mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scuola. Di Lello: “Abrogare finanziamento alle private”
Pubblicato il 18-05-2015


Stefania-giannini-Buona ScuolaContinua l’esame del ddl “Buona scuola” e in maniera sempre più incalzante, visto che tra meno di 48 ore, ovvero mercoledì 20, si andrà al voto finale. Oggi al vaglio gli articoli 6, 8 e 9 mentre venerdì è stato approvato in Aula l’art.7 (innovazione digitale e didattica laboratoriale).

Appena approvato l’articolo 8 il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha così twittato: “OK art. 8 #labuonascuola con organico dell’autonomia ogni istituto programma la propria offerta anche in rete con altre scuole @MiurSocial”. L’approvazione dell’articolo prevede un sostanziale cambiamento per quanto riguarda l’amministrazione, entro il 31 marzo 2016 gli uffici scolastici regionali dovranno definire l’ampiezza dei propri ‘ambiti territoriali’ – che dovranno essere ‘inferiori’ alla provincia – e dentro i quali saranno istituite le Reti di scuole, gli ambiti territoriali (a regime dal 2016/2017) saranno definiti in base a tre criteri: la popolazione scolastica; la prossimità (quindi la vicinanza) delle istituzioni scolastiche; e le caratteristiche del territorio. All’interno degli ‘ambiti’ si formeranno le reti di scuole che potranno sottoscrivere accordi per la gestione del personale, le attività amministrative (segreterie) e le iniziative didattiche.

Ma sarà il Miur a emanare le linee guida con i criteri di cui dovranno tenere conto i futuri accordi. L’anno 2016-2017 sarà una sorta di limbo, o anno di passaggio, anche per le assunzioni. Gli Iscritti al GaE rientreranno nei cosiddetti “albi territoriali”, gli elenchi introdotti dalla riforma Renzi. I docenti che non dovessero essere assunti al primo giro, saranno iscritti nell’albo nazionale per essere assunti nella zona geografica dove vi sarà capienza. I centomila assunti, a partire dal 1 settembre, saranno infatti presi per metà dalle graduatorie del concorso del 2012 e per l’altra metà dalle graduatorie ad esaurimento. Quelli del concorso 2012, avranno la preferenza sui secondi. Mentre quelli del GaE (Graduatorie ad esaurimento) saranno assegnati ad una sede nella provincia della graduatoria. Ma intanto montano le proteste, non solo da parte dei sindacati che hanno promesso di scendere domani in piazza, ma anche all’interno dell’Aula e da parte dell’ala del Pd che si oppone alla riforma.

“Facciamo un torto al premier Renzi e al ministro Giannini, che all’epoca si presentò con uno schieramento alternativo, se diciamo che questa riforma è il programma con cui ci siamo presentati alle elezioni: no, è un’altra cosa”, così Alfredo D’Attorre, membro della minoranza Pd, nel suo intervento in Aula nel corso dell’esame dell’articolo 9 sulle competenze del dirigente scolastico. Il perno dello scontro resta sempre quello del ruolo dei presidi.

Stefano Fassina che, di recente è sceso in piazza con gli insegnanti, ha dichiarato durante il suo intervento in Aula sugli emendamenti alla riforma della scuola: “Mi rivolgo a lei ministro Giannini: sarebbe utile che lei si assumesse fino in fondo la responsabilità delle sue parole e lasciasse il suo incarico per aiutare a ricostruire un clima positivo tra governo e mondo della scuola”.

“Tranquillizzo i colleghi, chiarisco che si entrerà su concorso e non perché amico o compagno di qualche preside, e confermiano la fiducia del gruppo Pd al ministro Giannini”, ha precisato poco dopo Ascani, componente della commissione Cultura della Camera. L’aula della Camera ha però respinto l’emendamento della minoranza del Pd (a prima firma di Stefano Fassina) all’art. 9 del ddl sulla scuola, che abrogava il potere dei presidi di chiamata diretta dei docenti. Contro l’emendamento Fassina hanno votato in 276 e a favore 84. A sostegno dell’emendamento si sono dichiarati Sel e M5s, contro tutti i gruppi di maggioranza e Fi. “Noi condividiamo – ha dichiarato Marco Di Lello, capogruppo del PSI a Montecitorio, a proposito della riforma della scuola in discussione alla Camera – l’impianto e la filosofia: il primo ad introdurre il concetto di Autonomia nel comparto del Sapere fu il ministro socialista Ruberti nel 1990. Anche allora proteste. Anche allora noi dalla parte giusta”.
“Il ddl governativo andava comunque migliorato. Grazie anche ai socialisti – dice il deputato socialista – è stata imposta una maggiore collegialità nell’adozione del Piano formativo, prevedendo così un contrappeso al potere dei Dirigenti Scolastici (ex Presidi). Grazie ai socialisti sono stati previsti 10 mln per le scuole disagiate che potrebbero ‘soffrire il meccanismo del 5/000’. Noi accettiamo la competizione virtuosa, ma ma ci facciamo carico di evitare che alcune scuole restino eccessivamente indietro”.
“Grazie ai socialisti – afferma Di Lello – saranno assunti anche gli idonei del Concorso 2012 che il Premier aveva lasciato fuori. È una battaglia che noi abbiamo condotto già dal febbraio 2013 quando non ci credeva nessuno: 6mila sono già stati immessi in ruolo, i restanti 4mila entreranno ora.
Resta una battaglia da condurre: la eliminazione del finanziamento indiretto alle scuole Paritarie di cui proponiamo l’abrogazione”.

Intanto anche in Francia in questi giorni monta la protesta contro la riforma dell’Istruzione pubblica, il 60% dei francesi approva il movimento di sciopero e manifestazioni indetto per domani dagli insegnanti contro la riforma della scuola in Francia: è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’istituto Odoxa per Les Echos, Radio Classique e FTI Consulting. Per il 60% degli intervistati, la mobilitazione è ”giustificata”, mentre il 39% pensa il contrario. Da parte sua, il governo socialista di Francois Hollande continua a difendere con forza la riforma presentata dalla ministra dell’Istruzione Najat Vallaud-Belkacem, teoricamente in vigore dal settembre 2016.

Redazione Avanti!

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