venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Diseguaglianze e povertà
tra EXPO e Corte Costituzionale
Pubblicato il 12-05-2015


È stato un Primo maggio che tra lo scintillio dei padiglioni dell’Expo a Milano e le contestazioni violente degli antagonisti, con le dimesse manifestazioni sindacali, è sembrato rappresentare, quasi plasticamente, la crisi dei valori di eguaglianza nell’era del capitalismo globalizzato trionfante, segnata dalla retorica del merito e dalle virtù della competizione; valori il cui baluardo, almeno in Italia, sembra essere diventata solo la difesa del costituzionalismo democratico-sociale, come testimonia la sentenza della Consulta sulle pensioni, contro la sciagurata “legge-Fornero” del governo oligarchico dei tecnici di Mario Monti.

Così, la Corte Costituzionale ha, ancora una volta, ribadito l’imprescindibilità del principio di uguaglianza letto nella prospettiva dei diritti sociali, di cui l’articolo 3 della nostra Carta fondamentale, sostenuto al tempo della Costituente con vigore politico e culturale dal socialista Lelio Basso, costituisce il paradigma.

L’art.3 è una norma-principio in base alla quale si è formato l’humus, alla fine degli anni ’60 del Novecento nel nostro Paese, che ha consentito l’estensione del catalogo dei diritti sociali, anche grazie alle grandi lotte sindacali del tempo, e per la costruzione di istituzioni democratico-sociali, non immemori della lezione della Repubblica di Weimar, lo “Stato sociale costituzionale”, oltre il formalismo delle istituzioni liberaldemocratiche. Luigi Ferrajoli, illustre filosofo del diritto e allievo di Norberto Bobbio, individua proprio nel principio di eguaglianza sostanziale, attraverso la declinazione dei diritti sociali, l’aspetto fondamentale del costituzionalismo, l’elemento di saldatura che unisce “le tre classiche parole della Rivoluzione francese: “liberté, égalité, fraternité”, quale presupposto dei diritti di libertà e fondamento del principio di fratellanza quale solidarietà sociale.

Ma la crisi economica, concentrata soprattutto in Europa, disarticola ogni giorno diritti, tutele sociali, lavoro, con l’aumento di quel disagio sociale che papa Francesco ha sintetizzato nella mancanza di “pane e dignità del lavoro”, nel mentre assistiamo all’esaltazione acritica del mercato, assurto paradossalmente a modello di eticità dei rapporti tra le persone.

Si dirà: il mercatismo, nelle sue vari declinazioni, rappresenta ormai un trend lungo nel sistema economico e sociale occidentale, che ha le sue origini agli inizi degli anni Ottanta del secolo trascorso, quando, in nome del dogma neoliberista e delle politiche economiche monetariste, con Reagan e la Thatcher imperanti in America e Gran Bretagna, si delineò l’attuale assetto del sistema capitalistico mondiale, integrato dai processi di costruzione dell’Unione europea secondo le prescrizioni di Maastricht, e teorizzato sin dal 1975 dalla Trilateral, che aveva proprio nella democrazia e nei principi di eguaglianza il bersaglio privilegiato.

Spetterebbe ad una nuova sinistra, diversa da quella dei riformismi soft delle (contro) riforme sociali, il compito di elaborare nuovi modelli socio-economici, di recuperare rappresentanza e senso collettivo e, soprattutto, svolgere politiche alternative a questo scenario in cui diseguaglianze sociali, vecchie e nuove povertà si fondono con una sorta di progetto politico neo-oligarchico. Un “programma fondamentale”, mutatis mutandis, come quello che, con grande coraggio e innovazione, la socialdemocrazia tedesca elaborò nel 1959 a Bad Godesberg, facendone un modello per tutta la sinistra riformista (vera) europea.

Maurizio Ballistreri

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento