mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Europa, hic Rhodus, hic salta
Pubblicato il 26-05-2015


Dati univoci, e tutti nella stessa direzione. Prima la Grecia, di seguito il caso ucraino e l’assordante crisi mediterranea, dalla Siria alla Libia, poi il prepotente sfondamento elettorale di innumerevoli populismi di segno opposto disseminati in troppi paesi dell’Unione, poi l’assenza di una strategia per governare una lunga emergenza economica, quindi la figuraccia sui migranti, infine il voto in Spagna e in Polonia.
Una concatenazione di fatti nei quali si è manifestata la debolezza dell’Unione Europea. Nel rilancio dell’economia e nella politica estera. Quando si susseguono a cadenza perfetta avvenimenti che si rivelano di complicata gestione bisogna porsi una domanda: se sia o meno adeguata la ‘forma’ realizzata dell’Unione Europea. Hic Rodhus hic salta.
La Germania, con la sua potenza economica e la sua centralità politica, viene concepita come il problema. Forse.
Sta di fatto che la debolezza della costruzione risiede soprattutto nella fragilità di un patto fondativo rivelatosi inadeguato sia a fronteggiare uno stato di crisi eccezionale che a consentire all’Europa un ruolo da protagonista nella complessità planetaria.
Maastricht nasceva senza tener conto della caduta dell’impero sovietico. L’ingresso dei Paesi dell’est nell’Unione ha modificato la natura di quegli accordi. Globalizzazione e finanza hanno fatto il resto.
Quando, nel 1871, Disraeli assistette alla unificazione della Germania, commentò: ‘un evento politico più importante della rivoluzione francese’. Aveva ragione.
Ma se il sud dell’Europa non fa fronte comune e non impone un patto fondativo nuovo, l’Europa non ha futuro. Prigioniera delle sue divisioni e di un provincialismo letale, ostaggio di una Germania forte ma senza l’autorevolezza necessaria a ripetere ciò che gli Stati Uniti hanno rappresentato per questo continente, incerta e abbandonata dalla passione e dalla visione dei pionieri.
Hic Rodhus hic salta.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. L’Unione ha scarse probabilità di sopravvivenza. Ha perduto lo slancio politico e sopravvive in forza della sua sovrastruttura burocratica. Non c’è “verso” di farla riprendere.
    Paradossalmente la cartina di tornasole dell’Unione è rappresentata proprio dalla Grecia, un paese ridotto allo stremo dall’avidità e dalla miopia dei conservatori prima ed anche dai socialisti, poi.
    Esercitare una politica che proroga il credito alla Grecia, senza l’imposizione di politiche abiette, può aprire qualche spiraglio di stampo politico. Ma la politica trascende gli stati: ha bisogno di “forza politica”, di partiti europei consapevoli della bisogna.
    Se però non si esce dalla stupida politica di austerità degli stati e si ragiona in termini di “mors tua, vita mea”, poi va tutto a rotoli.
    Facendo così felici statunitensi ed inglesi…..

  2. Caro Segretario, osservo, con molta soddisfazione, che hai alzato il tiro al di sopra dei nostri, spesso, meschini litigi. Questo è un gran bene perché c’è un grande bisogno di ripensare il mondo moderno che evolve e cambia drammaticamente. Profondamente vero che mentre la Germania vuole dominare senza nulla o poco dare, gli americani agirono in maniera esattamente opposta. E’ partendo da questi grandi temi che dobbiamo rifondare il PSI. La direzione mi appare quella giusta.

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