venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Legge 40. ‘No’ al divieto per coppie fertili con patologie
Pubblicato il 15-05-2015


Fecondazione-patologieDue gli articoli della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (il diritto al rispetto della vita privata e familiare – articolo 8 – e quello che stabilisce il divieto alla discriminazione, contenuto nell’articolo 14, ndr) che vengono invocati dalle coppie ricorrenti, fertili – ma affette da malattie geneticamente trasmissibili – impossibilitate ad accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita a causa della controversa legge 40. Dopo la bocciatura da parte della Corte europea della normativa italiana nell’agosto 2012, anche la Consulta ha dichiarato l’illegittimità di questa norma della legge del febbraio 2004 e del divieto di accedere alla diagnosi pre-impianto. Filomena Gallo: “Rispettati diritto alla salute e al principio di uguaglianza”. Pia Locatelli: “Cade uno degli ultimi baluardi di una legge ingiusta”. 

GALLO: GIOIA E SODDISFAZIONE – “Esprimo gioia e soddisfazione: ci aspettavamo una sentenza in tal senso, che rispettasse i diritti delle coppie che chiedono l’accesso ai trattamenti sanitari affinché siano rispettati diritto alla salute e principio di uguaglianza”. Questo il commento di Filomena Gallo, uno degli legali delle coppie coinvolte. “Ora – aggiunge – attendiamo le motivazioni della sentenza”.

I CASI IN ITALIA – Durante il convegno ‘The new era of Pgs application’ organizzato a Roma dal centro di Pma Genera e Bioroma era stato dichiarato che in Italia sono oltre duemila l’anno le coppie fertili portatrici di malattie genetiche – come la talassemia e la fibrosi cistica – che non possono accedere all’analisi che permetterebbe loro di avere un figlio sano a causa della legge 40.

LOCATELLI PSI: CADE UNO DEGLI ULTIMI BALUARDI LEGGE INGIUSTA – “C’è voluta l’ennesima sentenza della Corte costituzionale per smantellare un altro iniquo paletto della legge 40. Bocciando l’assurdità della norma, che vieta per le coppie fertili, ma portatrici sane di geni malati l’accesso alla diagnosi pre-impianto, la Consulta fa cadere uno degli ultimi baluardi di una legge ingiusta e fatta più sulla spinta ideologica che sulle reali esigenze delle coppie. Spiace solo che ancora una volta siano stati i Tribunali a sostituirsi alla politica”. “Si tratta – ha aggiunto Locatelli – di un altro passo avanti, ma ancora non possiamo cantare vittoria. Nonostante le sentenze, infatti,  continuano a sussistere sentenze e regolamentazioni volte di fatto a bloccare l’eterologa. E’ il caso dell’istituzione del registro nazionale dei Donatori di gameti non presso i Centri di procreazione medicalmente esistita, che ne garantiscono l’anonimato, bensì presso il Centro Nazionale trapianti che chiede, in piena violazione della privacy, via fax, nome, cognome e codice fiscale dei donatori. Si tratta di una pericolosa discriminazione perché impedendo l’anonimato si scoraggia la donazione. A questo proposito il gruppo socialista ha presentato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta alla Ministra della Sanità, Beatrice Lorenzin, concepita di concerto con l’Associazione Luca Coscioni” che si batte contro la legge 40 fin dal giorno della sua approvazione.

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento