martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Le sperimentazioni
della talentuosa Micol
e della sua arpa rock-pop
Pubblicato il 30-05-2015


MicolAveva tre anni quando – invece di subire il fascino delle ballerine di una rappresentazione  de “Il lago dei cigni” di Tchaikowsky – rimase stregata da uno tra i più antichi strumenti musicali della storia dell’uomo. Classe 1985, Micol Picchioni – diplomata in arpa al Conservatorio – fino al 2012 ha suonato nell’orchestra Luigi Cherubini diretta dal Maestro Riccardo Muti. E oggi – anche per opportunità lavorative sempre meno frequenti – predilige le piazze italiane ove si esibisce proponendo un repertorio rock/pop. Le note che la sua inseparabile arpa riproduce – accompagnate dalla mimica, postura e sguardo – sono infatti rivisitazioni di celebri canzoni dei ‘Genesis’, dei ‘Daft Punk’, ma anche ‘Nirvana’, ‘Radiohead’, ‘Massive Attack’ e ‘Coldplay’.  

Dopo aver lavorato per anni in orchestre prestigiose sei arrivata a suonare nelle principali piazze italiane, su tutte piazza Navona a Roma. Una sorta di percorso musicale al contrario?

Ho sentito l’esigenza di portare la mia arpa, ma soprattutto la mia musica nelle piazze perché le possibilità lavorative erano sempre meno. Basti pensare che nell’ultimo anno a Roma hanno chiuso tre orchestre. Pur venendo dalla classica, sono un’amante della musica rock e pop, arrangio brani e scrivo musiche mie. Ho sempre pensato a sperimentare nuove sonorità con l’arpa che – per me – è uno strumento non ancora scoperto del tutto. Così ho deciso di dedicare tutta la mia fantasia musicale e le mie conoscenze per suonare un repertorio rock e pop.

Hai addirittura costruito una base per suonare lo strumento in piedi.

Sì, l’ho fatto perché la visione al pubblico apparisse subito più moderna rispetto alla classica figura dell’arpista seduta.

A Piazza Navona sei famosa come l’“arpista che balla”.

In effetti mentre suono mi muovo sulle mie note. È molto difficile riuscire a esibirsi in piazza perché ci sono mille difficoltà, e a regnare è la legge della strada. Sicuramente mi ha aiutata tanto nella crescita professionale, suonare in piazza è stato come mettersi a nudo tra la gente e sotto gli occhi pieni di pregiudizio da parte di molti. Ammetto che all’inizio è stata dura, ma poi ho fatto una scelta di vita per seguire la mia vera natura: ho un’anima rock pop, anche se ho mantenuto alcuni brani classici che però non ho resistito a rivisitare a modo mio.

Quali emozioni ti dà la piazza? Come reagisce la gente quando si accorge delle tue note?

Il pubblico di strada è straordinario, anche se è molto difficile riuscire a far fermare la gente. A volte passano minuti senza che nessuno si fermi, e questo per un artista – o almeno per me – è molto doloroso. Allora mi metto a suonare con tutta la passione e la rabbia che ho nel corpo, le dita volano velocissime sulle corde, l’adrenalina, il fuoco che brucia dentro.

Micol in una esibizione a Piazza Navona

Micol in una recente esibizione a Piazza Navona

E ti accorgi di essere circondata da occhi, che spesso si emozionano, commuovendosi. Ti senti soddisfatta e appagata. Poi la gente si dissolve, e devi ricominciare tutto da capo per far fermare altre ondate di persone.

A Piazza Navona oramai hai una sorta di pubblico fisso.

Sì, ci sono persone che vengono apposta per risentirmi, in tanti mi scrivono in tutte le lingue del mondo, addirittura un signore mi ha regalato un sito Internet. Grazie anche ai social network comincio ad avere un mio pubblico fatto anche di appassionati.

Da poco sei tornata dal Brasile dove sei stata invitata come special guest per inaugurare la decima edizione del “Rio Harp”, uno dei più grandi festival di arpa a livello mondiale che si svolge a Rio de Janeiro. Cosa ti è rimasto di questa esperienza?

È stata un’esperienza fantastica, di cui sono molto soddisfatta perché sono riuscita a stupire il pubblico della kermesse. La strada mi ha cambiata, arricchendomi. Il mio modo di suonare ormai è completamente privo di schemi, non sono omologata, e al festival brasiliano è venuta fuori questa particolarità.

Quali i progetti futuri?

Un contratto discografico, la puntata di ‘Webnotte’ la prossima settimana in diretta da Genova, un’intervista sulla rivista “Strumenti musicali”, la partecipazione estiva a vari festival importanti come l’‘Atina Jazz Festival’ e il festival rock ‘Sherwood Festival’. E poi concerti in diversi comuni di città italiane. E le esibizioni estive sia nelle piazze della Sardegna sia a Piazza Navona. Perché è proprio lì che vorrei qualcuno mi innalzasse – insieme alla mia arpa – cambiandomi la vita.

Silvia Sequi

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