domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Draghi ottimista: “Stime Eurozona mai così positive”
Pubblicato il 22-05-2015


Mario Draghi“L’outlook dell’economia dell’area euro è oggi il migliore da sette lunghi anni”. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ripetendo il suo appello ai Governi dell’area euro perché realizzino, “il più presto possibile le riforme strutturali che possono aumentare il potenziale di crescita delle economie e che devono entrare nel Dna dell’eurozona”. Draghi ha anche auspicato che si raggiunga un adeguato livello di flessibilità delle economie nazionali nell’area dell’euro: una cosa che “dovrebbe fare parte del nostro Dna comune”.

Il presidente della Bce Mario Draghi intervenendo a Sintra in Portogallo ha parlato delle prospettive di crescita che sono migliorate. Ma la crescita ha spiegato, è destinata a
restare sotto i livelli pre-crisi e servono credibili riforme strutturali. “La politica monetaria – ha detto Draghi – sta facendo il suo lavoro nell’economia. La crescita è in ripresa. E le aspettative di inflazione sono migliorate dalla fase peggiore”. Tuttavia “una ripresa ciclica non risolve tutti i problemi dell’Europa”. “Non elimina – ha aggiunto Draghi – il debito che incombe su parte dell’Unione. Non elimina l’alto livello della disoccupazione strutturale che infesta molti paesi. E non elimina la necessità di perfezionare l’impianto istituzionale della nostra unione monetaria”.

Il numero uno della Bce Mario Draghi ha insistito sul fatto che l’Europa, pur essendo all’inizio di un ripresa pro-ciclica, deve accelerare le riforme struturali. “La nostra capacità di creare le condizioni per un durevole ritorno a alla stabilità e alla prosperità non può dipendere solo da politiche pro-cicliche, inclusa la politica monetaria, ma anche da politiche strutturali”. “Noi non insistiamo tanto sulle riforme strutturali – ha spiegato Draghi a Sintra – perché sono state ignorate. Al contrario grandi progressi sono stati fatti e abbiamo elogiato questi progressi laddove sono stati realizzati, Portogallo incluso”. “Pur essendo all’inizio di un ripresa ciclica, non c’è ragione di rinviare le riforme strutturali, anzi è un fattore di opportunità per accelerarle. Un complessivo pacchetto di riforme strutturali aiuterà quindi ad aumentare la resistenza e la crescita”.

L’avvio della ripresa per Draghi rappresenta una buona opportunità di introdurre riforme strutturali nel mercato del lavoro e dei prodotti, nel fisco e nella previdenza. Draghi cita poi una ricerca dell’Ocse secondo la quale l’introduzione di queste riforme potrebbero portare “a un miglioramento dell’11% del reddito pro-capite nei prossimi 10 anni”. In Spagna e Italia che “hanno riformato i loro mercati del lavoro e dei prodotti”, l’inflazione, nota Draghi, risponde meglio alle condizioni del ciclo.

Secondo Draghi occorre aumentare la capacita di “resistenza agli shock” dell’economia dell’Eurozona. “In termini di resistenza – ha spiegato – la capacità di ciascuna economia in un’unione monetaria a trovare velocemente gli aggiustamenti agli shock è essenziale per la stabilità dei prezzi e, col tempo, per la stabilità di lungo termine dell’unione”. Secondo Draghi questa flessibilità è dunque essenziale per un’unione monetaria. “Per questa ragione – ha aggiungto – rendere sufficientemente flessibile ogni economia nazionale dovrò entrare a far parte del nostro Dna. Deve diventare una funzione economica permanete per un partecipante all’economia dell’Eurozona, un po’ come i criteri di Copenhagen sono funzioni politiche permanenti dei membri dell’Ue”.

Ma nel frattempo scoppia una nuova grana per il governo a pochi giorni dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni costata 2,2 miliardi e che ha già bruciato le risorse del tesoretto. La Commissione europea infatti dice ‘no’ all’estensione del  meccanismo di ‘reverse charge’ alla grande distribuzione aprendo per il bilancio un nuovo ‘buco’ da 700 milioni. La Legge di Stabilità prevede che scatti in automatico una clausola di salvaguardia che aumenta l’accisa su benzina e gasolio a partire dal primo luglio. Ma dal Tesoro rassicurano che “c’è il fermo impegno del Governo” ad evitare che il rincaro scatti. Soddisfatta la Confindustria, che contro la misura aveva presentato un ricorso all’Ue. Resta invece ancora sotto esame il meccanismo dello ‘split payment’ – che dovrebbe assicurare oltre 900 milioni di euro di entrate – ma vi sono buone possibilità di un via libera.

 

LA DISOCCUPAZIONE IN EUROPA SECONDO I DATI EUROSTAT

Paesi con il più alto tasso di disoccupazione
1) Grecia: 25,7%
2) Spagna: 23,0%
3) Cipro: 16,0%
4) Portogallo: 13,5%
5) Italia: 13,0%

Paesi con il più basso tasso di disoccupazione
1) Germania: 4,7%
2) Austria: 5,6%
3) Lussemburgo: 5,7%
4) Malta: 5,8%
5) Estonia: 5,9%

Redazione Avanti!

 

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