mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Expo 2015. Calcio, musica, lirica e solidarietà
Pubblicato il 06-05-2015


Expo 2015Tutti per Expo, Expo 2015 per tutti. Questo potrebbe essere lo slogan che descrive la situazione che regna in queste ultime settimane, a partire dal momento inaugurale dell’esposizione tanto attesa da tutti appunto, vista come un’occasione imperdibile di crescita economica, di svolta per l’Italia, di redenzione da un momento di stasi del nostro Paese, in particolare dal punto di vista dell’occupazione. Un’opportunità da cogliere e ostentata quasi con orgoglio di fronte al mondo intero. In tv. Da diversi fronti e in differenti modi.

A partire dalla cerimonia trasmessa su Rai Uno il 30 aprile. ‘Expo 2015 – The opening’, questo il titolo della trasmissione condotta da Antonella Clerici e Paolo Bonolis, che ha mostrato in mondovisione il concerto d’apertura dell’esposizione universale di Milano 2015 (in diretta appunto da piazza del duomo di Milano). Tra gli ospiti Andrea Bocelli e il maestro Lang Lang. Ma non ha convinto. Forse troppa l’attesa e quando si tiene troppo a far bene in una circostanza, poiché rappresenta un momento cruciale, la pressione sale e si riesce in maniera meno convincente per la troppa apprensione e tensione che si sente e si respira. Onore al merito ai due abili conduttori, ma forse troppo tesi. Però ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di migliore.

Si è vista solamente musica lirica, mentre forse vi sarebbe dovuto essere più spazio per tutti i generi di melodia e diversi artisti internazionali. Una canzone ad hoc sarebbe dovuta essere scritta a nostro avviso. Si sarebbe dovuto far creare ad ogni nazione coinvolta dall’Expo un omaggio, una rappresentazione autodescrittiva o una piccola esibizione. Si sarebbero dovuti chiamare più esperti a discutere e spiegare (a partire da politici e istituzioni), come fatto in uno speciale del TG1. Insomma, a nostro avviso si sarebbe dovuta fare più quale una cerimonia d’apertura delle Olimpiadi. In fondo l’Expo è una prova per tutti gli Stati, almeno tanto quanto i Giochi olimpici. Bonolis è stato abile nel parlare in lingua per rivolgere il saluto iniziale a tutti.

Forse la Clerici è stata un po’ oscurata, mentre la sua solarità e freschezza avrebbe giovato alla trasmissione. Ma ha brillato per l’eleganza fine e sobria che ha ostentato con maestria, senza sfigurare affatto, perfettamente conforme alla circostanza. Bonolis ha sentito, come Antonella, l’importanza del ruolo e si è mantenuto su un tono serioso e casto, mentre avrebbe potuto servirsi meglio del suo abile humour per dare un accento più nuovo all’evento. Lui stesso aveva presentato il programma in onore dei cento anni del Coni, per riprendere l’esempio sportivo di Expo quale un’Olimpiade. Sebbene anche lì si fosse mantenuto sempre sobrio, contenuto, moderato, si era lasciato andare a volte a qualche passaggio più fruibile. Senza nulla togliere al valore dei presentatori, stimabilissimi, non a caso ne sono stati scelti due validi come loro per la circostanza, ma forse la Rai non ha saputo organizzare bene il programma. Non ha sfruttato abbastanza Rai International per organizzare una presentazione curiosa dei singoli padiglioni, con la storia, un aneddoto per ciascuno e magari una scena su ognuno di essi che sapesse colpire per originalità. Sembra tutto visto e rivisto, mentre c’è bisogno di inedito, nuovo. E poco l’entusiasmo trasmesso, quasi che l’enormità incombente della manifestazione intimorisse persino un po’ tutti. Forse l’attesa gigantesca nell’evento, impaurisce poiché un flop dell’Expo sarebbe fatale, per spese, costi economici, ma soprattutto danni di immagine e di investimenti da tutti i punti di vista.

Meglio è andata con la sorta di “Partita del cuore” pensata da Javier Zanetti, già da molto tempo prima in cui il progetto dell’Expo iniziasse a prendere piede in maniera più consistente. “Zanetti and Friends Match for Expo Milano 2015”, questo il nome della manifestazione sportiva messa in campo dal’ex giocatore dell’Inter, quest’anno ambasciatore all’Expo appunto.

Xavier Zanetti a Expo 2015

Xavier Zanetti a Expo 2015

Allo stadio Meazza, in nome della nutrizione infantile, campioni del calcio di ieri e di oggi si sono affrontati in un’amichevole a scopo benefico a favore della lotta per la nutrizione infantile, un diritto che dovrebbe essere universale e inalienabile. Se il tema della serata ha ripreso quello alla base di Expo, ovvero il binomio sport-alimentazione, conseguentemente il ricavato dei biglietti della partita sarà destinato, infatti, a favore delle fondazioni operanti sul territorio milanese per sostenere una serie di progetti destinati ai bambini e alle loro famiglie.

Sotto l’egida della mascotte di Expo Milano 2015 Foody, si è voluto coinvolgere anche e soprattutto le scuole. Agli studenti è stato dedicato un concorso per realizzare degli striscioni a tema cibo & alimentazione da portare allo stadio. La classe vincitrice ha sfilato con i giocatori e mostrerà il suo striscione. Non è mancata la musica de Il Volo e di Lorenzo Fragola. Ma lo spettacolo è stato dato da tanti campioni tutti uniti in nome di una causa solidale: da Roberto Baggio a Franco Baresi, passando per Hernan Crespo, Paolo Maldini, Christian Vieri e Gianluca Zambrotta. La squadra di Expo ha sfidato quella di P.U.P.I., la Onlus fondata da Zanetti e dalla moglie Paula e che opera nel settore della protezione dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Chapeau per Zanetti. Essere un vero campione è anche questo: sport e solidarietà per i diritti e cause umanitarie non sono mai banali. Anche questo ci racconta la persona e non il calciatore, o il personaggio pubblico e di prestigio, l’umanità di un uomo più che di una celebrità. Da loro devono venire esempi positivi del genere. Tra l’altro il 27 febbraio all’Auditorium Pirelli di Milano è stato presentato e trasmesso il docu-film basato sulla sua biografia ‘Zanetti Story: Capitano da Buenos Aires’, distribuito da ‘Nexo Digital’ in 250 sale cinematografiche italiane. Un racconto che ricorda quello de “Il mio amico Eric”, film del 2009 di Ken Loach, che vedeva la straordinaria partecipazione di Eric Cantona, che aiutava un suo ammiratore fedele a superare i suoi complessi e riprendere in mano la sua vita con positività appunto. Ai beniamini sportivi spetta anche questo.

Di sicuro, al di là delle cifre della partita, delle magli e dei goal dei giocatori, in ‘Zanetti and Friends Match for Expo Milano 2015’ a farla da padrona è stato il numero 45592 per fare una donazione alla Fondazione a partire da 2 euro. Qui di sicuro non c’è da risparmiare, anzi bisogna essere molto generosi. Mentre si deve lottare contro gli sprechi e abbondare con l’uso di materiali riciclabili ed ecosostenibili, come ha fatto una multinazionale icona dell’Expo: la Coca-Cola. Ha inventato la prima bottiglia di plastica PET completamente riciclabile prodotta con materiali di origine vegetale: la PlantBottle. Sarà fondamentale non adoperare tale bottiglia solo per la Coca-Coca, ma anche per confezionare bevande adatte agli sportivi, per rimanere in tema di sport appunto: integratori alimentari o acqua, o tutto quello che potrà essere un ulteriore sponsor sintomatico per l’obiettivo che si pone Expo e per l’indirizzo che ha voluto prendere, in linea con la sua mission. Coca-Cola, infatti, intendere estendere tale imballaggio a tutte le sue bottiglie entro il 2020. Un modo per dire che Expo deve continuare anche dopo l’ottobre di quest’anno quando terminerà, perché non sia un evento solo di qualche mese, ma un inizio, un input lanciato, raccolto per intraprendere un nuovo cammino, un nuovo percorso, per lanciare una nuova via da seguire per l’umanità.

Barbara Conti 

 

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