sabato, 19 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La sinistra deve essere strabica
Pubblicato il 13-05-2015


Se la sinistra socialista europea fa della consuetudine la sua bussola è destinata a uno spazio marginale. Parlo dell’elettorato riformista, conteso da movimenti radicali e da forze populiste e attratto dall’astensione. L’ultimo caso in ordine di tempo è il voto inglese.

Sostiene Tony Blair che i confini tradizionali tra destra e sinistra sono cambiati. Ha ragione. Si tratta della riflessione che abbiamo avviato al Congresso di Venezia e che lo scorso anno abbiamo affidato ai lavori del congresso del Pse a Roma. Confini cambiati non significa assenza di confini. Affatto. I cambiamenti profondi che tagliano le società obbligano la politica a mettersi in discussione. La rapidità dei cambiamenti dovuta alla scienza, alla tecnologia, al potere della finanza globale, alla complessità delle relazioni economiche inducono la sinistra a ripensarsi lasciando integri i tre pilastri che ancora oggi la rendono diversa dalla destra: redistribuzione della ricchezza, estensione dei diritti fondamentali e delle responsabilità civiche, allargamento degli spazi di libertà e di democrazia. In concreto.
L’ Europa dei padri fondatori e di Maastricht non basta più. È zoppa. A disagio nello scenario internazionale in cui è immersa. Troppo burocratica, poco coesa nelle scelte di politica estera e di politica fiscale, troppo squilibrata a vantaggio del fronte settentrionale, carente di emozioni. O c’è un nuovo patto fondativo che rilanci le ragioni di una storia plurisecolare nel secolo nascente e ne faccia un soggetto competitivo nel mondo o in un paio di generazioni diventeremo come la Confederazione degli Stati tedeschi prima di Bismarck. Senza futuro. Un peso piuma nella categoria massimi.
Emigrazione e migrazioni hanno significati diversi. Le migrazioni del nostro tempo non sono in nulla uguali all’emigrazione del novecento. Prima ci si spostava in cerca di lavoro e ci si integrava nelle comunità di approdo. Oggi chi arriva aggiunge il proprio disagio ad una diffusa disintegrazione sociale. Il Mediterraneo è frontiera europea. Ne discendono due effetti. Ogni nazione dell’Unione deve fare la sua parte verso i profughi. Chi vive tra di noi deve rispettare le leggi, godere dei diritti fondamentali, condividere i principi di libertà e di democrazia. La meta è il multiculturalismo attivo non la difesa di costumi lesivi di valori fondanti: nessun tribunale della sharia, nessuna infibulazione imposta alle bambine, nessun obbligo matrimoniale per la donna, piena parità tra i generi. Insomma, libertà, condivisione, responsabilità.
Se entro in una moschea mi tolgo le scarpe. Se vivi nel nostro Stato adotti il nostro canone, figlio di conquiste civili lunghe almeno tre secoli.
La democrazia rappresentativa si è avvalsa in Italia soprattutto del ruolo decisivo dei partiti. La prima è fragile, i secondi sono scomparsi e la società di mezzo è in crisi. Servirebbe un’imponente spinta riformatrice, né più né meno di quanto avvenne all’indomani del secondo conflitto mondiale. Respinta l’ipotesi di un’Assemblea Costituente, alcune priorità in ordine sparso: ‘dibattito pubblico’ quando si discute di grandi opere; regolamentazione dei gruppi di pressione; accorpamento dei piccoli comuni; sfoltimento degli enti intermedi, oggi almeno il doppio dei vizi capitali; un bilanciamento più armonioso tra i poteri dello Stato; sostegno alle fondazioni che educano alla politica. Misure, tutte, indispensabili per riconciliare i cittadini con il Palazzo.
In ultimo, lo stato sociale. Ripensarlo. Rifondarlo. Sostenendo chi è nella condizione del bisogno e chi ha merito, ma non ha né l’opportunità né le condizioni sociali per emergere. Tutto a tutti non è giusto né più possibile.
La nostalgia è un pessimo sentimento. Ottunde i cinque sensi. Se la sinistra confida nella nostalgia si preclude la capacità di specchiarsi nel futuro. Deve essere strabica. Un occhio qui, l’altro oltre i confini quotidiani. Meglio dunque l’ambizione dei pionieri. Eretici per non morire nel passato.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

More Posts - Website

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Tutto a tutti non è giusto né più possibile, ……………………………no quindi al reddito di cittadinanza?.
    Accorpamento dei piccoli comuni; e se invece si procedesse così?
    http://www.avantionline.it/2014/11/scrive-claudio-simoncelli-cosa-mettere-al-posto-delle-province/#.VVOKUfAVncs
    La condizione del bisogno e chi ha merito ……………………………………………. chi la decide?
    Se ho capito male, o ho scritto delle sciocchezze fatemelo sapere, Gazie
    Eretici per non morire nel passato, sempre.

  2. Sono sempre io, Nicola Olanda.
    Oggi compio 81 anni. Ciò che politicamente mi ha fatto più soffrire sono state le divisioni della Sinistra e quelle nel nostro Partito. Ciò a cui faccio affidamento e da cui cerco di farmi guidare è lo spirito laico e le regole della democrazia. Un comportamento laico significa apertura al confronto e al dialogo, tolleranza e rispetto di ogni opinione e credo religioso mentre le regole democratiche stabiliscono che in un Partito non è facoltà della minoranza di sostituirsi alla maggioranza. Ma questo non significa annullare il proseguimento sul confronto delle idee e sui contenuti tra maggioranza e minoranza.
    Ti ho già manifestato la mia stima come dirigente politico e risorsa preziosa per la causa socialista, specialmente dopo il grande esodo di tanti compagni che dal PSI hanno avuto tutto e di più e che hanno rinunciato anche a continuare ad iscriversi al PSI. Spero quindi che avrai capito che mi confronto con te da semplice militante e non in veste di antagonista, ma su valutazioni politiche.
    Sul piano della persona godi della mia ampia stima ma sul piano politico non mi trovo d’accordo sulla decisione che hai preso di condurre il PSI a votare per la legge elettorale che Renzi ha imposto con la richiesta della fiducia al Parlamento, come sono stato in disaccordo quando hai ritirato il sostegno alla Bonino nella votazione finale per la Presidenza della Repubblica e come nelle ultime elezioni politiche non ho apprezzato la tua decisione di consentire che il PSI fosse l’unico Partito del Centrosinistra a non presentarsi pubblicamente.
    Quest’ultima decisione, frutto dell’accordo in sede europea col PSE per il sostegno a Bersani, ha fruttato i 7 parlamentari socialisti che si sono legati con Bersani al Programma elettorale “Italia bene comune”. Era quindi con Bersani che ci dovevamo allineare e non con Renzi.
    Quanto tu esprimi in questo editoriale lo condivido. Siamo entrati nell’epoca post industriale e globale e pertanto tanti parametri si devono rimodulare rispetto ai nostri storici valori socialisti di riferimento.
    Nel 1976 il PSI decise di lanciare il “Nuovo Corso socialista” affidandosi ad un “Progetto Socialista” il cui coordinamento fu affidato a Luigi Covatta e la presidenza dell’Associazione del Progetto a Norberto Bobbio.
    Perché non promuovi l’elaborazione di un Nuovo Progetto Socialista per il xxì secolo??
    Oggi Luigi Covatta è ancora in servizio su Mondoperaio. Potremmo richiamare alle armi qualche riservista come Claudio Martelli. Come autore del saggio “sui Meriti e i Bisogni” con cui ha configurato le due moderne componenti sociali, potrebbe essere il coordinatore di un Gruppo di Lavoro per questo Progetto. Sarebbe anche l’occasione per avvicinare e riaggregare attorno al PSI tutto il potenziale mondo laico, socialista e progressista della società italiana e anche europea.
    Con fraterni saluti, Nicola Olanda
    Je suis socialiste

  3. Caro Segretario, la riflessione è quella giusta. Occorre che ogni tanto ci si ritrovi tutti per riflettere sui cambiamenti straordinari intervenuti. Guardiamo avanti certo, ma facciamolo insieme.. Nulla si fa senza una condivisione più ampia. Basta affittare una sala, chiamare nuovi e vecchi compagni e cercare una strada comune che coinvolga anche i delusi della società di oggi. Il movimento è il tutto diceva il vecchio Nenni. Muoviamoci.

  4. Lo strabismo della sinistra europea (che fondamentalmente è socialista) si manifestò quando in Francia votò contro il Trattato costituzionale, lasciando vagare nel vuoto tutto quello che era stato fatto fino ad allora. Con l’unione politica avremmo lasciato la Grecia a debilitarsi così?

  5. Condivido le riflessioni del segretario. Mi iscriverò al partito per il 2015. Se troverò il simbolo del partito lo voterò con entusiasmo, altrimenti voterò o non voterò affatto per chi mi pare. L’applicazione dell’art.49, penso, darà adito alle minoranze di esprimere le proprie opinioni come esplicita bene l’art.4 del nostro statuto. Vorrei domandare, però, come mai chi critica la linea politica della ns classe dirigente viene considerato come uno che ha contratto l’EBOLA?

  6. Riflessione seria e da approfondire perchè i cambiamenti in atto vanno inseriti sempre in un progetto di società ancorata ai princìpi Socialisti di solidarietà e giustizia sociale. Da tempo non esiste più il “dare tutto a tutti”, che non è la stessa cosa di togliere i sacrosanti diritti a chi lavora. Allargamento della democrazia non può essere confuso con il modello Renziano “uno solo al comando” (Presidi, Anticorruzione, Riforma RAI, Italicum, ecc.) perchè è una distorsione del Socialismo anche se ha fatto aderire il PD al PSE si sente a pelle che non è Socialista Riformista. Sulla Scuola non subiamo le norme inaccettabili sul finanziamento alla Scuola Privata, i Presidi-Sindaco, ecc., mettiamoci in sintonia con i docenti, gli studenti e le famiglie che la contestano chiaramente e profondamente. Condivido la proposta del Compagno Nicola Olanda, mettila in atto, se vogliamo non morire Renziani e aprire ad una nuova fase di rilancio della forza Socialista e Riformista.

  7. Tanti auguri anche se in ritardo a Nicola Olanda che oserei definire affettuosamente memoria storica socialista da cui noi più giovani abbiamo molto da imparare. Condivido la sua idea sul voto a Emma Bonino e sul voto favorevole dato alla legge elettorale dal PSI. Rispetto alla frase finale del segretario Nencini “Meglio l’ambizione dei pionieri” mi piace e la condivido, mentre sullo strabismo della sinistra mi pare che le politiche di Renzi non siano strabiche ma con tutti e due gli occhi rivolti verso destra e questo insieme alla considerazione che ha dimostrato a più riprese verso la componente e tradizione socialista (dopo aver fatto aderire il Pd per pura convenienza politica al PSE), pur essendo ancora giovane oltre alla rabbia mi fa avvertire anche un grosso senso di nostalgia…..Je suis socialiste

  8. Se avessimo mantenuto la “schiena diritta” caro segretario, questo non sarebbe successo, ne succederebbe. Purtroppo quello che Nenno chiamava “partito degli assessori” che è diventato poi ” partito dei sinìdaci” è ora il partito dei viceministri, che non possono che assogettare il ruolo politico a quello amministrativo. Pena la perdita della prebenda.
    Credo sia tardi, ma meglio tardi che mai, per ripristinare la nostra VERA IDENTITA’.
    Cosi come siamo non c’è stimolo, mancando il sim,bolo di partito che, UNICO, ci identifica. anche fossimo una goccia di miele, se sciolti in un litro d’acqua, non siamo riconoscibili, se non da palati ultrafini. Ce in verità sono molto molto pochi.

Lascia un commento