venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Impresentabili. Critiche alla gestione dell’Antimafia
Pubblicato il 28-05-2015


Rosy Bindi-Black list-regionaliLa campagna elettorale per le regionali entrano nel vivo, al punto che si passa direttamente ai contraccolpi, decisi e diretti. Se il partito alle redini del Governo, il Pd, fino a poco tempo fa era ottimista, ora deve vedersela con partiti e movimenti sempre più agguerriti. L’ultima mossa targata “cinquestelle” è quella sulla lista dei cosiddetti “impresentabili”, un calderone di candidati, indagati, rinviati a giudizio e imputati. Alcuni nomi, quattro della regione Puglia, sono “fuoriusciti” da uno dei membri della Commissione parlamentare antimafia, nonché parlamentare del M5S. Subito dopo la “furia” del Presidente della Commissione, Rosy Bindi, e la decisione di rimandare la pubblicazione a venerdì. Un vero pasticcio, nel quale restano imbrigliati non solo i partiti che hanno tra i loro candidati appartenenti alla Black list, ma anche i candidati stessi. A due giorni dal voto quest’ultimi non potranno controbattere, né difendersi, se eletti si porrebbe la questione della legge Severino e in ogni caso a uscirne sbiadita è l’immagine delle Istituzioni. E a uscirne vittoriosa sarebbe anche una volta l’antipolitica.

“Domani si riunirà la Commissione antimafia in plenaria e discuteremo della questione degli ‘impresentabili’. Fino ad ora la gestione della vicenda è stata tutta nelle mani della presidente Bindi. Dispiace essere arrivati a ridosso del voto e quello che è certo è che se siamo a questo punto qualcuno se ne dovrà assumere la responsabilità”. Ha detto il segretario della Commissione antimafia Marco Di Lello, presidente dei deputati Psi. La questione del rimando della “black list” sta portando al discredito, senza avere peraltro alcune prove, verso i candidati dei poli maggiori.

“Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto”, sostiene Marco Travaglio. Ma il giornale da lui diretto stavolta ha fatto un passo in più, passando ad “azzannare”, cioè all’attacco diretto e, per “dovere” di cronaca, arriva a stilare un elenco e un resoconto (più o meno personale), dei candidati impresentabili. Un elenco che arriva a 31 candidati, tra loro ben 19 sarebbero campani, e secondo la lista de Il Fatto, ci sarebbero anche 6 candidati alla carica di governatore, 4 di centrosinistra (Vincenzo De Luca in Campania, Raffaella Paita in Liguria, Francesco Acquaroli nelle Marche ed Enrico Rossi in Toscana) e 2 di centrodestra (Adriana Poli Bortone in Puglia e Gian Mario Spacca nelle Marche). Per quanto riguarda la Regione nel mirino, la Campania, dei 19 campani, 4 sono della coalizione del centrosinistra e 15 invece a sostegno del governatore uscente Stefano Caldoro.

fatto listaMa a scorrere la lista ci si accorge però che si tratta per lo più di indagati e imputati, senza contare che, quelli de Il Fatto, inseriscono tra gli impresentabili campani anche Enricomaria Natale, colpevole di essere “figlio” di un prestanome.
Ma a preoccupare seriamente è ancora una volta proprio la Campania, dove resta l’incognita in caso di elezione di Vincenzo De Luca, se pur eletto, la regione sarebbe costretta ad aspettare del percorso giudiziario (appelli compresi) prima di poter vedere un presidente all’opera. Ieri intanto l’ex sindaco di Salerno è tornato a difendersi: “Sono stato condannato per aver nominato, otto anni fa, un tecnico del Comune chiamandolo project manager anziché coordinatore di un gruppo di lavoro, un reato linguistico… […] Se pensano di fermarmi con queste imbecillità… se lo mettano in testa… mi devono solo sparare in testa”.

Liberato Ricciardi

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