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Opinioni e commenti
 

Conflitto d’interessi, nuova riforma dalla Boschi
Pubblicato il 07-05-2015


Boschi-conflitto interessiÈ stato il “cavallo di battaglia” (promesso) da tutte le sinistre alle elezioni da almeno vent’anni e ora se ne torna a parlare, si tratta del “conflitto di interessi”, ovvero la situazione in cui viene a trovarsi un governante, un amministratore, un banchiere, un politico o un giudice il quale, anziché fare l’interesse pubblico nella sua attività istituzionale, cura il suo interesse privato o quello di amici e prestanomi. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha infatti dichiarato al Corriere della Sera: “Porteremo il conflitto di interessi in aula già nelle prossime settimane. Se tanti nostri ex leader ed ex premier avessero messo lo stesso impegno o la stessa tenacia che hanno messo nelle scorse settimane sui dettagli dell’Italicum non toccherebbe a noi e avremmo già una legge”.

A dirlo però è proprio il giovane ministro, azionista e figlia dell’ex vicepresidente della Banca dell’Etruria e del Lazio (tra i dieci istituti popolari oggetto della recente riforma varata del governo Renzi) per “le gravi perdite del patrimonio”, nonostante il balzo significativo in Borsa del 65% nel giro di pochi giorni, in concomitanza con l’annuncio della riforma dell’esecutivo delle banche popolari. Tanto che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti in relazione alle operazioni bancarie anomale avvenute prima del 16 gennaio.
Una legge, insomma, tanto voluta quanto temuta dalla stessa sinistra italiana (per timore che Berlusconi la accusasse di persecuzione e la usasse come argomento di propaganda elettorale), tanto che negli anni la questione non è mai stata presa molto in considerazione e il risultato è stato quello di vedere nell’ultima legislatura bagarre, come quella di dicembre a seguito dell’ultimo ritorno in Commissione, quando i pentastellati diedero dei mafiosi ai deputati Dem durante la discussione in aula.

Dopo però, dopo l’approvazione dell’Italicum, la strada per una legge in tal senso sembra ormai spianata.
“Era ora. Ben venga l’impegno sul conflitto d’interessi assunto dal governo, attraverso l’intervista della ministra Boschi, a sostenere in Parlamento un provvedimento sul conflitto d’interessi”. Lo dichiarano in una nota Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria del Senato, e Valeria Fedeli, vicepresidente di Palazzo Madama.

“La questione – sottolineano i due dem – era stata posta in questa legislatura dal disegno di legge sulla riforma delle cause di ineleggibilità e incompatibilità economica dei parlamentari, presentato da Massimo Mucchetti, Luigi Zanda, Valeria Fedeli e altri 23 senatori il 20 giugno 2013. Fa piacere che il governo adesso metta in primo piano una questione istituzionale che da sempre riteniamo assai rilevante”.

A favore anche il Psi, che da sempre ha sostenuto un provvedimento in tal senso.
“Accogliamo con favore l’apertura della ministra Maria Elena Boschi sul conflitto di interessi – afferma Marco Di Lello, capogruppo dei socialisti alla Camera – Su tale tema noi socialisti ci eravamo impegnati in tempi non sospetti, quando il testo dell’Italicum arrivò in prima lettura alla Camera. Avevamo proposto degli emendamenti che comprendevano anche questo tema e che l’Aula stessa bocciò.

Ora si può: meglio così – conclude Di Lello – Noi socialisti siamo pronti a dare il nostro contributo”.

Maria Teresa Olivieri

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