lunedì, 17 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Xylella, Francia: ‘No’ all’import di vegetali dalla Puglia
Pubblicato il 03-04-2015


Xylella-Fastidiosa-FranciaGià lo scorso gennaio, il ministro dell’Agricoltura francese, Stéphane Le Foll aveva chiesto l’adozione di misure europee, e oggi decide di attuare misure nazionali, firmando un decreto che vieterà l’importazione in Francia di vegetali sensibili a Xylella Fastidiosa, e provenienti dalle zone colpite dal batterio che sta falcidiando gli ulivi del Salento. La notizia è stata pubblicata da Le Parisien in un articolo intitolato “il piano della Francia contro l’assassina di ulivi” specificando che sarebbero 250 le specie a rischio, tra cui oltre agli ulivi, le vigne, gli agrumi, le viti, gli allori e altre piante. La Francia sarebbe il primo paese europeo ad adottare una misura di salvaguardia che, per la Puglia rappresenterà un ulteriore duro colpo.

IL DIVIETO DI IMPORTAZIONE – Secondo Parigi, non esistendo un modo per combattere direttamente il batterio una volta contaminate – ma solo lo sradicamento totale delle piante – il batterio assume un “significativo rischio”, sia per i “rischi per la salute” sia per “le gravissime conseguenze economiche” che potrebbe subire la Francia, “data la vicinanza di alcune regioni – come la Corsica – ai ceppi italiani” si legge nel comunicato. A questo – prosegue il ministro Le Foll – si “aggiungerà un rafforzamento del piano di controllo e di sorveglianza sull’insieme del territorio nazionale”.

COSA E’ LA XYLELLA FASTIDIOSA –  Si tratta di un batterio che – inoculato da un semplice insetto – agisce sull’albero, bloccandone il passaggio della linfa che lo alimenta, arrestandone la nutrizione che conduce al disseccamento che, a sua volta, ne provoca la morte. Il rischio è che l’epidemia si espanda anche altrove rispetto al Salento – dove numerosi alberi secolari si sono ammalati – pregiudicando l’economia della zona. Ed è per fronteggiare questa situazione emergenziale che è stato nominato un commissario straordinario, Giuseppe Silletti che ha elaborato un piano operativo massimalista – poiché prevede l’eradicazione degli alberi situati sui confini – ma necessario per scongiurare il propagarsi dell’infezione. La parola ora spetta al Tar di Lecce che aveva deciso di sospendere l’attività di eradicazione (il cui inizio era previsto per lo scorso 30 marzo, ndr) dopo aver accolto il ricorso d’urgenza di due avvocati, proprietari di un uliveto con un centinaio di piante (contrassegnate da una x rossa perché ritenute contagiate dai forestali) a Oria (in provincia di Brindisi). I giudici amministrativi torneranno a valutare il piano Silletti il prossimo 9 aprile.

Siria Garneri

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