sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Inps. Indennità di disoccupazione ai co.co.co.
Pubblicato il 07-05-2015


Via libera al meccanismo per poter ottenere la nuova indennità di disoccupazione riservata ai lavoratori collaboratori, denominata “Dis-Coll”. Con la circolare n.83, pubblicata il 27 aprile, l’Inps chiarisce le modalità e i tempi per poterla chiedere e ottenere. Il documento dell’Istituto appena emanato fa riferimento al Decreto legislativo n. 22/2015 – che dispone il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati – e, in particolare, all’art. 15 che istituisce la disciplina della nuova indennità di disoccupazione mensile denominata – per gli eventi di cessazione dal lavoro verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015.

La neo misura è rivolta in particolare ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps, non pensionati e privi di partita Iva, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. La stessa informativa interna dell’Ente, inoltre, precisa che – per gestire le cessazioni del rapporto di lavoro intervenute dal 1° gennaio 2015 alla data di pubblicazione della circolare – il termine di 68 giorni per la presentazione della domanda decorre dalla data di pubblicazione della medesima comunicazione: in questo caso l’ultimo giorno utile per l’inoltro della relativa istanza è il 4 luglio 2015 (68 giorni a partire dal 27 aprile). L’Inps, infine, opportunamente rende noto che il servizio per la trasmissione telematica della richiesta di Dis-Coll sarà messo in linea l’11 maggio 2015. Fino a tale data l’Istituto accetterà le domande, provenienti da parte del cittadino o degli Enti di Patronato, in forma cartacea. Gli interessati potranno comunque scaricare l’apposito modulo disponibile sul sito web dell’Ente nella sezione “Moduli” > “Prestazioni a sostegno del reddito”, e consegnarlo direttamente, o per il tramite di un Ente di Patronato, alla propria Agenzia Inps di appartenenza oppure inviarlo tramite Pec indirizzata alla Struttura Inps territoriale competente per residenza del lavoratore.

Naspi. In vigore da maggio la nuova indennità di disoccupazione

Gli eventi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro dipendente che si verificheranno a decorrere dal 1° maggio 2015 in poi sono tutelati dalla nuova indennità economica di disoccupazione mensile denominata “Nuova prestazione di Assicurazione sociale per l’Impiego (Naspi)”. Con il messaggio del 30/04/2015 n. 0002971, l’Inps ha opportunamente precisato i requisiti e le modalità per poter beneficiare della neo misura di sostegno al reddito. La Naspi è in particolare rivolta ai lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito con la medesima un rapporto di lavoro in forma subordinata e il personale artistico con contratto di lavoro dipendente. Non si applica, invece, ai lavori dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e agli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato. Per il diritto al nuovo trattamento numerario i lavoratori dipendenti devono essere in stato di disoccupazione, far valere almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione e trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per ottenere la prestazione deve essere inoltrata apposita domanda all’Inps entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, a pena di decadenza. Tale nuova indennità economica, istituita dall’art. 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, sostituisce gli assegni di disoccupazione Aspi e miniAspi, che tuttavia rimangono in vigore per la tutela degli eventi di cessazione involontaria dal rapporto di lavoro che si sono verificati fino al 30 aprile 2015. A partire dal 1° maggio 2015, per gli eventi di disoccupazione rientranti nella nuova disciplina è quindi possibile presentare la richiesta di Naspi esclusivamente in via telematica, attraverso il sito web dell’Istituto di previdenza www.inps.it (direttamente da cittadino in possesso del Pin dispositivo Inps); o tramite patronato (che, per legge, offre assistenza gratuita ai lavoratori); oppure facendo ricorso al Contact Center Integrato Inps Inail (chiamando da rete fissa il numero gratuito 803 164 o il numero 06164164 da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore). La disciplina di dettaglio verrà prossimamente resa nota con una circolare applicativa di imminente pubblicazione.

Ma come si fa ad individuare l’entità della prestazione economica che compete ai nuovi disoccupati? Di seguito riprendiamo quanto già riportato in una precedente rubrica per fornire nuovamente una piccola, breve guida per riuscire a calcolare l’importo spettante.

Naspi 2015 Inps, come determinare l’indennità

Il procedimento per la determinazione dell’importo Naspi da attribuire ai richiedenti non è molto semplice, ma conoscerne il metodo può servire a farsi un’idea di quanto un soggetto disoccupato potrebbe percepire a partire dal mese di maggio. La prima cosa da fare e individuare la retribuzione media settimanale del lavoratore negli ultimi quattro anni. La cifra ottenuta va moltiplicata per un coefficiente fisso, ovvero 4,33. Il risultato di questo computo è lo stipendio di riferimento per computare la Naspi. Se l’importo è pari o inferiore a 1.195 € (lordi), il sussidio corrisponderà al 75% di questo importo. Se invece lo supera, corrisponderà al 75% di 1.195 € più il 25% della cifra in eccesso. L’importo massimo della prestazione di disoccupazione Naspi è fissato in 1.300 euro ed ha una durata massima di due anni. A decorrere dal quarto mese però, l’importo sarà ridotto progressivamente del 3% ogni 30 giorni. E’ possibile anche avere tutta la somma spettante in un’unica soluzione.

Calcolo Naspi, esempio operativo

Un lavoratore che ha guadagnato per i precedenti quattro anni 12.500 euro, avrebbe una retribuzione settimanale di 240 euro (12.500/52 settimane) che, moltiplicata per il coefficiente fisso, equivale ad un importo di 1.040 euro. L’assegno Naspi concedibile in questo caso si attesterà al 75% di questa cifra, per cui ammonterebbe a circa 780 euro. Questo per i primi tre mesi. Dal quarto in poi interverrà la decurtazione mensile del 3 per cento. Un lavoratore che ha invece percepito negli ultimi quattro anni un totale di 100mila euro, otterrebbe una retribuzione media di 480 euro. Questa, moltiplicata per il coefficiente fisso, corrisponde ad un importo di 2.080 euro circa, quindi superiore ai 1.195 euro. In questa ipotesi, per conteggiare l’assegno Naspi bisognerà fare il 75% di 1.195 euro (896 euro), più il 25% dell’importo restante (220 euro) . L’assegno Inps Naspi dei primi 3 mesi da mettere in pagamento, sarà pertanto dato dalla somma di queste due risultanze.

-43,8% rispetto a marzo 2014. Cassa integrazione marzo 2015

Nel mese di marzo 2015 sono state autorizzate complessivamente 61,6 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (CIG), con una diminuzione del 43,8% rispetto a marzo 2014, mese nel quale le ore autorizzate sono state 109,7 milioni. Anche nel confronto con il mese di febbraio 2015 i dati destagionalizzati evidenziano una diminuzione, con una variazione congiunturale del -5,9%, per il totale degli interventi di cassa integrazione. Dall’analisi nel dettaglio dei dati di marzo 2015 emerge che le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (CIGO) sono state 22,6 milioni. Nel mese di marzo 2014 erano state 27,4 milioni: si e’ quindi registrata una diminuzione tendenziale del 17,6%. In particolare, la flessione è stata pari al 15,2% nel settore Industria e al 23,5% nel settore Edilizia.

Le variazioni congiunturali CIGO calcolate sui dati destagionalizzati registrano, rispetto al precedente mese di febbraio 2015, un aumento dell’11,1%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria (CIGS) autorizzate a marzo 2015 è stato di 36,5 milioni, con una riduzione del 31,4% rispetto a marzo 2014, nel corso del quale sono state autorizzate 53,2 milioni di ore. Rispetto a febbraio 2015 si registra una variazione congiunturale, calcolata sui dati destagionalizzati, pari a -8,0%. Infine, per quanto riguarda gli interventi in deroga (CIGD) – che come noto risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti – le ore autorizzate a marzo 2015 sono state pari a 2,6 milioni, con un decremento del 91,2%, rispetto ai 29,1 milioni di ore autorizzate nel mese di marzo 2014. La destagionalizzazione dei dati, in questo caso, mostra una variazione congiunturale pari al -49,1% rispetto al precedente mese di febbraio 2015.

Passando all’analisi dei dati relativi alla disoccupazione, si ricorda che dal 1° gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove prestazioni ASpI e mini ASpI. Pertanto, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria mentre, per quelli avvenuti dal 1° gennaio 2013, le domande sono classificate come ASpI e mini ASpI. Nel mese di febbraio 2015 sono state presentate 86.849 domande di ASpI, 27.834 domande di mini ASpI, 300 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 4.536 domande di mobilità, per un totale di 119.519 domande, il -17,1% rispetto alle 144.231 del mese di febbraio 2014. Alla sintesi dei dati qui fornita, si allega il file più completo, che offre un “focus” sulla diversa tipologia di interventi, un’analisi per ramo di attività economica e un’analisi per regione ed area geografica.

Carlo Pareto 

 

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