sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Che FIFA …
Pubblicato il 28-05-2015


È lo scandalo degli scandali. Roba da Fbi. Con gli americani non si scherza. Ci ha messo del suo anche il ministro, anzi la ministra, della giustizia del governo Obama. Il mai rottamato Blatter, che domani dovrebbe addirittura essere rieletto dopo 17 anni ininterrotti al vertice del calcio internazionale, vacilla. O si butta giù con gli scandali o non viene giù neanche da morto. Che cos’ha trovato l’Fbi? In fondo quel che tutti già sapevano. E cioè che coloro (o almeno molti di coloro) che avevano il potere di decisioni con conseguenze miliardarie, intascavano tangenti salatissime.

Si doveva decidere a chi assegnare i mondiali, con accordi televisivi, sponsorizzazioni e ricadute economiche evidenti, e allora i voti diventavano terribilmente pesanti. Un si o un no ti cambiano la vita più della famosa telefonata della pubblicità. Così se affido i mondiali al Sudafrica, ma prima alla Germania, che per un voto superò il Sudafrica, metto in movimento o blocco un mare di soldi. Dunque ogni voto ha un enorme impatto economico e già i mondiali del 2006 affidati per una astensione alla Germania pare siano stati pagati a caro prezzo.

Di certo la scelta dei mondiali del 2018 alla Russia e del 2022 al Qatar, nonché la Coppa America negli Usa del 2016, avrebbero reso fior di milioni ai consiglieri di Blatter. Naturalmente lui, il gran capo, il monarca del calcio internazionale, non ne sapeva niente. E domani intende essere ancora rieletto a capo della Federazione internazionale del calcio. Al vertice della FIFA, e tra gli arrestati, figurano due consiglieri che provengono dalla Isole Cayman, il famoso paradiso fiscale usato anche da Parmalat. Non si capisce chi rappresentino e perché siano li. Poi un consigliere del Nicaragua e uno del Costarica, infine un venezuelano e un brasiliano. In che modo e perché almeno i primi cinque siano stati scelti non è chiaro. O forse si. Usando criteri diversi da quelli della rappresentatività calcistica.

E l’Italia che fa? Il buon Tavecchio stava per confermare il suo voto a favore di Blatter. Per condivisione o per FIFA? Non è chiaro. Dopo uno scandalo di queste proporzioni è evidente che deve saltare il concetto di autonomia, che significa mancanza di potere di controllo, delle Federazioni. Un voto a favore di Blatter in questo momento, ma almeno venga approvata la proposta di rinvio del voto, sarebbe un imperdonabile errore. E si tradurrebbe in un clamoroso autogol dell’Italia. La patria dell’architetto della rottamazione non può accettare che il capo della FIFA dei corrotti si giovi del voto italiano. Intervenga dunque Renzi in persona per impedirlo.

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