lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

LEZIONE IN PIAZZA
Pubblicato il 05-05-2015


Scuola-sciopero generale

“Il più grande di sempre”, così è stato definito dai sindacati lo sciopero generale contro la riforma della scuola che portato nelle piazze italiane decine di migliaia tra insegnanti, personale Ata, studenti e persino insegnanti. Solo a Roma per la Cgil sono stati oltre centomila i partecipanti alla manifestazione contro il ddl ‘La buona scuola’. Il corteo è partito da piazza della Repubblica ed è arrivato a piazza del Popolo. Insieme al corteo sono partite anche le affermazioni entusiaste dei sindacalisti, a partire da Susanna Camusso che ha affermato: “Ora vedremo gli effetti di questa protesta. Se sarà necessario troveremo altre modalità per continuare la nostra lotta”. “Questa è l’arroganza – ha aggiunto il segretario della Cgil sull’intenzione del governo di procedere sul ddl – di chi non ha argomenti. Oggi è stato realizzato uno dei più grandi scioperi che si ricordi”. Maurizio Landini, Fiom, rincara la dose e parla di sfiducia all’Esecutivo da parte del Paese: “Ieri il Governo ha posto la fiducia spaccando il Parlamento, oggi il Paese ha sfiduciato il Governo sulla riforma della scuola”. Lo ha detto il leader della Fiom, Maurizio Landini, ricordando che il diritto allo studio “è uno di quelli fondamentali tutelati dalla Costituzione”.

GIANNINI, SCIOPERO POLITICO. CIVATI IN PIAZZA, IL PD HA TRADITO LA SCUOLA
Secca la replica da parte del ministro Giannini che al termine dei lavori della commissione Cultura della Camera sugli emendamenti del ddl sulla scuola ha affermato: “Rispetto per lo sciopero, come e doveroso che sia, ma rispetto per il governo che fa il suo lavoro, propone un progetto educativo molto innovativo e rispetto per il Parlamento che è il portatore delle istanze di cambiamento del provvedimento stesso”.

Il ministro dell’Istruzione, ha poi rincarato la dose in un’intervista definendo lo sciopero “politico”, “senza presupposti” e legato a “strategie elettorali”, accusando i sindacati di essere su “posizioni antiche”. Intanto in piazza al fianco dei docenti sono scesi anche i rappresentanti della minoranza Pd, Stefano Fassina e Pippo Civati che ha attaccato Giannini: “Il ministro ha detto che questo è uno sciopero politico. Questo invece è uno sciopero non politico perché la politica non rappresenta più nessuno, perché il Pd – afferma – ha tradito i suoi impegni elettorali e ha fatto una riforma della scuola lontanissima dalla nostra cultura politica”.

Scuola-scioperoDI MENNA, MATTEO STAI SERENO. RENZI, NOI ASCOLTIAMO TUTTI
Per il leader della Uil, Carmelo Barbagallo “questo Governo promette, ma non mantiene. Per una volta che avrebbero dovuto fare un decreto, per assumere i precari – ha osservato – non l’hanno fatto. Il Governo ci convochi”. Quanto alla ministra, “vada lei a scuola” è l’invito del sindacalista.

Attacco diretto contro il presidente del Consiglio da parte di Massimo Di Menna, Uil Scuola che si rivolge a Renzi dal palco di Piazza del Popolo: “Guarda la nostra piazza, la piazza della scuola e staisereno”. “Questo 5 maggio – aggiunge – resterà nella storia non solo del sindacalismo ma della scuola italiana e della democrazia”.
Mentre il presidente del Senato, Piero Grasso, invita all’ascolto della piazza “perché per la buona scuola serve un confronto positivo per arrivare a soluzioni possibilmente condivise. La scuola è dei docenti e dei ragazzi ed è il futuro del Paese” Renzi risponde da Bolzano: “Oggi abbiamo il coraggio di rimettere in moto le energie migliori partendo dalla scuola. Ci sono tante persone che protestano: qualcuno dice che protestano sempre ma noi ascoltiamo le protesta, è giusto affrontarla ed entrare nel merito”.

Molte scuole sono rimaste chiuse per via dello sciopero, adesso si attende il testo in aula alla Camera per il 14 maggio, mentre la votazione finale avverrà il 19.

Maria Teresa Olivieri

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