domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Flexicurity. Se il buondì si vede dal mattino…
Pubblicato il 15-05-2015


Assessorato al LavoroFlexicurity, sembrava una parola magica. In effetti la magia di questa bella parola con cui è stato chiamato un piano dell’Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna, mirato alla ricollocazione dei 4 mila lavoratori che fuoriescono dal bacino degli ammortizzatori con decorrenza dal 1 Settembre 2014, si è dissolta nel nulla nel corso dei tre incontri di presentazione del programma FES – Por Sardegna 2007/2013 e 2014/2020, avvenuti negli ultimi 15 giorni a Cagliari.

Intanto è importante sottolineare che il programma è stato presentato in pompa magna, che tutti erano presenti, autorità ecclesiastiche, marittime, agenzia del lavoro regionale (organizzatori) stampa, addetti ai lavori (imprese e aziende), etc., tutti presenti e hanno parlato tutti tranne che i diretti interessati che attualmente brancolano nel buio più assoluto. A rigore di logica gli incontri andavano rivolti ai lavoratori interessati per dar modo loro di poter intervenire, (ma, si sa, scontrarsi con chi vive la realtà quotidiana non è un buon affare per chi fa politica) porre interrogativi, anche vista la notevole difficoltà e comprensibilità delle linee guida allegato all’avviso pubblico “Flexicurity. Linee guida” in perfetto linguaggio burocratese. Invece no.

I lavoratori sono stati e sono come sempre esclusi e i pochi che hanno potuto partecipare, quasi da infiltrati e sentendosi gli occhi puntati addosso come se fossero intrusi in una festa a invitati, hanno anche dovuto scontrarsi con la palese insofferenza di un funzionario dello staff dell’Assessorato al lavoro che alla loro vista ha esclamato – “ah, ma anche qui questi?”. Sì, anche qui, perché, scusi, dove vuole che debbano andare un gruppo di lavoratori sfortunati che da 16 mesi subiscono il ritardo dell’erogazione della mobilità in deroga, che per mesi hanno subito gli annunci di partenza del bando flexicurity destinato al bacino dei 4 mila fuori dagli ammortizzatori sociali? Dove vuole che vadano per informarsi sul loro destino deciso da altri?

Ciò premesso, dopo aver seguito attentamente le “chiacchiere” enfatiche e aver visto i visi soddisfatti dei partorienti il progetto, dopo aver visto i visi annoiati dei molti invitati illustri non direttamente coinvolti nel programma, ci pare doveroso segnalare i nostri dubbi nel merito e formulare alcune domande perché, se il buon giorno si vede dal mattino…, il flexicurity altro non è che il fratello maggiore del mal riuscito garanzia giovani del quale anche lo stesso ministro Poletti, in collegamento diretto via “Skype” agli uffici del Ministero del Lavoro di via Veneto in Roma, ha ammesso che qualcosa non va, facendo intendere di non difenderlo più a spada tratta il gioiellino del governo Renzi. Tutto ciò, nel giorno dell’ evento “Sardinian Job Day” – “un’ esperienza molto discussa dalle cui criticità stiamo imparando, il resto sono polemiche che non mi interessano”. Ebbene in tutto questo, torniamo a dire, se il buon giorno si vede dal mattino…, sappiamo che il portale sardegnatirocini.it è stato inutilizzabile da tutto il giorno 10/05 fino al 12/05. Le procedure di registrazione al portale iniziate dai lavoratori il 10/5 non sono andate a buon fine visto che nessuno riesce ad accedere con le credenziali inserite: ad alcuni non è arrivata la mail di conferma, ad altri non riconosceva le password correttamente inserite.

Il sistema non traccia i percorsi, nessun segnale nel format che indica che le fasi di registrazione sono 3, e bisogna completarle tutte per poter spedire il cv alle aziende: dopo aver confermato la mail sulla homepage bisogna completare la sezione dati personali allegando documento di identità e cv europeo con foto e attribuirsi il profilo tirocinante. Le linee guida per la registrazione sono complesse, troppo per la maggior parte dei destinatari, spesso 50enni e oltre, poco pratici di procedure informatiche. Anche quelle per la redazione del progetto non sono una passeggiata. Tutte le fasi della procedura di tirocinio , la candidatura, il progetto, le autorizzazioni deve essere fatta sul portale sardegnatirocini.it, quindi chi non ha pc e connessione, dovrà rivolgersi a qualcuno… gratis o no . L’elenco dei nominativi è visibile a chiunque non solo alle aziende. Quindi chiunque può accedervi, anche per sbaglio, e prendere visione del lungo interminabile elenco di 4 mila lavoratori che nei tre anni precedenti sono stati beneficiari dell’indennità di mobilità in deroga. Nome, cognome, data di nascita e codice fiscale.

Oltreché la palese violazione della privacy queste persone potrebbero esser oggetto di furto di dati personali riservati. Negli elenchi compaiono persone già pensionate. Nell’elenco mancano persone, in particolare quelle fuoriuscite dalla mobilità in deroga in precedenza autorizzata dal ministero del Lavoro e non dalla Regione Sardegna, perché l’azienda aveva sedi in più regioni italiane, (es. ‘Tributi Italia’, ‘Electa spa’). Non tutti i datori di lavoro possono attivare i tirocini. Bonus, chi lo richiederà? Alla richiesta, fatta sempre sul portale, deve essere obbligatoriamente allegata una garanzia fideiussoria, stipulata a favore dell’Agenzia, rinnovabile e di natura irrevocabile, incondizionata ed escutibile a semplice richiesta dell’Agenzia stessa. Tale documentazione, entro i termini indicati dovrà essere inviata, firmata in ogni sua parte, corredata del documento di identità del firmatario e scansionata, via pec all’Agenzia. La durata della fideiussione dovrà coprire un arco temporale che va dalla richiesta di erogazione fino a 6 mesi successivi alla durata del contratto per cui si richiede l’incentivo. Nel caso di contratto a tempo indeterminato la durata del contratto viene equiparata a quella di un contratto a 12 mesi. L’importo deve essere pari al 100% dell’incentivo stesso maggiorato della somma dovuta a titolo di interesse legale annuo vigente. (quindi 4.000, 6.000, 7.500 eu + interesse legale 0,5%). La fidejussione può essere bancaria o in forma di polizza assicurativa, rilasciata esclusivamente da:

– banche di cui decreto legislativo 1 settembre 1993 n. 385 e ss.mm.ii

– imprese di assicurazioni debitamente autorizzate all’esercizio del ramo cauzioni, ai sensi del t.u. delle leggi

sull’esercizio delle assicurazioni private approvato con DPR 13 febbraio 1959, n.449 e ss.mm.ii, e ricomprese nell’elenco annualmente redatto dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, recante le società obbligate a prestare fideiussioni a titolo di cauzione, nei confronti dello stato e di altri enti pubblici;

– intermediari finanziari di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993 n. 385 e ss.mm.ii. a ciò abilitati.

Verificata la regolarità della documentazione trasmessa l’Agenzia procederà alla liquidazione dell’incentivo. Quindi l’incentivo deve essere garantito dal datore di lavoro a priori. L’Impresa beneficiaria che verrà ammessa al contributo ha l’obbligo di adempiere a quanto stabilito dall’Avviso e dalla domanda di ammissione all’incentivo presentata e approvata. Il beneficiario ha inoltre l’obbligo di inviare via pec, come già indicato all’art. 8.1 del presente Avviso, la “Nota di adesione” (sottoscritta e corredata del documento di identità del sottoscrittore) che contenga le seguenti dichiarazioni di impegno a:

– non risolvere anticipatamente il rapporto di lavoro oggetto del contributo, se non per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo o conseguentemente alle dimissioni del lavoratore;

– applicare nei confronti del personale dipendente il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore di riferimento, gli accordi e contratti collettivi nazionali nonché quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti;

– applicare la normativa vigente in materia di lavoro, sicurezza ed assicurazioni sociali obbligatorie, nonché rispettare la normativa in materia fiscale;

– non superare, mediante aiuti concessi sulla base del de minimis, il massimale d’importo previsto per l’anno finanziario in corso al momento della presentazione della domanda di assegnazione e i due esercizi finanziari precedenti;

– conservare tutta la documentazione di spesa per almeno 10 anni ed esercizi finanziari dalla concessione

dell’ultimo aiuto individuale a norma dei presenti regimi e, in ogni caso, per i tre anni successivi alla chiusura del POR FSE Sardegna 2007-2013, così come indicato all’art. 90 del Reg. (CE) 1083/06 e successive modifiche,nonché nel rispetto di quanto stabilito all’art. 140 del Reg. (CE) 1303/2013 nei casi di finanziamento a valere sul POR FSE 2014-2020;

– consentire ai preposti organi di controllo della Regione, anche tramite altri soggetti appositamente incaricati,dell’Unione Europea, dello Stato, in qualsiasi momento ogni verifica, ex-ante, in-itinere, ex-post, volta ad accertare la corretta realizzazione delle attività;

– fornire, secondo le modalità stabilite dalla Regione, tutti i dati finanziari e fisici, nonché ulteriori informazioni ritenute utili ai fini del controllo, monitoraggio e valutazione in itinere ed ex post, attinenti la realizzazione delle azioni oggetto di contributo e, comunque, entro 15 (quindici) giorni dalla eventuale richiesta dell’Amministrazione su carta e/o supporto informatico, nelle forme e modalità stabilite dalla normativa vigente.

L’Amministrazione, unitamente agli altri organismi regionali, nazionali e comunitari competenti, potrà effettuare, in qualsiasi momento, verifiche volte a controllare la corretta gestione amministrativa e contabile delle attività;

– presentare la documentazione richiesta nei tempi e nei modi previsti dall’avviso;

– trasmettere i dati relativi al monitoraggio finanziario, fisico e procedurale alle scadenze stabilite dall’Amministrazione e attraverso il sistema informatico SIL-FSE,

– comunicare tutte le informazioni ed i dati richiesti per consentire le attività di controllo e monitoraggio;

– adempiere agli obblighi di informazione e pubblicità previsti dalla normativa di riferimento.

Sarà disposta la revoca totale dell’Aiuto, con restituzione di quanto già percepito, nei seguenti casi:

a) perdita di uno o più requisiti su cui si è basata l’ammissione al finanziamento;

b) mancata osservanza degli obblighi stabiliti nel presente avviso e contenuti nella nota di adesione;

c) documentazione presentata dall’Impresa beneficiaria, o relative dichiarazioni, irregolari, false o incomplete;

d) licenziamento, per ragioni diverse dalla giusta causa o dal giustificato motivo soggettivo, dei lavoratori interessati;

e) violazione delle norme sul cumulo degli Aiuti stabilite nel de minimis, nel Reg. 651/2014 e nell’avviso;

f) mancato invio della nota di adesione;

g) mancato invio, nel termini previsti, della richiesta di erogazione secondo quanto disposto dall’Art. 8.2 dell’avviso.

Sarà disposta la revoca parziale dell’Aiuto, che comporterà la rideterminazione del contributo, nei seguenti casi:

• cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni, morte, pensionamento o licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo ai sensi della normativa vigente;

• riduzione dell’orario di lavoro e/o della durata del contratto rispetto a quanto dichiarato nella Domanda di contributo;

• rendicontazione non sufficiente a giustificare l’intero ammontare del contributo.

Se il buon giorno si vede dal mattino…, anche il fratello minore del ‘Garanzia Giovani’, detto Flexicurity, in futuro potrà dirsi – “un’esperienza molto discussa dalle cui criticità stiamo imparando”

Antonella Soddu

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