mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Netanyahu per governare
si allea con gli ultra ortodossi
Pubblicato il 07-05-2015


Netanyahu-vince-elezioniUna vittoria di Pirro e un Governo completamente spostato a destra come non se n’erano mai visti in Israele. Netanyahu dopo aver riconquistato le urne si ritrova così a governare con pochi seggi, potendo contare su un solo seggio in più alla Knesset rispetto alla soglia di maggioranza (61 seggi su 120), e solo grazie all’aiuto all’ultimo della destra ultra religiosa.

Tutto è iniziato due mesi fa, quando dopo la vittoria elettorale Bibi, con la conquista di appena 30 seggi si profilano tre possibili coalizioni per il quarto governo di Netanyahu: con i laburisti, con i centristi o con la destra nazionale. Ma sia i laburisti di Isaac Herzog che i centristi laici di Yair Lapid hanno rifiutato di collaborare con Netanyahu, mentre la destra di ultranazionalista di Avigdor Liebermann, ha affondato l’ultima speranza di Netanyauh, annunciando pochi giorni fa di non voler avere nulla a che fare con il Premier israeliano, sarà difficile infatti restare a galla sempre e comunque con un solo voto di scarto.
A Bibi quindi, poco prima dello scadere del tempo limite per il mandato esplorativo, non è rimasto altro che allearsi con la destra ultra ortodossa capeggiata da Naftali Bennett. Un’alleanza che è costata a Netanyahu il dicastero di Grazia e Giustizia, lo stesso che – stando a indiscrezioni – era stato chiesto in cambio di un’alleanza, dai laburisti.

Il partito nazionalista religioso Habayit Hayehudi (Casa Ebraica), con soli otto seggi conquistati ha ottenuto i ministeri di Istruzione, Giustizia e Agricoltura e l’incarico di viceministro della Difesa. il leader, Naftali Bennett, assumerà l’incarico di ministro dell’istruzione, Ayelet Shaked sarà ministro della Giustizia, e Uri Ariel avrà l’agricoltura e sarà responsabile degli affari della comunità beduina.

Ma i ministeri principali non sono l’unica resa dovuta dal Premier israeliano, quest’allenza costerà a Bibi un’ulteriore isolamento dal resto dell’Occidente, proprio in un periodo in cui i suoi rapporti con la Casa Bianca si sono deteriorati e non ha più molti amici nemmeno in Europa, per via del conflitto con i palestinesi. L’Unione europea sta infatti valutando la possibilità di applicare delle sanzioni economiche contro i prodotti di Israele fatti nelle colonie ebraiche dei Territori occupati.

Maria Teresa Olivieri

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