venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

MENO PRECARI
Pubblicato il 25-05-2015


Crescita-lavoro-Renzi

Aumentano i nuovi contratti di lavoro. Almeno secondo i dati diffusi nel Rapporto del ministero del Lavoro. Nel dettaglio si vede che nel mese di aprile 2015 ammontano a 220mila le attivazioni di nuovi contratti di lavoro al netto delle cessazioni. In particolare, sono 756.926 i nuovi contratti stipulati contro 546.382 cessazioni. Quelli a tempo indeterminato ammontano, sempre ad aprile e al netto delle cessazioni, a 48.536 mentre quelli a termine a 147.125. L’apprendistato a 4.807 attivazioni e 2.013 le collaborazioni. Dunque rispetto all’aprile 2014 i saldi delle differenze tra attivazioni e cessazioni, registrano complessivamente oltre 7mila contratti in più.

Sotto il solo profilo attivazioni, inoltre, il confronto con lo stesso mese del 2014 evidenzia come ci sia una crescita dei contratti a tempo indeterminato che salgono dal 15,7% (112.839) al 22,7% (171.515) mentre calano vistosamente i contratti a tempo determinato che passano dal 66,3% (476.053) dello scorso anno al 62,8%(475.273). Egualmente  per l’apprendistato che passa dal 3,4% del l’aprile 2014 al 2,4% del  2015 e delle collaborazioni che scendono dal 6,7% (47.946) al 5,1% (38.632). In leggera flessione anche tutti gli altri contratti,  dall’inserimento all’intermittente che passano dal 7,9% nello scorso  anno al 7% di quest’anno. Analizzando le cessazioni rispetto all’aprile 2014 il dato di aprile  registra un leggero calo nei contratti a tempo indeterminato che passano dal 23,1% al 22,5% ma una risalita negli stop per quelli a  termine che dal 58,4% del lo scorso anno passano al 60,1%.

Stabile invece l’andamento dell’apprendistato mentre per le cessazioni di collaborazioni si registra un calo dal 7,6& dell 2014 al 6,7% del 2015.  Sotto il profilo di genere il confronto aprile 2014-aprile 2015 registra un aumento sostanzioso di contratti a tempo indeterminato per le donne; erano 41.114 lo scorso anno, sono 63.134 i contratti che fanno loro riferimento nel 2015 ma un calo generalizzato per tutte le altre forme contrattuali. Dei 203.352 contratti ‘in rosa’ dell’aprile dello scorso anno, se ne contano ora 190.060; così il dato per l’apprendistato che da 10,997 scende a 8.258 e per le collaborazioni che da 28mila si ferma a 23.350. Il calo maggiore però si registra negli altri contratti, da quello intermittente al contratto di inserimento che passa da 28mila attivazioni nel 2014 a 25mila nel 2015. Anche per gli uomini si registra un ‘salto’ nell’attivazione di contratti a tempo indeterminato, da 71.725 a 108.381, analogo a quello registrato per i contratti a termine che da 272.701 passano a 285.213. Mentre in calo appaiono collaborazioni e altri contratti.

Bei numeri ovviamente che però non sono figli tanto del jobs act quanto del bonus fiscale che permette la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato sgravando il datore di lavoro dal penso dei contributi che vanno a pesare sull’intera collettività. Poi con il jobs act quel dipendente potrà essere licenziato al termine del periodo di riduzione contributiva solamente con il pagamento di un indennizzo con un saldo finale tutto a vantaggio delle imprese. I decreti attuativi del jobs act non sono ancora realizzati nella sua completezza di conseguenza i suoi effetti sono ancora tutti da verificare. A tal proposito il segretario generale della Cgil Susanna Camusso afferma di temere “grandi delusioni dall’incontro convocato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti con le parti sociali sui decreti attuativi del jobs act” che si terrà a Roma mercoledì prossimo. E al termine di un convegno sul dopo Expo, ha approfittato “per lanciare l’ennesimo appello: che sia un incontro serio, che si discuta concretamente delle ipotesi che hanno, e che indichi l’universalità degli ammortizzatori come un obiettivo del paese”.  “Nella convocazione – spiega – il governo si è impegnato a illustrarci quello che dovrebbe essere il decreto legislativo riferito agli ammortizzatori sociali. Ci auguriamo che non sia come per altri incontri, dove sono venuti senza proposte e senza dirci il testo del decreto”. “Mi auguro che almeno questa volta il tema dell’universalità sia quello al quale ci si rivolge. Quando qualcuno dice che si è dimezzata la cassa integrazione trascura il fatto che ci sono forme di cassa integrazione che sono venute meno trasformandosi in perdita di posti di lavoro e non in lavoro che sostituisce la cassa”.

Sono comunque numeri che Renzi non tarda a spendere nel suo tour elettorale in Liguria: “Sono certo – ha affermato – che continuando a lavorare sui temi del lavoro e della legalità non soltanto l’Italia riparte, ma sarà anche molto più facile poter investire sul futuro dei nostri figli”. Parole a cui risponde la Camusso: “Sono entusiasta che Renzi veda la ripresa. Piacerebbe a tutti noi vederla davvero”.

Ginevra Matiz

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