lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Accordo Usa-Turchia contro Assad mentre l’Isis avanza
Pubblicato il 25-05-2015


Turchia-Erdogan-IsisDopo i primi tentennamenti che facevano prefigurare un’apertura degli Usa sul presidente Assad, gli americani ci ripensano e si alleano con i turchi contro il regime siriano. Turchia e Stati Uniti, infatti, hanno raggiunto un accordo per garantire l’appoggio di forze aeree a parte dell’opposizione siriana. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, in un’intervista al quotidiano “Daily Sabah”. “Abbiamo iniziato le attività di addestramento dei ribelli moderati siriani – ha spiegato Cavusoglu – ma una volta che saranno formati dovranno avere supporto aereo”. Cavusoglu ha sottolineato che si tratta di un “accordo di principio”, senza fornire dettagli su come si concretizzerà il programma di supporto aereo. “Spetta alle forze armate deciderlo”, ha detto il titolare degli Esteri turco. In realtà, non si tratta di una sorpresa, in quanto già pochi giorni fa, in Turchia sono arrivati 123 soldati americani per addestrare i ribelli moderati siriani che combattono contro le forze del presidente siriano Bashar al-Assad. A riferire i dettagli di questo “sbarco” ci ha pensato il quotidiano Hurriyet, spiegando che 80 militari Usa hanno raggiunto la base aerea di Adana, mentre altri 23 sono stati trasferiti nella base di Hirfanli, nella provincia di Kirseir (Anatolia centrale).
Resta il problema centrale di un Isis in netta avanzata e combattuto dai curdi contrastati da Erdogan che porta a una confusione e una mescolanza di alleanze. Gli equilibri mediorientali si stanno scuotendo sotto l’avanzata dei vessilli neri del Califfato, adesso restano gli interrogativi su cosa faranno gli iraniani, temuti dai turchi, che hanno sempre appoggiato il regime di Assad, mentre tra Iran e Usa si dovrebbe concludere entro la fine di giugno un negoziato decennale per circoscrivere e sorvegliare i programmi nucleari di Teheran. Senza dimenticare il ruolo dell’Iraq, che però si ritrova, oltre alle milizie del Califfato in casa, anche le bombe della coalizione internazionale e le accuse americane secondo le quali le forze armate di Bagdad non hanno voluto ostacolare la presa di Ramadi da parte dell’Isis. In tutto questo non manca lo sconvolgimento delle storiche alleanze degli Usa, da una parte Israele ormai ai ferri corti con Ankara, dall’altra l’Arabia Saudita, che sta iniziando a prendere le distanze da una Washington sempre più “vicina” a Teheran.
Su tutto l’Isis che si alimenta proprio di queste continue tensioni, come i quattro anni di guerra civile in Siria.

Maria Teresa Olivieri

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