giovedì, 19 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Dopo l’Irlanda per Loris
Pubblicato il 25-05-2015


Che noi italiani siamo rimasti soli, in compagnia di Bulgaria e qualche stato baltico, è veramente desolante. Non bastava la Spagna di Zapatero, non la Francia di Hollande e perfino la Gran Bretagna del conservatore Cameron, noi fatichiamo addirittura a fotocopiare le unioni civili della democristiana Merkel. Adesso ci si è messa anche l’Irlanda, la cattolicissima Irlanda che tramite referendum ha approvato i matrimoni omosessuali.

Viene spontaneo un senso di vergogna per questo ritardo italiano. “Chi sono io per giudicare?”, ha ammesso Bergoglio. E il Vaticano pare oggi su un fronte perfino più avanzato del Parlamento italiano. Vediamo di capirne i motivi. Oggi siamo in presenza di un governo che si regge su voto determinante del Nuovo centrodestra, che popolato com’è di ex ciellini, da Formigoni a Lupi e del caro Giovanardi che ha sempre sposato in materia le posizioni più arretrate ancora di padre Gemelli, non accetta di approvare nemmeno il testo assai moderato in materia fatto proprio dalla cancelliera tedesca.

Vorrei sapere se costoro conoscono il modo in cui si comportò la Dc ai tempi del divorzio e dell’aborto. Non li considerò argomenti di competenza del governo, ma del Parlamento. Non fece crisi di governo quando il Parlamento approvò le leggi del socialista Fortuna, ma chiese ed ottenne un referendum abrogativo, che regolarmente perse. Sarebbe giusto che oggi il Nuovo centrodestra si comportasse nello stesso modo. E se proprio crede che le leggi sui matrimoni omosessuali, perfino nella veste più moderata delle unioni civili, siano invise alla maggioranza degli italiani promuova il referendum abrogativo.

Quanto alla differenza tra matrimoni omosessuali e unioni civili, al di là del nome, resta un principio al quale credo che tutti i laici e i socialisti si debbano attenere. E cioè quello di sancire la parità di diritti tra coppie eterosessuali e omosessuali. Altrimenti siamo da capo. Considerare quelle omosessuali come coppie di serie B, che non possono celebrare un’unione che attesti diritti paritari, come negli altri paese retti da governi laici, sarebbe un’altra occasione persa. I socialisti su questo tema, ma anche su una legge europea del fine vita e sulla fecondazione eterologa, devono dire la loro. Saranno in prima fila, lo ha assicurato Nencini, perché si sentono tutti figli di Loris Fortuna, del quale stiamo preparando il trentesimo anniversario della scomparsa. Su questi temi c’è ancora bisogno di lui e di noi.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Il riferimento al Vaticano fatto dal Direttore mi ricorda come nel corso degli anni si siano visti partiti i quali, verso gli interventi della Chiesa, hanno tenuto una sorta di doppio binario, favorevoli e plaudenti oppure contrari, fino a giudicarli indebite e improprie interferenze, verosimilmente a seconda del proprio tornaconto politico.

    Io ritengo che questa “ambivalenza”, che ha un po’ il sapore del garantismo a fasi alterne, non si addica alle correnti di pensiero liberal-riformiste, non fosse altro che per ragioni di coerenza.

    Quanto all’argomento specifico, resto dell’idea che la famiglia tradizionale fosse uno dei cardini del nostro sistema, e penso altresì, senza la pretesa di essere nel giusto, che nel momento in cui sono stati messi in discussione molti ruoli all’interno della nostra società (e anche della famiglia) sia iniziato un po’ il suo declino, che oggi quasi tutti ammettono.

    I ruoli si assomigliano ai valori, e talvolta possono essere anche un poco “retorici”, ma l’esperienza insegna che in loro assenza le comunità vanno a perdere via via la propria identità e cominciano a “sfaldarsi”, questo è almeno ciò che mi sembra di osservare guardandomi in giro.

    Al di là degli aspetti etici e morali, per i quali ognuno di noi ha ovviamente il suo metro di misura, e la propria sensibilità, credo poi che una società si regga parecchio sugli “impegni” che i suoi componenti assumono reciprocamente, vedi i contratti di lavoro o quelli di affitto, e il vincolo del matrimonio, con tutti i suoi annessi e connessi come si usava dire, può rientrare a buon titolo in tale logica, che chiamerei “civica”, e che garantisce stabilità al sistema.

    Infine, mi pare che in questo difficile momento altre siano le priorità su cui concentrarsi, nazionali e internazionali, ossia quelle che abbiamo in casa e quelle che bussano alle nostre porte, ma forse io ragiono con una mentalità ormai sorpassata, che non riesce a mettere bene a fuoco i tempi presenti.

    Paolo B. 26.05.2015

  2. Beh, Mauro, dicendo che il Vaticano ti sembra su posizioni addirittura più avanzate del Parlamento italiano, pecchi di ottimismo… Diciamo, però, che effettivamente il fronte cattolico comincia a mostrare qualche crepa: non è più così compatto come fino a poco tempo fa e dà l’impressione di covare qualche fermento inatteso.
    E quando da queste prime crepe si aprirà una larga breccia (perché si aprirà, è inevitabile), nessuno – nemmeno il Prof. Avv. Sen. Carlo Giovanardi (è scritto proprio così sulla targa del suo studio a Modena) – potrà più opporsi a che tutti gli esseri umani abbiano piena e pari dignità proprio in virtù della loro natura di esseri umani.
    D’altra parte, il messaggio di Gesù Cristo è che Dio è Padre per tutti e non ha figli (etero) e figliastri (omo).

Lascia un commento