lunedì, 19 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Ungheria va più a destra
Jobbik verso il secondo posto
Pubblicato il 24-04-2015


jobbik-antisemitismoLe elezioni suppletive tenutesi in Ungheria hanno avuto un risultato che desta non poca preoccupazione. Nella tornata del 12 aprile, svoltasi a Tapolca, nell’Ovest del Paese, per assegnare un seggio rimasto vacante, non ha vinto il partito conservatore del discusso premier Viktor Orban, Fidesz, ma una forza ancora più a destra, Jobbik, di chiara matrice xenofoba. Nella corsa al seggio, il candidato di Jobbik, Lajos Rig, ha ottenuto il 35% dei consensi, sconfiggendo il rivale di Fidesz di un punto percentuale e distaccando il candidato socialista, fermo al 27. Il nuovo deputato andrà ora ad ingrossare il gruppo parlamentare di Jobbik nell’assemblea nazionale ungherese, che già conta di 23 membri. Per quanto si tratti della prima volta che il partito di estrema destra conquista un seggio con il sistema maggioritario, la sua affermazione su scala nazionale non è un fulmine a ciel sereno, anzi.

Nato nel 2003 e guidato, dal 2013, dal giovane leader Gabor Vona, Jobbik ha ottenuto il 20% dei consensi alle elezioni del 2014, affermandosi come terza forza nello scacchiere politico magiaro, dopo il partito del premier Orban, al 44%, e la sinistra guidata dal Partito Socialista. Negli ultimi anni, mentre l’attenzione dei media europei si è concentrata sulle tendenze autoritarie di Orban, che, al governo dal 2010, ha modificato la costituzione ungherese in senso conservatore e, secondo molti, illiberale, Jobbik è cresciuto come forza di opposizione, sfruttando una retorica nazionalista, anti-semita e anti-rom. Radicandosi tra i giovani tramite una strategia identitaria, a partire dall’inquadramento in formazioni paramilitari, poi sciolte dalla Corte metropolitana di Budapest, e adoperando aspri toni contro l’Unione europea, in grado di far leva su una popolazione duramente colpita dalle politiche di austerity, Jobbik ha continuato ad ottenere consensi. In un sondaggio reso pubblico da Ipsos nel marzo scorso, il partito di estrema destra risultava ampiamente il secondo d’Ungheria, con un sostegno del 28%.

jobbik-antisemitismo-ungheria-focus-on-israelDopo il recente successo elettorale, Jobbik si accredita come il vero rivale del premier Orban alle prossime elezioni, in programma nel 2018. Una posizione favorita da un intelligente cambio di strategia adottata dal partito, che ha abbandonato, almeno in parte, i toni estremisti e xenofobi degli inizi, concentrandosi sulla critica al governo per i sempre più frequenti scandali di corruzione che riguardano suoi esponenti. In questo quadro, tutto collocato a destra, spicca l’evidente debolezza della sinistra e, in particolare, del Partito Socialista, che i sondaggi danno al 12%. Considerato il principale responsabile della crisi economica e delle misure di austerità adottate quando era al governo (2006-2010), il Partito ha poi subito diverse scissioni e, ad oggi, non sembra in grado di poter sfidare non solo Fidesz, ma anche lo stesso Jobbik. Il contesto che emerge è estremamente preoccupante: l’Ungheria, un Paese membro dell’Unione europea, è ormai scivolata in una deriva tra la destra e l’estrema destra, una deriva che non sembra avere una soluzione a breve.

Riccardo Celeghini

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