in mare, l’operazione sarà avviata da maggio fino a ottobre, i mesi in cui si prevede il tentativo di raggiungere l’Europa da parte di migliaia di persone mettendo a repentaglio la propria vita. L’operazione prevede una nave da soccorso di 40 metri, MY Phoenix, di stanza nel Mediterraneo centrale e con a bordo un equipaggio di 20 persone, inclusi medici e infermieri, per prestare soccorso ai barconi e agli immigrati in arrivo.
“L’Europa ha voltato le spalle alle persone in fuga da alcune delle peggiori crisi umanitarie del nostro tempo”, dichiara Arjan Hehenkamp, direttore generale di MSF. “La decisione di chiudere le porte e costruire barriere costringe uomini, donne e bambini a rischiare la vita in un viaggio disperato attraverso il mare. Ignorare questa situazione non la risolverà. L’Europa ha sia le risorse che la responsabilità di prevenire altre morti ai propri confini e deve agire in quella direzione”. Il dito contro l’Ue è ben puntato anche da parte del CIR (Consiglio Italiano per i rifugiati) che non manca di apprezzare l’operato della Guardia costiera e alla Marina militare italiana, “senza il loro continuo intervento, e il loro coordinamento con le navi commerciali, questa macabra conta vedrebbe numeri sicuramente maggiori”. “Ma dobbiamo purtroppo rimarcare – dichiara Christopher Hein, direttore del CIR – ancora una volta l’assenza totale di un adeguato intervento europeo. Nonostante le tante richieste non è stato elaborato alcun nuovo orientamento strategico e non sono cambiate le regole di ingaggio di Frontex. È evidente che il salvataggio in mare di migliaia di persone non può rimanere un tema solo italiano”.

Intanto oggi alla Camera si è discusso dell’istituzione per il 3 ottobre della giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, data simbolo in cui nel 2013 a largo di Lampedusa persero la vita 368 persone.

Maria Teresa Olivieri

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