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Opinioni e commenti
 

Capriole per non restituire i soldi ai pensionati
Pubblicato il 06-05-2015


PensioniRiusciranno a stravolgere la sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco della rivalutazione delle pensioni oltre tre volte il minimo Inps (1.443 euro lordi) deciso dal governo Monti nel Natale del 2011? In Italia tutto è possibile perché il Governo è in bolletta e non sa dove trovare i soldi da restituire ai pensionati. Quella decisione oltre che incostituzionale, fu ‘immorale’ (come il contributo aggiuntivo sulle cosiddette ‘pensioni d’oro’) perché imponeva una ‘tassa’ solo su una parte dei contribuenti, una fascia di sei milioni di pensionati, la cui unica possibilità di rivalsa fu quella di non votare la Lista Civica di Mario Monti. Il blocco fu una decisione due volte immorale sia perché era una ingiustizia palese che contrastava con l’Art. 53 della Costituzione sia perché era a danno di una porzione di una categoria di persone, anziane, che non potevano difendersi e scendere in sciopero contro il Governo.

Per il sottosegretario Zanetti ‘immorale’ restituire il maltolto
Ma tant’è e oggi il sottosegretario all’Economia, neosegretario nazionale di Scelta Civica, Enrico Zanetti, anziché chiedere scusa, non solo difende quella decisione improvvida, ma sostiene che sarebbe ‘immorale’ restituire il maltolto! “Escludo – ha dichiarato – che sia possibile restituire a tutti l’indicizzazione delle pensioni, per quelle più alte sarebbe immorale e il governo deve dirlo forte. Occorre farlo per le fasce più basse”. Dovrebbe spiegare chi e come stabilisce il livello di assegno considerato ‘più alto’ e soprattutto perché la rendita derivante da contributi versati regolarmente agli enti previdenziali debba essere colpita due volte – una con l’IRPEF e l’altra con il blocco – rispetto a quella derivante da altre attività economiche e finanziarie.

Mario Monti si difende e attacca la Consulta
Ad Agorà su Raitre – l’ex premier, Mario Monti, prima di Zanetti aveva difeso la mazzata data ai pensionati spiegando che quel blocco “era strettamente indispensabile”; insomma come dire che gli servivano i soldi subito e che quindi li aveva presi dove era più facile prenderli. Poi ha attaccato la decisione della Consulta spiegando che quella della Corte “è stata una delle decisioni più sofferte”, e ha aggiunto: “Una sentenza che, nella pacatezza che la Corte Costituzionale deve avere e quasi nell’oblio delle circostanze specifiche in cui le decisioni sono prese, guarda uno spicchio significativo di un intero problema, e cioè il blocco delle indicizzazioni delle pensioni, e forse non dà altrettanto rilievo ad altri valori di pari rilevo costituzionale come per esempio il vincolo di bilancio”. Traduzione: la Corte non deve valutare se una legge è costituzionale o meno, ma piuttosto se dà fastidio o no all’Esecutivo, cioè se lo costringe a rivedere i conti del bilancio. Un ragionamento davvero curioso, anzi inquietante perchè se adottato come regola, ci darebbe una magistratura ‘flessibile’, dove le leggi si applicano o non si applicano a seconda dei luoghi, dei tempi, delle circostanze. E dei Presidenti del Consiglio in carica.
Per tornare al sottosegretario Zanetti, questi ha tenuto a precisare che la sua era un’opinione “espressa a titolo personale” e che dunque non impegnava l’Esecutivo.

Tecnici al lavoro per fregare i pensionati
Purtroppo però pare di capire – Padoan e altri – che da quelle parti si sta lavorando attivamente per escogitare uno stratagemma che allontani, o per lo meno riduca, l’entità del rimborso valutato in una misura che va dai 5 miliardi e spicci fino all’iperbolica somma di 13 o addirittura 16 miliardi. Somma impressionante, ma ancora di più perché è stata tolta a sei milioni di pensionati. Eppure “non rimborsare tutti è compatibile con la sentenza della Consulta” hanno fatto sapere fonti governative commentando l’uscita di Zanetti.
Di opinione nettamente contraria a quella demagogica e populista di Zanetti, ci sono ovviamente per primi loro, i pensionati, ma in questo senso si sono espressi anche sindacati e organizzazioni dei consumatori, oltre che ad alcune forze politiche.

Barbagallo (UIL): restituire il maltolto
Il Governo deve “restituire il maltolto ai pensionati. È un maltolto – ha detto a Bologna il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo – perché hanno fatto cassa con i pensionati e i pensionandi con una legge che è incostituzionale”. “Adesso devono restituire i soldi e avremo un po’ più di potere di acquisto per i pensionati – ha aggiunto – così come occorre dare potere d’acquisto ai lavoratori, attraverso il rinnovo dei contratti, a partire dal pubblico impiego”.

Secondo uno studio della Uil il rimborso per una pensione che nel 2011 era di 1500 euro lordi, dovrà partire da 2.540 euro per i due anni di blocco (2012 e 2013) e per gli effetti che questi hanno avuto sul 2014. Con una rivalutazione calcolata in circa 85 euro al mese. Il totale potrebbe così raggiungere l’astronomica cifra di 13 miliardi di euro (che la CGIA di Mestre va arrivare a 16,6) anche se c’è da sottolineare che il 40% di questo denaro non arriverà mai nelle tasche dei pensionati e tornerà nelle casse dello Stato sotto forma di Irpef.

Secondo l’ufficio studi della Cgia (vedi tabella fondo pagina), il rimborso medio spettante per le pensioni da 2.500 a 3 mila euro lordi arriva a 3.791 euro e supera i 5.171 per le pensioni al di sopra dei 3 mila euro.

Denunceranno Renzi per ‘abuso d’ufficio’
La sentenza della Corte Costituzionale – chiedono le organizzazioni dei consumatori Federconsumatori, Adusbef e Codacons – “va attuata dall’Inps” e la restituzione da parte dell’istituto deve essere “automatica”. Il Codacons ha presentato una “formale diffida all’Inps affinché dia immediata esecuzione alla sentenza della Corte” e si dice pronto a denunciare per abuso di ufficio il presidente del consiglio Matteo Renzi e il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Per Federconsumatori e Adusbef, il Governo deve restituire “il ‘maltolto’ trovando i fondi necessari attraverso una serie determinata lotta agli abusi, agli sprechi, ai privilegi nonché all’evasione fiscale”. Ma questa strada è più difficile da seguire, non solo perché richiede capacità che evidentemente non ci sono a sufficienza, ma anche perché lederebbe interessi stratificati che nessuno degli ultimi Governi ha mai davvero voluto intaccare. È invece assai più facile massacrare di tasse chi le paga tutti i mesi perché non vuole evadere o non può evadere il fisco, anziché andare a cercare evasori e stroncare gli sprechi.

Tabella pensioni

Carlo Correr

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