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Opinioni e commenti
 

Whirlpool licenzia 1350 dopo l’operazione “fantastica”
Pubblicato il 16-04-2015


Whirpool-Caserta-chiudeBrusco risveglio per gli operai della Whirlpool, l’operazione “fantastica” dopo l’acquisizione della Indesit si conclude con l’annuncio di 1.350 esuberi. L’azienda americana ha infatti annunciato la chiusura dello stabilimento Indesit di Caserta e quello di Albacina a Fabriano (Ancona) per un totale di 1.350 esuberi, di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca, senza dimenticare i 90 lavoratori a rischio di None (Torino).

Il tutto stamane quando al Mise (Ministero dello sviluppo economico) è stato svelato il piano industriale della neo proprietaria di Indesit in un incontro in cui sono stati esclusi per la prima volta dal tavolo di concertazione i rappresentanti territoriali e le Rsu, riservando il confronto ai soli sindacati nazionali.

Al riguardo il Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha dichiarato: “È singolare che su una vicenda di tale rilevanza il Governo nazionale abbia escluso la partecipazione delle Regioni. La chiusura dello stabilimento di Albacina non è accettabile – ha aggiunto Spacca, secondo il quale – il piano Whirlpool va cambiato e debbono essere rispettati gli impegni dell’accordo del 2013”.

La multinazionale Whirlpool, che nemmeno un anno fa veniva decorata per l’acquisizione della Compagnia marchigiana per 758 milioni di euro pari a 11 euro per azione, oggi rimette in discussione il piano di investimenti di cinquecento milioni in quattro anni e la prospettiva di un incremento dei volumi produttivi nel nostro Paese.

Il Piano è stato illustrato dal segretario della Uilm, Gianluca Ficco che ha spiegato che il sito di None sarà dismesso, mentre i lavoratori di Albacina dovrebbero essere trasferiti nella fabbrica di Melano, dove sarà di nuovo concentrata la produzione insieme a quella di Varese.

Secondo Davide Castiglioni, l’Ad di Whirlpool Italia “una parte degli esuberi non sono strutturali e potranno essere riassorbiti. Il punto centrale però è che il nostro piano industriale non è condizionato da nessuna ripresa della domanda che non sia quella dei nostri giorni ed è una risposta sostenibile di lungo periodo”.

Ma il Governo si dice preoccupato per il nuovo piano targato dal colosso degli elettrodomestici. “Forte contrarietà” è stata espressa per gli aspetti del piano industriale presentato da Whirlpool e “legati agli impatti occupazionali inerenti diversi siti produttivi, alcuni dei quali in aree del Paese già colpite da fenomeni di deindustrializzazione”. È quanto ha comunicato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, e dal sottosegretario al ministero del Lavoro, Teresa Bellanova, dopo che i vertici di Whirlpool hanno presentato al ministero dello Sviluppo economico il piano industriale che porterà alla completa integrazione con Indesit in Italia.

Intanto i sindacati sono sul piede di guerra, “abbiamo espresso il nostro più profondo dissenso – dice Ficco della Uilm – ed abbiamo chiesto a Whirlpool di rispettare gli accordi pregressi, compreso quello ereditato la Indesit e firmato proprio in sede ministeriale poco più di un anno fa, secondo cui tutte le fabbriche hanno una missione produttiva e fino al 2019 nessun lavoratore può essere licenziato. Confidiamo che il Governo ci aiuti a far rispettare quell’intesa di cui esso stesso fu parte”.

Il sindacalista ha anche fatto sapere che il prossimo incontro fra sindacati e Whirlpool è previsto lunedì 20 a Roma, per l’illustrazione più particolareggiata del piano. Da parte della Fiom invece l’indice viene puntato proprio contro il Governo: “Questa è l’operazione fantastica di cui parlava Renzi?”. Fabrizio Bassotti, della Fiom Cgil di Fabriano, cita le parole del premier sull’acquisizione di Indesit da parte della multinazionale Usa Whirlpool e boccia il piano da 1.350 esuberi presentato dalla multinazionale. “Whirlpool – ha dichiarato – cannibalizza la Indesit dichiarando la chiusura di tre siti e 1.350 esuberi”. E conclude: “Questa è l’operazione di prospettiva che hanno elogiato il premier Renzi e il governatore Spacca? E per fortuna che tutti e due hanno dichiarato di essersi fatti dare rassicurazioni dagli americani”.

Intanto è già iniziata la mobilitazione delle tute blu, per protesta gli operai della Indesit di Albacina, insieme al sindaco di Fabriano, Giancarlo Sagramola, hanno bloccato la Strada provinciale 256 Muccese. Mentre a Carinaro (Caserta) dopo l’annuncio della chiusura della fabbrica, 800 dipendenti hanno bloccato la produzione dando vita ad uno sciopero immediato, l’annuncio shock arriva dopo due anni della chiusura dell’altro insediamento gemello di Teverola, costato quasi 200 esuberi.

Maria Teresa Olivieri

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