lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Adesso il caso va in Parlamento
Pubblicato il 13-05-2015


Nessuna strumentalizzazione. Non ne siamo capaci. Solo amore di verità e di giustizia. Anche in nome del nostro giornale, che ha centodiciannove anni di storia, per ventotto comune anche a coloro che nel 1924 fondarono il giornale comunista. L’Avanti chiuse i battenti con soli dieci milioni di euro di passivo, L’Unità, nello stesso anno, ne aveva più di dieci volte tanto. Abbiamo già scritto come poi abbia declinato gran parte di quel debito nelle casse dello stato. Legittimamente, approfittando però di una disposizione legislativa del governo Prodi, che risaliva al 1998, e che non era certo stata concepita a caso.

Adesso il nostro Buemi affronta il caso al Senato con un’apposita interrogazione. Sarebbe interessante sapere quali sono le testate giornalistiche, oltre a L’Unità che, approfittando di quella normativa, in vigore fino al 2007, hanno assegnato allo stato, cioè ai cittadini, i loro debiti, contratti generalmente con le banche. L’Unità è l’unica testata che ha consumato questa discutibile operazione di pubblicizzazione del disavanzo privato, fino a che non è intervenuto di nuovo il governo Prodi, nel 2007, per abrogare questa sciagurata norma?

E poi. Che si intende fare per il futuro? D’accordo, quella sciagurata normativa non esiste più. E in questo caso anche gli amici e compagni del Pd sostengono la non retroattività della sua applicazione. Ci sta. Ma adesso che anche la legge sulle provvidenze è stata parzialmente modificata, ma continua a consentire lauti finanziamenti a giornali senza seguito e lettori, non vale la pena ripensare tutto il settore? L’online deve continuare a rimanere totalmente scoperto, nonostante i suoi fruitori siano spesso molto più numerosi dei pochi che si servono delle informazioni di taluni quotidiani su carta? Il mondo gira, oggi anche più velocemente di prima. Il caso di talune testate oggi interamente sovvenzionate, solo perché trasformate in cooperative o in organi di partito, griderebbe vendetta. Anche questo noi sottolineiamo, ma solo per amore di verità e di giustizia. Torneremo ancora su questo delicato tema. Documentatissimi.

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