mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

La lista degli impresentabili allarma i partiti
Pubblicato il 26-05-2015


Impresentabili-regionali-antimafiaE parte la corsa alle liste pulite. Almeno a parole. Renzi e Salvini che si sbrigano ad affermare che nelle liste di candidati dei loro partiti non ci siano impresentabili. Tutto nasce dalla notizia che il catalogo dell’Antimafia è pronto. A breve la presidente della commissione, Rosy Bindi, renderà noti i nomi dei candidati alle regionali la cui storia giudiziaria non è in linea con il codice di autoregolamentazione approvato a settembre dai partiti. La verifica non è stata facile e le forze politiche, divise tra garantismo e giustizialismo, hanno litigato fino all’ultimo minuto.

“Con grande chiarezza – ha affermato il presidente del Consiglio Matteo Renzi in un’intervista alla tv campana Canale 21 – dico che il Pd nelle sue liste per le Regionali non ha alcun impresentabile”.  Dal Pd anche Guerini si è detto tranquillo: “Non so quali saranno le decisioni, ma per il lavoro che abbiamo svolto sulle nostre liste, ritengo che non ci sarà nessun esponente del Pd. Abbiamo applicato il codice etico e in alcune realtà siamo andati anche oltre”. Salvini si dice orgoglioso delle liste della Lega. “Se qualcun altro ha candidato gente strana ne risponderà qualcun altro”.

Pare che in tutto la lista comprenda 13 impresentabili anche se qualcuno sostiene che potrebbero essere una ventina. Per ora si conosce il none dei primi 4. Quelli degli aspiranti consiglieri pugliesi. Per gli altri bisognerà aspettare ancora. Il primo è l’imprenditore Fabio Ladisa della lista “Popolari con Emiliano” che appoggia il candidato del Pd Michele Emiliano. Gli altri 3 appoggiano tutti l’ex presidente della provincia di Bari e candidato fittiano Francesco Schittulli. Si tratta di Massimiliano Oggiano, della lista “Oltre”, Giovanni Copertino e Enzo Palmisano.

Anche il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone è intervenuto chiedendo fatti: “Ci siamo scocciati di parole”. Secondo il magistrato, il tema “vero” da affrontare è la necessità che il Meridione riparta “con una classe dirigente che sia molto attenta ai temi della legalità”. Abbiamo visto – ha aggiunto Cantone – una campagna elettorale tutta sulla questione degli impresentabili e di soggetti che sarebbe stato meglio non candidare. Adesso – ha concluso – credo ci debba essere un impegno vero di chiunque vinca a dare una svolta e l’esempio sul piano della legalità”. Per il presidente dei deputati del Psi Marco Di Lello i partiti devono rendere “obbligatoria e preventiva” la selezione dei candidati: “Se non hanno la forza di fare da soli bisogna costringerli per legge. Solo una sorta di bollinatura delle prefetture toglierà gli alibi a chiunque”. La campagna elettorale che volge al termine si è concentrata, molto di più che in passato, sui nomi. Ne sono nati accesi dibattiti, con casi, come quello su De Luca in Campania, che ha visto l’intervento diretto dei vertici del Pd, partito che ha oggi presentato una proposta di legge per dare personalità giuridica ai partiti. “Acquisire la personalità giuridica, con l’iscrizione in un registro nazionale dei partiti, diventa condizione necessaria per la presentazione delle candidature alle elezioni”.

Una proposta “unitaria” di tutte le aree Dem, hanno spiegato Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Nico Stumpo e Andrea De Maria, firmatari del testo presentato alla Camera e depositato al Senato da Luigi Zanda e Anna Finocchiaro. “Ora ci confrontiamo in Parlamento e con l’opinione pubblica”. Si tratta di attuare fino in fondo l’Articolo 49 della Costituzione rimasto fino ad ora inattuato. Dopo il ddl di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, annunciano gli esponenti del Pd, arriveranno anche proposte per regolamentare le lobby, le fondazioni e le primarie.

Il Movimento 5 Stelle, che ha soltanto un ‘non statuto’, potrebbe essere contrario all’obbligo di acquisire la personalità giuridica, dotandosi di un atto costitutivo e uno statuto. Una osservazione a cui Orfini risponde dicendo che quella del Pd “è una norma a favore della trasparenza e della democrazia: se Grillo è contro, è un problema di Grillo, non di questa proposta di legge”.

Ginevra Matiz

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