lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Spagna al voto, tremano PP
e PSOE, domina l’incertezza
Pubblicato il 19-05-2015


Spagna-elzioni amministrativeA cinque giorni dal voto per le elezioni amministrative e regionali spagnole del 24 maggio pesa per la prima volta nella storia democratica del Paese una forte incertezza dovuta al numero estremamente alto di indecisi, fra il 30% e il 45%, secondo i sondaggi  pubblicati oggi da “El Pais”. Nella battaglia elettorale hanno fatto irruzione, cambiando le carte in tavola, due partiti entrambi eredi degli Indignados. ‘Podemos‘ di Pablo Iglesias e Ciudadanos di Albert Rivera, che domenica minacciano di scardinare lo storico bipartitismo, socialisti da una parte conservatori dall’altra, che ha governato la Spagna dalla morte di Franco.

Domenica gli spagnoli voteranno per il rinnovo di sedici assemblee o parlamenti regionali, con l’esclusione della Catalogna (dove si andrà alle urne il prossimo 27 settembre), Galizia e Paesi Baschi (dove si è votato, in entrambi i casi, nel 2012) e dell’Andalusia, che il 22 marzo scorso ha aperto la lunga campagna elettorale che culminerà con le elezioni generali del prossimo autunno. Il numero di incerti, stando a un sondaggio Cis (Centro Investigazioni Sociologiche) , tocca livelli senza precedenti. Varia a seconda delle regioni dal 31,7% registrato a Madrid (contro il 16% nel 2011) al 36,7% nella Comunità Valenciana (21,9%) o al 47% a Barcellona città (20,9%).

I due grandi partiti tradizionali,  il Pp del premier Mariano Rajoy e il Psoe di Pedro Sanchez in queste ore lanciano appelli al ‘voto utile’ per garantire la governabilità di città e regioni. Madrid e Barcellona appaiono in bilico. Nella capitale la candidata sindaco del Pp, la ‘dama di ferro’ dei popolari  Esperanza Aguirre, è tallonata dalla lista ‘Ahora Madrid’ guidata dalla ex-giudice Manuela Carmena, appoggiata da Podemos.  A Barcellona il sindaco uscente, il nazionalista catalano di Ciu Xavier Tras è invece minacciato dalla piattaforma ‘Barcelona en Comu’, sempre con l’appoggio di Podemos, di Ada Colau.

Il possibile scenario del dopo voto amministrativo e regionale che delineano i sondaggi è arduo da decifrare. L’assalto di Podemos e Ciudadanos a sinistra e al centro vede Madrid e Barcellona in bilico. Madrid potrebbe restare al Pp, ma costretto a una coalizione con Ciudadanos. Barcellona potrebbe passare per la prima volta nelle mani di una coalizione guidata da Podemos, che con la conquista della capitale catalana potrebbe interrompere il crollo nei sondaggi nazionali.

Il voto di domenica sarà una vera prova generale per le elezioni politiche di novembre che potrebbero cambiare il volto della Spagna. Il rischio vero è che si apra una fase di difficile governabilità, come sta accadendo in Andalusia, dove dalle elezioni di marzo la socialista Susana Diaz non riesce a ottenere l’investitura a causa di parlamento troppo frammentato.
Il caos andaluso, agita lo spettro di un Paese ingovernabile. Ma tutto è nuovo o quasi nella Spagna politica del 2015.

Laura Agostini

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