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Opinioni e commenti
 

Il primo maggio tra i socialisti
Pubblicato il 01-05-2015


Ho festeggiato il primo maggio assieme ai compagni di Pianoro, provincia di Bologna, che hanno organizzato, come ogni anno, una simpatica cerimonia per l’occasione. Grazie a Paolo Lorenzini, Daniele Mignogna, Mauro Ottavi e tanti altri bravi socialisti, ho potuto riabbracciare Franco Piro, diventato recentemente ancora papà. Il salone era stracolmo e il pranzo delizioso, cucinato, come ai bei tempi, dalle compagne del luogo. Un sentito ritorno alle meravigliose e rimpiante feste dell’Avanti.

L’ho fatto volentieri per celebrare una festa che è socialista e per celebrare l’Avanti che di questa festa è stato sempre lo specchio. Piro ha ricordato la storia del primo maggio che venne proclamato ufficialmente dall’Internazionale socialista per ricordare i morti di Chicago che manifestavano per le otto ore di lavoro. E la questione delle otto ore venne lanciata in Europa come parola d’ordine a partire dal 1890. Durante il fascismo la festa del primo maggio venne abolita e trasferita al 21 aprile, Natale di Roma. Poi, dal 1945, riprese, macchiato dopo due anni dal sangue dell’eccidio di Portella della Ginestra.

Oggi l’Italia attraversa una fase difficile. L’articolo uno della Costituzione ricorda che la nostra repubblica è fondata sul lavoro. Invece il nostro Paese conta ancora il 43 per cento di disoccupazione giovanile e oltre il 13 per cento di disoccupazione generale. Il dato non inizia a calare nonostante gli sforzi del governo. Tutto deve essere subordinato ad affrontare questa emergenza. È giusto varare provvedimenti che, al di fuori del dogmatismo e della rigidità, possano rendere più agevole le assunzioni.

I socialisti devono lanciare oggi la parola d’ordine della cogestione. Come in Germania la cogestione deve mettere i lavoratori nella condizione di decidere del futuro delle aziende. Con responsabilità e senso di appartenenza. Non capisco perché il movimento sindacale non faccia sua questa battaglia. Che tutelerebbe i diritti dei lavoratori più della difesa ad oltranza dell’articolo 18. Che è di civiltà, di libertà, di umanità. Che si inscrive nella luminosa storia dei nostri tanti primi di maggio.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Mauro, sono stanco ormai di commentare, in genere, te ne sarai accorto.
    Condivido questa tua riflessione sul primo maggio, la tua posizione sull’articolo 18 e tante altre cose.
    Ora siamo impegnati a dare una mano a Maurizio Viaggi, nostro candidato alle Regionali e so che ti sei reso disponibile ha partecipare ad alcune nostre iniziative. Grazie per la tua disponibilità. Ti esorto ad impegnarti il più presto possibile, in una campagna a sostegno di una politica chiara, trasparente, realistica del Partito per por fine a quel canaio che si è scatenato in questi giorni, in particolare su Facebook contro e pro la posizione di Nencini e dei nostri parlamentari, in merito alla legge elettorale.
    Un caro saluto, a presto.

  2. Caro Mauro, sono totalmente d’accordo con la tua proposta.
    Temo che i sindacati, tutti ormai, non abbiano intenzione di accoglierla. Temono di avere le “mani legate”. Sarebbe necessaria una presa di posizione politica, una proposta di legge.
    I nostri parlamentari potrebbero farsene carico in questo modo comincerebbe almeno il dibattito su un tema concreto.

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