domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Disoccupazione, breve vademecum sulla nuova prestazione
Pubblicato il 25-05-2015


La Naspi è una prestazione economica istituita per gli eventi di disoccupazione che si verificano a partire dal 1° maggio 2015 (quelli intervenuti precedentemente restano regolati dall’attuale sistema di ammortizzatori sociali) e che sostituisce l’indennità di disoccupazione ordinaria Aspi e Mini-Aspi. E’ stata istituita dal decreto legislativo numero 23/2015, attuativo della legge Delega 183/2014, con cui si provvede al riordino degli ammortizzatori sociali.

A chi è destinata. La Naspi può essere erogata nei confronti dei lavoratori privati dipendenti (con l’esclusione dei lavoratori agricoli per i quali restano in vigore le attuali tutele) e dei lavoratori a tempo determinato del settore pubblico.

Le condizioni richieste. La Naspi spetta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente l’occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti: a) stato di disoccupazione involontaria; b) almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la disoccupazione; c) almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione. Possono fruire della Naspi anche i lavoratori che si sono dimessi per giusta causa e coloro che abbiano risolto consensualmente il rapporto di lavoro nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione.

Il rendimento. L’importo della Naspi sarà rapportato alla retribuzione imponibile previdenziale (quella, cioè, su cui sono stati versati i contributi) degli ultimi quattro anni. Infatti, l’importo sarà pari a tale retribuzione divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33, con i seguenti limiti:

– se la retribuzione non supera i 1.195 euro mensili (dato valido per il 2015 da rivalutare annualmente), l’indennità mensile sarà pari al 75% di tale retribuzione;

– se supera i 1.195 euro mensili, l’indennità mensile sarà pari al 75% della retribuzione più il 25% della differenza tra retribuzione e la soglia 1.195. L’indennità mensile, in ogni caso, non potrà superare 1.300 euro mensili (dato per il 2015 da rivalutare). Dal quarto mese di fruizione l’indennità è ridotta del 3% al mese (il cd. decalage).

Durata. La Naspi non avrà durata prefissata: spetterà, infatti, per un numero di settimane pari alla metà di quelle di contribuzione accreditate al lavoratore negli ultimi quattro anni. Quindi può durare sino ad un massimo di 2 anni. Per gli eventi di disoccupazione intervenuti dal 1° gennaio 2017 non potrà mai eccedere le 78 settimane (18 mesi).

Termini. Per conseguire l’ammortizzatore sociale sarà necessario presentare domanda all’Inps entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. L’erogazione della Naspi, inoltre, sarà condizionata alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale anche se si rimanda ad un decreto ministeriale la regolazione di questo vincolo e delle relative sanzioni.

Compatibilità con lavoro dipendente. Il beneficiario può essere impiegato in rapporti di lavoro subordinato senza limiti di durata purché il reddito conseguito non sia superiore a quello minimo escluso da imposizione fiscale (cioè 8mila euro). Se il reddito è inferiore, il lavoratore mantiene il diritto alla prestazione, a condizione che, entro un mese dall’inizio dell’attività, comunichi all’Inps il ricavato annuo che prevede conseguire. In tale circostanza la prestazione viene diminuita di un importo pari all’80 per cento dei compensi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio delle attività e quella di conclusione del periodo di fruizione della prestazione, se antecedente, alla fine dell’anno. La riduzione è oggetto di conguaglio d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il limite di 8mila euro può essere superato senza dar luogo a decadenza solo laddove il beneficiario risulti occupato in un contratto di lavoro subordinato di durata massima di 6 mesi. In tal caso l’assegno viene però sospeso per il periodo lavorativo in parola.

Compatibilità con lavoro autonomo. La Naspi nel caso in cui il lavoratore, durante il periodo in cui percepisce la Naspi, intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricavi un reddito inferiore al limite di reddito che consente la conservazione dello stato di disoccupazione (cioè 4.800 euro annui), deve comunicare all’Inps entro un mese dall’inizio dell’attività, il reddito annuo che prevede di ricavare. In tal caso, la misura della Naspi è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento della prestazione o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi sulla base del reddito effettivamente percepito e risultante dalla dichiarazione dei redditi stessa. I lavoratori per i quali non sussiste l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi sono tenuti a presentare all’Istituto di previdenza un’apposita dichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma entro il 31 marzo dell’anno successivo. Nel caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la Naspi ricevuta dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

Soluzione una tantum. Per favorire l’autoimpiego e l’auto-imprenditorialità è possibile richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell’importo complessivo del trattamento a cui l’interessato avrebbe avuto diritto e che non gli è ancora stato erogato, al fine di avviare un’attività di lavoro autonomo o un’attività di impresa individuale o al fine di sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio. Al tal fine il beneficiario della prestazione deve presentare all’Inps, a pena di decadenza, la domanda di liquidazione anticipata, in via esclusivamente telematica, entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività di lavoro autonomo o di impresa individuale o dalla data di sottoscrizione di una quota di capitale sociale della cooperativa.

Nell’ipotesi in cui il lavoratore che abbia ottenuto la liquidazione anticipata della prestazione instauri un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della Naspi è tenuto a restituire l’intero ammontare dell’anticipazione ottenuta, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro subordinato sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale.

La Decadenza. Sono cause di decadenza dalla Naspi: a) perdita dello stato di disoccupazione; b) mancata partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale; c) inizio di un’attività lavorativa subordinata o autonoma senza provvedere alle comunicazioni all’Inps sopra indicate; d) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato; e) acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per la Naspi.

Lavoratori Part-Time. Possono accedere alla naspi anche coloro che intrattengono contemporaneamente più rapporti di lavoro part time, qualora uno di questi cessi per una delle cause che danno titolo alle prestazioni. E’ necessario, comunque, che il reddito complessivo percepito includendo anche tutti gli altri rapporti a tempo parziale, sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione e chi è interessato lo comunichi all’Inps, entro un mese dall’invio della domanda per fruire della prestazione.

Lavoro. In vigore da maggio la Naspi: chi ci perde e chi ci guadagna

Più favorevole per chi ha lavorato più a lungo ma meno conveniente sotto il profilo dei contributi figurativi per i soggetti con retribuzioni più elevate: a quasi un mese dall’arrivo della Naspi, la nuova indennità di disoccupazione che sostituisce l’Aspi e la mini Aspi si fanno i conti su vantaggi e penalizzazioni del nuovo assegno previdenziale che sarà affiancato da due nuovi trattamenti contro la disoccupazione che tuteleranno anche i precari (la Dis-coll) e coloro che hanno esaurito la Naspi e sono in condizione di bisogno (l’Asdi). Nelle settimane scorse il ministero del Lavoro ha precisato che l’indennità contro la disoccupazione involontaria spetta anche a chi ha subito un licenziamento disciplinare. Dal ministero hanno anche assicurato chiarimenti sulla situazione degli stagionali, categoria che rischia con le nuove regole di avere la prestazione per meno tempo. Questi in breve vantaggi e svantaggi con le nuove regole:

Durata max a 24 mesi invece di 16 mesi nel 2015: l’indennità viene erogata per la metà delle settimane retribuite negli ultimi 4 anni precedenti il licenziamento quindi se l’interessato ha lavorato in modo ininterrotto può avere il sussidio per 24 mesi (a prescindere dal requisito anagrafico che invece rilevava per l’Aspi) anzi che per 16 (per l’Aspi agli over 55 nel 2015). La durata massima di godimento della Naspi scende però a 18 mesi a inizio 2017. I lavoratori stagionali, in assenza di correzioni, dovrebbero avere quindi il trattamento economico per un numero di mesi inferiore in confronto all’Aspi.

Importo penalizzato su crescita retribuzione: la base dei calcolo per la Naspi è la media delle retribuzioni degli ultimi quattro anni (sono due anni per l’Aspi). L’assegno corrisposto è pari al 75% della retribuzione nel caso non superi i 1.195 euro. Se la retribuzione è più alta si aggiunge a 1.195 euro il 25% del differenziale tra questo e la retribuzione con un massimale per l’indennità di 1.300 euro. Il limite massimo è però più elevato di quello Aspi (1.169 euro nel 2015).

Decurtazione più alta per chi resta disoccupato più a lungo. Con la Naspi si ha una decurtazione dell’importo del 3% ogni mese dal quarto mese di titolarità (la riduzione con l’Aspi era del 15% dopo il sesto mese e di un altro 15% dopo il dodicesimo). Se si prende il sussidio per 16 mesi le penalizzazioni alla fine sono del 30% con l’Aspi e del 39% con la Naspi.

Soglia max a contribuzione figurativa, retribuzioni alte meno favorite: la nuova Naspi prevede una soglia per la contribuzione figurativa nel periodo di fruizione della prestazione, limite che invece non era prefigurato per l’Aspi. Il massimale per i contributi è fissato a 1,4 volte l’importo massimo dell’Aspi (1.300 euro per il 2015) e quindi per quest’anno è a 1.820 euro. Secondo i calcoli della Fondazione studi dei consulenti del lavoro una persona che perde il lavoro con retribuzione di 4.500 euro al mese avrà accreditati solo 600,60 euro con una penalizzazione complessiva di contribuzione per un anno di Naspi di 10.612 euro. Un taglio netto che a un anno dalla pensione varrebbe 614 euro di pensione annua in meno.

Arrivano 3mila tirocini retribuiti. ‘Garanzia giovani’ punta sul digitale 

Garanzia Giovani punta sul digitale. Parte da qui, da questo settore che secondo i dati darà occupazione a oltre 4,8 milioni di lavoratori in Europa entro il 2018 e contribuirà per 63 miliardi di euro al Pil dell’eurozona, la nuova scommessa del ministero del Lavoro che ha messo a punto, assieme a Google e Unioncamere, un progetto, “crescere in digitale” per formare i giovani in cerca di occupazione: training online e circa 3mila tirocini retribuiti di sei mesi nelle aziende italiane che potranno per questo accedere ad un bonus fino a 6mila euro in caso di assunzione al termine della formazione, sono gli strumenti messi in campo. Un settore, quello Internet, d’altra parte, già in espansione da tempo se nei Paesi del G-20 contribuisce, in media, alla crescita del Pil per circa il 21%. Non solo. Diversi studi dimostrano che le imprese che hanno una presenza attiva sul web crescono più del doppio di quelle assenti, creano più occupazione ed esportano maggiormente. Eppure, è il dato cruciale, entro il 2020 ci saranno oltre 900 mila posti di lavoro vacanti in Europa a causa della mancanza di competenze digitali.

Ai training e ai tirocini sarà affiancata, per i 500mila iscritti al programma Garanzia Giovani, anche la possibilità di partecipare a 120 laboratori di gruppo locali che saranno organizzati da Unioncamere coinvolgendo le associazioni di imprese con un focus tematico-settoriale. “Avere oggi 550 mila giovani che si sono registrati al programma Garanzia Giovani è un buon risultato”, ha spiegato il ministro del lavoro, Giuliano Poletti che à tornato così a difendere il programma da mesi finito al centro delle critiche per la scarsa incisività con cui approccia il dramma della disoccupazione giovanile. “Questo progetto rappresenta un esempio significativo delle azioni che servono a rafforzare e qualifica il programma nel segno di un ampliamento delle opportunità che vogliamo offrire ai ragazzi”, ha puntualizzato. Occasione che Google, che di recente ha confermato l’impegno a formare circa 1 milioni di cittadini entro il 2016, ha colto al balzo. “Con crescere in digitale, investiamo per offrire formazione dedicata i giovani senza occupazione per inserirli nel mondo del lavoro aiutando al tempo stesso le imprese ad utilizzare meglio gli strumenti dell’economia digitale”, ha precisato Giorgia Albertino, head of publicy policy di Google Italia. Un tema, quello del web, su cui da tempo è attiva anche Unioncamere. “Aiutare i giovani a trovare occupazione utilizzandoli come veicoli dell’innovazione nel mondo delle imprese è l’idea fondamentale dell’iniziativa. I temi strategici d’altra parte sono l’autoimprenditorialità, l’orientamento, l’alternanza scuola-lavoro e l’innalzamento della competitività delle imprese attraverso l’economia digitale e la proiezione sui mercati internazionali”, ha concluso Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere.

Carlo Pareto 

                                                                     

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