sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Vizio e vitalizio
Pubblicato il 09-05-2015


Devo affermare concetti impopolari, lo so. Ma lo faccio perché credo nello stato di diritto e non nei tribunali del popolo. I presidenti di Camera e Senato vogliono cavalcare l’anti politica. Il Pd, per motivi elettorali, escluso il solito Sposetti, non può tirarsi indietro. Così è nata la vicenda della sottrazione dei vitalizi ai parlamentari condannati. Ottima mossa per attrarre consensi in un mondo in cui la politica è così deturpata e dove giornalisti profumatamente pagati mostrano sdegno per i compensi dei deputati e senatori, che sono più o meno gli stessi degli altri paesi europei. Le “grida” dei vari nostri Giletti hanno assunto toni manzoniani, con paragoni tutti sbagliati e con evidenti confusioni tra lordo e netto, mentre alcuni scrittori denunciano la casta guadagnando milioni.

Adesso la mossa. Via i vitalizi ai condannati, ma non a tutti. A coloro che hanno scontato o stanno scontando pene superiori ai due anni e poi escluso alcuni reati come l’abuso d’ufficio e poi esclusi gli eredi e poi senza contare la somma e sottratto due e diviso per tre. Fatto un conto saranno una ventina i parlamentari decapitati e risulta di pochissimi milioni il risparmio dello Stato. Poco importa che si tratti di una decisione chiaramente illegittima. Quel che conta è che sia popolare. Verrà bocciata dalla Corte, ma Grasso e Boldrini dormiranno sonni tranquilli.

Quando mai e per chi (neppure per i mafiosi) sono stati revocati diritti acquisiti e non decaduti per una sentenza di un tribunale che peraltro non può avere retroattività in mancanza di una legge che la può prescrivere se non è di carattere penale? Mai. Adesso si inaugura un nuovo modo di agire. I condannati per gravi reati che hanno scontato una pena dovrebbero, secondo i principi di uno stato liberale, tornare ad essere cittadini uguali agli altri. Invece no. Per un magistrato come Grasso esiste una pena aggiuntiva, anzi parallela e retroattiva. È un nuovo modo di intendere lo stato di diritto che fa tremare i polsi. E per di più in mancanza di una legge approvata dal Parlamento e sulla base di una semplice delibera degli uffici di presidenza. È vero che il vitalizio è istituito attraverso gli uffici di presidenza, ma un principio di decadenza deve essere normato da leggi (vedasi la discussa Severino) e applicato, se sancito come pena, quanto meno non retroattivamente.

A me pare un atto senza precedenti. In Parlamento sono stati aboliti i vitalizi ma dal momento in cui è stata approvata una legge in avanti. Se io pago quel che mi viene chiesto in cambio di una somma che devo avere sulla base di un contratto di tipo privatistico, com’è quello del vitalizio parlamentare, non posso vedermi cambiate in itinere le condizioni del contratto. Tanto che i vitalizi sono stati aboliti per i nuovi non già per i vecchi parlamentari. Poi esiste un ulteriore strappo alla regola. Se solo uno dei questi parlamentari vivesse col solo vitalizio e senza alcuna pensione Inps, come lo riduciamo? Non diciamo stupidaggini sul fatto che avrà accumulato auree risorse. Facciamone un principio che poi dovremmo applicare anche al futuro. Cioè noi stabiliamo che d’ora in avanti, oltre alla pena inflitta dal tribunale, il Parlamento infligge un’altra pena. Per tutti, anche per chi con la pena aggiuntiva potrebbe subire danni irreparabili. A me pare inverosimile.

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Commenti all'articolo
  1. Il caro direttore ha premesso che il suo concetto è impopolare. direi anche ingiusto. Non me ne voglia!
    Se vero è che ci sono degli insopportabili privilegi, il vitalizio è uno di quelli come gli abnormi emolumenti ai parlamentari nazionali e regionali, come quelli alle alte cariche dello Stato,della Magistratura come le pensioni d’oro e quant’altro.
    Noi Socialisti dobbiamo continuare a lottare con forza per una Società più giusta. senza privilegi di ogni genere.
    Non vuol dire livellare tutto e tutti, ma affermare il principio dell’equità.

  2. Non capisco perchè sarebbe un privilegio un vitalizio, una sorta di pensione, che esiste in tutta Europa, assicurata a chi ha dedicato la sua vita alla politica. Ci sono tanti casi nella mia generazione di giovani che pur essendo laureati hanno fatto politica a tempo pieno sacrificando altre possibili professioni. Come devono vivere?

  3. Caro direttore sono perfettamente d’accordo con te, ma questo provvedimento è la deriva dell’altro, relativo al finanziamento dei partiti, altra demagogica stro…….a. Di fatto la mafia è contentissima di poter controllare i voti senza passare dai partiti, ma scegliendo i suoi esponenti padroni del territorio perche con disponibilità finanziarie. Ergo liste civiche!!!!

  4. Egregio direttore, ma non è lei che difende la politica della nostra classe dirigente che vota il jobs-act e l’italicum e critica a voce alta anzi ad articoli feroci contro i socialisti critici di questa politica e di questo parlamento che non rappresenta nessuno dico proprio nessuno no!?

  5. Caro Mauro lo faccio con difficoltà, ma voglio comunque riaffermare la mia convinzione sui privilegi.
    Ti sembra giusto che chi ha messo il sedere in Parlamento anche per pochi giorni percepisca un vitalizio per tutta la vita?
    Chi lo prende in base ai contributi versati è giusto che lo percepisca.
    Un caro saluto.

  6. Basterebbe applicare anche per i nostri politici le stesse regole dell’INPS (Fornero compresa). Scrivere che “non si possono vedere cambiate in itinere le condizioni di un contratto”, ci vuole un discreto coraggio. E’ quello che è capitato a milioni d’italiani (non solo esodati). Io con 40 anni di contributi e 60 anni di età non riesco ad andare in pensione. Con le regole di Prodi, sarei già in pensione da cinque anni. Invece dovrò aspettarne ancora quattro. Spostare di nove anni i paletti della pensione non è cambiare le regole del gioco? Decurtarla del 30/40 % non è cambiare le regole del gioco? Ai nostri politici dovrebbe essere riconosciuto il trattamento contributivo di un dipendente pubblico, non certo le cifre incredibili e spropositate che si leggono sopra i giornali. Il vitalizio (per come è diventato) è un privilegio che qualsiasi paese civile dovrebbe eliminare.

  7. In tempo di chiacchiericcio mediatico, in cui si discute a vanvera della qualunque, l’Avanti! sarebbe la sede più adatta per discutere delle ragioni di Weber e Schumpeter sulla politica come professione (da tutelare nell’indipendenza economica di chi la pratica) rispetto a quelle di Rousseau sulla politica come missione (lavoro volontario e, al limite, a saldo negativo per chi la pratica). Giovanni Sartori sostenne che le due concezioni della politica sono due facce della stessa medaglia, frutto dell’eterna contrapposizione tra Aristotele e Platone che spaccano in due un mondo che è unitario. Forse, rispetto al mondo delle 140 battute, l’Avanti dovrebbe confermare il suo anticonformismo proponendo un convegno sul punto.

  8. Certo ci sono gli eccessi. Se uno fa un giorno non è giusto che percepisca alcunché. Se uno ha già il vitalizio da parlamentare europeo o regionale non non è giusto che lo assommi con quello di parlamentare italiano. Io sto affermando un concetto che fu caro alla sinistra di fine ottocento e cioè che i parlamentari siano pagati. Se no la politica la fanno solo i ricchi come avveniva appunto a fine ottocento e che coloro che hanno fatto politica a tempo pieno sacrificando altre professioni siano al sicuro per l’anzianità con un vitalizio congruo. Adesso hanno abolito i vitalizi e hanno anche abolito il finanziamento pubblico ai partiti, dopo avere abolito l’immunità parlamentare, che era istituto previsto dalla costituzione. Non sono d’accordo. Dico di più. Abolire il vitalizio ai condannati è uno sfregio allo stato di diritto e si configura come una pena aggiuntiva e retroattiva di stampo chiaramente anticostituzionale. L’ho già detto che quel che scrivo è impopolare. Ma è quel che penso. Lascio ai Rizzo di turno cavalcare l’anti politica e farsi i milioni coi libri sulla casta. Ma perché non si parla mai della casta dei giornalisti, di quanto percepiscono, anche grazie alle provvidenze di stato, a quanto ammonta la loro pensione? Perché non si parla mai di quello che percepiscono i magistrati? Per non parlare dei grandi burocrati di stato. E ormai anche dei dirigenti regionali e comunali. Non andiamo dietro alle mode, noi socialisti non l’abbiamo mai fatto. Forse anche per questo siamo finiti. Ma se siamo finiti anche per questo non è giusto che rinasciamo diversi.

  9. Mi fa piacere che hai corretto il tiro, caro direttore.
    Posto in questi termini ci troviamo d’accordo compreso il finanziamento pubblico ai partiti,eccetto però chi ha commesso un reato contro lo Stato.I diritti rimangono comunque diritti, anche per i condannati!
    Non si tratta di andare dietro le mode, non certo nel mio caso.
    Ho dedicato una vita al partito e alla comunità come amministratore pubblico, quando tiro le somme mi accorgo che ho dato molto e preso poco.

  10. Non sono stato mai mai così tanto d’accordo con Mauro, come in questo caso. Lo scandalo è rappresentato dai contratti milionari di pennivendoli, imbonitori e presentatori televisivi alla Giletti. Che poi ci siano stati omessa disciplina della organizzazione dei Partiti o strappi al sacrosanto principio del loro finanziamento o a quello delle indennità dovute ai rappresentanti del popolo, è altrettanto vero

  11. L’invidia è ciò che ispira troppa gente. “Gli altri” devono fare i sacrifici e se sono politici devono vivere d’aria. Che ci siano stati abusi è fuor di discussione. Che si debbano cambiare le regole per rimuovere vergognosi privilegi a tutti, anche se classificabili come diritti acquisiti, é cosa da fare. Ció che scrive il direttore Del Bue è assolutamente ragionevole. Purtroppo, si è lasciato maturare un clima di caccia alle streghe che richiederà tempo per far cambiare il modo di valutare certe questioni con obiettivitá.. Nel frattempo, si eviti di creare ulteriori danni per rincorrere un populismo alimentato da chi ha interesse che il clima non cambi.

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