martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Alfano si difende dopo la guerriglia a Milano
Pubblicato il 05-05-2015


Black-bloc-expo-AlfanoDopo la guerriglia di Milano oggi è il giorno della difesa di Afano. Il Ministro degli Interni dal primo maggio, giorno della inaugurazione dell’Expo, è stato attaccato in tutti i modi dopo gli scontri che hanno messo a ferro e fuoco la città. Con attacchi rivolti a lui e ai vertici della polizia per la gestione della piazza.

La linea che il Ministro ha sempre sostenuto e ribadito anche oggi è che “il sangue chiama sangue e dobbiamo ricordare che l’Expo non dura un giorno ma sei mesi”. Il ministro dell’Interno Alfano, ha invece elogiato il comportamento delle forze di polizia e vigili del fuoco che hanno contenuto i cortei del primo maggio evitando che scorresse del sangue. Perché poi “se noi avessimo fatto pagare sangue saremo stati esposti per sei mesi, a pagare quel prezzo di sangue”. Alfano intervenendo alla Camera parla di violenza cieca e insensata e poi l’elogio per le forze dell’ordine che hanno dato “una grande prova di civiltà che non può essere svilita da polemiche su una presunta accondiscendenza con i violenti”.

“La linea di condotta tenuta dalle forze di polizia – sottolinea Alfano – non è un inedito né frutto di presunti quanto opachi e fantasiosi compromessi, è una linea di assoluta e consolidata trasparenza che nei fatti di Milano ha peraltro corrisposto ad una precisa scelta strategica e tattica”. “Strategica – prosegue il ministro – perché la garanzia del mantenimento dell’ordine pubblico deve guardare a tutti gli interessi in gioco, compresi quelli dei manifestanti pacifici e tutelare perciò la libertà di espressione del pensiero, anche quello del dissenso: le forze di polizia non si contrappongono per definizione a nessuno, il loro intervento è sempre garanzia delle libertà fondamentali e non può mai misurarsi su una stregua agonistica in cui prevalgono scelte muscolari”. Alfano in passato si è contraddistinto per la gestione approssimativa di eventi e situazioni delicate. In moti hanno chiesto le sue dimissioni dopo il primo Maggio. Dal movimento 5 Stelle, alla Lega. E i senatori del Movimento 5 Stelle hanno annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia, la IV, contro il ministro dell’Interno Alfano che non ha mai alzato la testa dal telefonino, poggiato sui banchi del governo per guardare i pentastellati che lo criticavano.

In Aula è intervenuta nel dibattito sugli scontri anche il deputato del Psi Pia Locatelli: “I fatti di Milano e il modo in cui le forze dell’ordine hanno saputo fronteggiare la protesta e arginare, contenendola, la minoranza facinorosa dei black bloc senza provocare morti o feriti tra i civili – perché qualche ferito tra i poliziotti invece c’è stato – sono la dimostrazione – ha detto Pia Locatelli – che si può gestire l’ordine pubblico senza violare le regole, né calpestare i diritti umani”.

Black-bloc-expo

Ad Alfano ha espresso solidarietà anche il senatore Enrico Buemi, Capogruppo del Psi in commissione Giustizia del Senato. “Nell’esprimere solidarietà a Lei, ministro Alfano, per il comportamento oltraggioso e folcloristico dei colleghi della Lega in quest’aula – ha detto Buemi – voglio manifestare la mia piena solidarietà alle forze dell’ordine, e la mia vicinanza agli agenti feriti, che hanno dimostrato grande professionalità nello svolgimento del loro delicato compito istituzionale. Sotto una giusta guida politico-amministrativa hanno saputo dosare l’utilizzo della forza, evitando degenerazioni che avrebbero potuto provocare gravi danni alle persone. Sono, però, convinto che i danni materiali subiti da persone e aziende, per i limiti oggettivi della situazione, debbano essere risarciti dallo Stato. E’ una responsabilità dello Stato garantire la sicurezza e non è giusto gravare sui cittadini danneggiati per le difficoltà operative dell’azione di contrasto”.

“La tutela e protezione del nostro patrimonio storico-culturale crea qualche preoccupazione in più – ha sottolineato Buemi – e, quindi, auspico una maggiore attenzione alle autorizzazioni per le manifestazioni all’interno delle aree che non sono solo patrimonio della contemporaneità ma per la loro unicità necessita anche la loro preservazione per le future generazioni. E’ indispensabile, inoltre, estendere le misure riguardanti le manifestazioni calcistiche alle altre manifestazioni pubbliche, compreso l’arresto a flagranza differita.  Auspico – ha concluso – che già per i fatti accaduti a Milano si siano utilizzate le più avanzate tecnologie per il monitoraggio ravvicinato della manifestazione al fine di incrementare gli arresti di quanti, utilizzando il diritto legittimo di manifestare, si sono abbandonati a comportamenti gravi e penalmente rilevanti contro persone e cose”.

Dopo l’informativa di Alfano è scoppiato un vero e proprio scontro in Aula tra la Presidente della Camera, Laura Boldrini, e l’ex ministro Ignazio La Russa che è stato espulso dal Presidente della Camera. Al richiamo di Boldrini per aver terminato il tempo a sua disposizione, La Russa ha risposto chiedendo “un minuto in più, come già avvenuto per altri”. Richiesta respinta dalla Boldrini, che ha così provocato la reazione di La Russa, il quale ha iniziato ad inveire avvicinandosi al banco della presidenza. Da qui, i nuovi richiami e alla fine la decisione di espellerlo.

Redazione Avanti!

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