sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Dis Coll. 2015. Disoccupazione ai parasubordinati al via
Pubblicato il 11-05-2015


 Via libera al meccanismo per poter essere ammessi a beneficiare della nuova indennità di disoccupazione riservata ai lavoratori collaboratori, denominata “Dis-Coll”, prevista dal Jobs Act. Il 27 aprile scorso, infatti, l’Inps ha pubblicato la circolare che definisce la procedura attraverso la quale è possibile ottenere l’assegno, avviato in via sperimentale per il 2015. Il documento dell’Istituto fa riferimento al Decreto legislativo n. 22/2015 – che dispone il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati – e, in particolare, all’art. 15 che istituisce la disciplina e le modalità concessorie del nuovo trattamento di disoccupazione mensile denominato Dis-Coll per gli eventi di cessazione dal lavoro verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015

A chi spetta – La Dis-coll intende assicurare un sostegno a co.co.co. e co.co.pro., esclusi amministratori e sindaci, che hanno perso il lavoro tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2015. Per comprovare il proprio status di disoccupato, il richiedente deve prima presentarsi al centro per l’impiego, dichiarare l’attività lavorativa appena cessata e l’immediata disponibilità a trovare lavoro. I beneficiari devono essere iscritti solo alla gestione separata dell’Inps, non possono essere pensionati né avere partita Iva. Inoltre, devono avere versato almeno tre mesi di contributi a partire dal 1 gennaio 2014, di cui una mensilità nel 2015. Quest’ultimo requisito sarà soddisfatto anche con un mese di lavoro che abbia generato un reddito pari ad almeno 647,83 euro. Bisogna poi considerare inoltre che la Dis-coll sostituisce l’indennità una tantum prefigurata dalla legge Fornero. Pertanto le domande di questo ammortizzatore presentate tra l’1 gennaio e il 27 aprile 2015, che facciano riferimento a una perdita di lavoro avvenuta quest’anno, saranno gestite come richieste di Dis-coll. Pubblicità

Come fare la domanda – Per prima cosa, occorre tener conto dei tempi. La richiesta di Dis-coll deve essere inoltrata entro 68 giorni dalla perdita del lavoro. Per gli eventi di disoccupazione compresi tra il 1 gennaio e il 27 aprile, invece, il termine dei 68 giorni scatta dalla predetta data che corrisponde al giorno della pubblicazione della circolare Inps, e arriva quindi fino al 4 luglio. L’istanza deve essere inoltrata per via telematica, attraverso il sito web dell’Istituto. Al riguardo si precisa che questa funzione è diventata attiva solo a partire dall’11 maggio scorso. Chi doveva presentare la richiesta prima di questa data poteva farlo anche in forma cartacea. Per essere ammessi all’operazione, l’utente deve scaricare il modulo dal sito dell’Inps, sotto la sezione “Moduli” e cliccare successivamente il link “Prestazioni a sostegno del reddito“, per poi compilarlo e trasmetterlo a una sede dell’Ente di previdenza o a un istituto di patronato. Oppure potrà mandare una mail alla struttura territoriale Inps competente via posta elettronica certificata: l’indirizzo si trova sul sito dell’Inps seguendo il percorso “Le sedi Inps – Ricerca testuale – Nome sede Inps o Comune di residenza”.

A quanto ammonta l’assegno – L’importo della Dis-coll è pari al 75% del reddito medio mensile del beneficiario, nel caso la cifra non superi i 1.195 euro. Nell’ipotesi contraria, a questa somma andrà aggiunta una quota pari al 25% della differenza tra il reddito medio mensile e i 1.195 euro. In ogni caso, l’assegno non potrà splafonare i 1.300 euro mensili. Tuttavia, a partire dalla quarta mensilità, l’importo della Dis-coll si riduce del 3 per cento ogni mese.

Quanto dura la Dis-coll – La corresponsione della relativa indennità economica dura per un numero di mesi pari alla metà di quelli di contribuzione a partire dal 1 gennaio 2014. Nel conteggio non si calcolano i periodi che hanno già generato erogazioni della prestazione. Comunque sia, la Dis-coll non può essere pagata per più di sei mesi. Il trattamento numerario spetta a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di collaborazione se l’istanza è presentata entro questo lasso di tempo o, in caso contrario, dal giorno successivo alla richiesta. Per mantenere il diritto a percepire la prestazione è indispensabile partecipare alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai centri per l’impiego. Diversamente il versamento dell’assegno sarà interrotto. La Dis-coll sarà altresì stoppata anche nell’ipotesi in cui il beneficiario trovi un’occupazione, dia inizio a un’attività autonoma o perfezioni i requisiti prescritti per andare in pensione.

Naspi. In vigore da maggio la nuova indennità di disoccupazione

Gli eventi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro dipendente che si verificheranno a decorrere dal 1° maggio 2015 in poi sono tutelati dalla nuova indennità economica di disoccupazione mensile denominata “Nuova prestazione di Assicurazione sociale per l’Impiego (Naspi)”. Con il messaggio del 30/04/2015 n. 0002971, l’Inps ha opportunamente precisato i requisiti e le modalità per poter beneficiare della neo misura di sostegno al reddito. La Naspi è in particolare rivolta ai lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito con la medesima un rapporto di lavoro in forma subordinata e il personale artistico con contratto di lavoro dipendente. Non si applica, invece, ai lavori dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e agli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato.

Per il diritto al nuovo trattamento numerario i lavoratori dipendenti devono essere in stato di disoccupazione, far valere almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione e trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per ottenere la prestazione deve essere inoltrata apposita domanda all’Inps entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, a pena di decadenza. Tale nuova indennità economica, istituita dall’art. 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, sostituisce gli assegni di disoccupazione Aspi e miniAspi, che tuttavia rimangono in vigore per la tutela degli eventi di cessazione involontaria dal rapporto di lavoro che si sono verificati fino al 30 aprile 2015. A partire dal 1° maggio 2015, per gli eventi di disoccupazione rientranti nella nuova disciplina è quindi possibile presentare la richiesta di Naspi esclusivamente in via telematica, attraverso il sito web dell’Istituto di previdenza www.inps.it (direttamente da cittadino in possesso del Pin dispositivo Inps); o tramite patronato (che, per legge, offre assistenza gratuita ai lavoratori); oppure facendo ricorso al Contact Center Integrato Inps Inail (chiamando da rete fissa il numero gratuito 803 164 o il numero 06164164 da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore). La disciplina di dettaglio verrà prossimamente resa nota con una circolare applicativa di imminente pubblicazione. Ma come si fa ad individuare l’entità della prestazione economica che compete ai nuovi disoccupati? Di seguito riprendiamo quanto già riportato in una precedente rubrica per fornire nuovamente una piccola, breve guida per riuscire a calcolare l’importo spettante.

Naspi 2015 Inps, come determinare l’indennità

Il procedimento per la determinazione dell’importo Naspi da attribuire ai richiedenti non è molto semplice, ma conoscerne il metodo può servire a farsi un’idea di quanto un soggetto disoccupato potrebbe percepire a partire dal mese di maggio. La prima cosa da fare e individuare la retribuzione media settimanale del lavoratore negli ultimi quattro anni. La cifra ottenuta va moltiplicata per un coefficiente fisso, ovvero 4,33. Il risultato di questo computo è lo stipendio di riferimento per computare la Naspi. Se l’importo è pari o inferiore a 1.195 € (lordi), il sussidio corrisponderà al 75% di questo importo. Se invece lo supera, corrisponderà al 75% di 1.195 € più il 25% della cifra in eccesso. L’importo massimo della prestazione di disoccupazione Naspi è fissato in 1.300 euro ed ha una durata massima di due anni. A decorrere dal quarto mese però, l’importo sarà ridotto progressivamente del 3% ogni 30 giorni. E’ possibile anche avere tutta la somma spettante in un’unica soluzione.

Calcolo Naspi, esempio operativo

Un lavoratore che ha guadagnato per i precedenti quattro anni 12.500 euro, avrebbe una retribuzione settimanale di 240 euro (12.500/52 settimane) che, moltiplicata per il coefficiente fisso, equivale ad un importo di 1.040 euro. L’assegno Naspi concedibile in questo caso si attesterà al 75% di questa cifra, per cui ammonterebbe a circa 780 euro. Questo per i primi tre mesi. Dal quarto in poi interverrà la decurtazione mensile del 3 per cento. Un lavoratore che ha invece percepito negli ultimi quattro anni un totale di 100mila euro, otterrebbe una retribuzione media di 480 euro. Questa, moltiplicata per il coefficiente fisso, corrisponde ad un importo di 2.080 euro circa, quindi superiore ai 1.195 euro. In questa ipotesi, per conteggiare l’assegno Naspi bisognerà fare il 75% di 1.195 euro (896 euro), più il 25% dell’importo restante (220 euro) . L’assegno Inps Naspi dei primi 3 mesi da mettere in pagamento, sarà pertanto dato dalla somma di queste due risultanze.

Cassa integrazione, marzo 2015: -43,8% rispetto a marzo 2014

Nel mese di marzo 2015 sono state autorizzate complessivamente 61,6 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (CIG), con una diminuzione del 43,8% rispetto a marzo 2014, mese nel quale le ore autorizzate sono state 109,7 milioni. Anche nel confronto con il mese di febbraio 2015 i dati destagionalizzati evidenziano una diminuzione, con una variazione congiunturale del -5,9%, per il totale degli interventi di cassa integrazione. Dall’analisi nel dettaglio dei dati di marzo 2015 emerge che le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (CIGO) sono state 22,6 milioni. Nel mese di marzo 2014 erano state 27,4 milioni: si e’ quindi registrata una diminuzione tendenziale del 17,6%. In particolare, la flessione è stata pari al 15,2% nel settore Industria e al 23,5% nel settore Edilizia.

Le variazioni congiunturali CIGO calcolate sui dati destagionalizzati registrano, rispetto al precedente mese di febbraio 2015, un aumento dell’11,1%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria (CIGS) autorizzate a marzo 2015 è stato di 36,5 milioni, con una riduzione del 31,4% rispetto a marzo 2014, nel corso del quale sono state autorizzate 53,2 milioni di ore. Rispetto a febbraio 2015 si registra una variazione congiunturale, calcolata sui dati destagionalizzati, pari a -8,0%. Infine, per quanto riguarda gli interventi in deroga (CIGD) – che come noto risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti – le ore autorizzate a marzo 2015 sono state pari a 2,6 milioni, con un decremento del 91,2%, rispetto ai 29,1 milioni di ore autorizzate nel mese di marzo 2014. La destagionalizzazione dei dati, in questo caso, mostra una variazione congiunturale pari al -49,1% rispetto al precedente mese di febbraio 2015.

Passando all’analisi dei dati relativi alla disoccupazione, si ricorda che dal 1° gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove prestazioni ASpI e mini ASpI. Pertanto, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria mentre, per quelli avvenuti dal 1° gennaio 2013, le domande sono classificate come ASpI e mini ASpI. Nel mese di febbraio 2015 sono state presentate 86.849 domande di ASpI, 27.834 domande di mini ASpI, 300 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 4.536 domande di mobilità, per un totale di 119.519 domande, il -17,1% rispetto alle 144.231 del mese di febbraio 2014. Alla sintesi dei dati qui fornita, si allega il file più completo, che offre un “focus” sulla diversa tipologia di interventi, un’analisi per ramo di attività economica e un’analisi per regione ed area geografica.

Carlo Pareto

 

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