mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cella di alta sicurezza per il presunto terrorista
Pubblicato il 22-05-2015


Abdel Majid Touil-arrestatoDalla cella di isolamento del carcere di San Vittore a quella di alta sicurezza di Opera, alle porte di Milano. Prima udienza di estradizione e spostamento di penitenziario per Abdel Majid Touil, il marocchino arrestato nei giorni scorsi fa nel capoluogo lombardo – su mandato di Tunisi – per l’attentato al museo del Bardo dello scorso 18 marzo. Dice di essere arrivato in Italia dalla Libia “solo per ricongiungersi” alla sua famiglia, si dichiara innocente e non si spiega come “questo errore sia potuto accadere”. Anche l’insegnante di italiano del 22enne, Flavia Caimi docente dell’istituto R. Franceschi di Trezzano sul Naviglio, conferma che il ragazzo “il 16 e il 19 marzo era in classe”. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: “Affrettata presunzione di colpevolezza”.  

SPOSTAMENTO DI CARCERE – Il presunto terrorista, accusato di essere tra i responsabili dell’attentato al museo del Bardo dello scorso 18 marzo – in cui morirono 24 persone, di cui quattro italiane – è stato spostato dalla cella di isolamento del carcere di San Vittore a una di alta sicurezza del penitenziario di Opera. Nel frattempo le verifiche sul suo presunto coinvolgimento sono state disposte dalla procura di Roma, titolare delle indagini sui fatti sanguinosi. Il pubblico ministero Francesco Scavo – delegato a svolgere gli accertamenti – dovrà esaminare anche gli atti che le autorità tunisine si accingono ad inviare in Italia ai fini dell’estradizione di Touil. A pronunciarsi sulla richiesta di Tunisi sarà la corte di appello di Milano.

PISAPIA: AFFRETTATA PRESUNZIONE DI COLPEVOLEZZA – “Sono stati affrettati e poco opportuni gli interventi di alcuni gruppi politici che sono partiti dalla presunzione di colpevolezza”. “Sono abituato ad aspettare le indagini della Magistratura – ha proseguito Pisapia – ho grande fiducia nella magistratura milanese”.

D’ELIA: TUNISIA NON AZZARDERÀ RICHIESTA ESTRADIZIONE – Sulla vicenda è intervenuto Sergio D’Elia, segretario di ‘Nessuno tocchi Caino’, la ong italiana, attiva internazionalmente e affiliata al Partito Radicale Transnazionale. “Ritenere che un terrorista di una rete internazionale come l’Isis venga in Italia per compiere attentati con un barcone a rischio di avaria e naufragio è irrealistico e fantasioso”. “Bastava avere un po’ di buon senso – continua D’Elia – C’è invece una propaganda basata su logiche emergenzialiste sempre più in voga, per cui si vuole colpire su due fronti: l’emergenza immigrazione e quella terrorismo, e la miscela è talmente esplosiva che porta a intervenire” basandosi su elementi che stanno “solo nella testa e non nella realtà”.

Redazione Avanti!


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