mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Anticorruzione. Otto anni per il falso in bilancio
Pubblicato il 21-05-2015


DDL anti corruzioneAumentate le pene per reati contro la pubblica amministrazione e per associazione mafiosa, ripristinato il reato di falso in bilancio, stretta sul falso in bilancio, Queste alcune delle novità contenute nel disegno di legge anticorruzione approvato oggi – in via definitiva dalla Camera, con 280 ‘sì’, 53 voti contrari e 11 astenuti – ove era approdato senza modifiche dopo il placet di Palazzo Madama. Soddisfazione del ministro Orlando: “Il nostro sistema economico-finanziario recupera credibilità, e si rafforza la trasparenza del mercato”. Secondo il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone il provvedimento “è quanto di meglio possibile”.

LE NUOVE NORME PREVISTE – Tra le norme previste nel ddl vi è l’articolo 10 relativo al falso in bilancio che torna a essere un reato. Ma non un reato di danno, ma di pericolo: non si dovrà provare di aver alterato il mercato o di aver prodotto un danno alla società quando si rappresentano situazioni non vere nei bilanci. In base al testo approvato se i fatti sono di lieve entità la pena va da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni. Approvato anche l’articolo 12 che prevede un aumento delle multe per chi commette il reato di falso in bilancio per tutti i tipi di società, normali e quotate: per le prime le pene andranno da 1 a 5 anni di reclusione, mentre per quelle quotate – o che immettono titoli sul mercato o per le banche – gli anni di reclusione saranno tra i 3 e gli 8 anni. Il provvedimento introduce inoltre un inasprimento delle pene per chi commette il reato di associazione mafiosa, arrivando fino a 26 anni per chi viene riconosciuto “al comando”.

ORLANDO: RECUPERO CREDIBILITÀ – “Recupera credibilità il nostro sistema economico-finanziario” e “si rafforza la trasparenza del mercato”. Così il Guardasigilli, Andrea Orlando, durante il suo intervento in Aula prima del via libera definitivo al provvedimento. “Con questo disegno di legge ci si dirige verso la risoluzione di “situazioni patologiche” e si forniscono “risposte allo scenario internazionale che ci chiede misure più serie e più incisive di lotta alla corruzione”.

Redazione Avanti!

 

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